The week of fire

Saggistica: Lettere eretiche

THE WEEK OF FIRE
1 agosto 2004

25 Luglio

L’Inghilterra è investita da una tempesta mediatica, una di quelle follie che rigurgita con enorme regolarità il “gutter press”. Dopo averci devastato con le infedeltà di Beckham, i quotidiani inglesi stanno scendendo nell’abisso della banalità pallonara. La domanda epocale che la stampa si pone è: “Il Signor Erikson, allenatore della nazionale, ha copulato con una segretaria della federazione calcistica inglese?”. Mentre il mondo si macera per il dilemma e Nancy Dell’Oglio, compagna dell’allenatore, fugge e sviene in un albergo italiano per le dichiarazioni della segretaria copulante, un gentile signore americano la spara veramente grossa.

E’ il 25 luglio quando l’Observer pubblica le dichiarazioni di Jerry Vlasak di SPEAK – un gruppo animalista all’avanguardia nella lotta alla violenza contro gli animali – ispiratore della battaglia di Oxford per la chiusura di Huntingdon.

Jerry Vlasak dice: “Penso che la violenza sia parte della lotta contro l’oppressione. Se qualcosa accadesse alle persone che esperimentano con gli animali, la cosa scoraggerebbe altri a farlo. E’ inevitabile che la violenza sarà adoperata come parte della lotta e che sarà utile”. E lapidare ci informa che: “ …non è necessario uccidere molti vivisettori, penso che basterebbero 5, 10, 15 vite umane per salvare 2 milioni, 10 milioni di vite non umane…”

Jerry Vlasak ha detto quello che moltissimi pensano, ma tutta la violenza mediatica specista gli si rovescia addosso. I valori immutabili sono scossi e vacillano.

Vlasak, come Didone, ha scosso l’Acheronte. La specie dominante reagisce con forza.

Jerry conclude dicendo che l’eterne menate con internet non servono a niente ed è tempo di agire. Chi ha orecchie per udire oda.

26 luglio

David Blunckett, the Home Secretary, comincia a meditare sulla possibile espulsione di Jerry Vlasak dal Regno Unito e spiega che: “(Vlasak) potrebbe far parte della categoria di coloro che incitano all’assassinio di persone per il loro colore o per la loro religione (sic)”. Stiamo entrando nella follia specista e Blunckett ci informa che : “se sarà necessario lo butteremo fuori (dal Regno Unito) a calci”. Il Guardian è cristallino e in un immondo editoriale paragona gli animalisti ai terroristi di Bin Laden. Un rigurgito di insulti investe l’editorialista, inclusa una mia lettera che conta meno del due di briscola nella dinamica delle cose.

Editoriale del Times: “Il governo, ispirato da Bruxelles e dalle tendenziose ed emotive argomentazioni degli attivisti antitecnologici sta instaurando un regime che sta spaventando i ricercatori dai quali l’economia dipende….”

Ma cosa pensano gli inglesi riguardo la sperimentazione sugli animali?

Il 36% della popolazione britannica detesta l’“utlizzo degli animali negli esperimenti scientifici” e la maggior parte della popolazione tra i 18 e i 24 anni (44% contro 35%) e tra i 25 e i 34 anni (47% contro 31%) è contraria all’uso degli esperimenti sugli animali. In poche parole la maggioranza dei giovani in Inghilterra è contro la vivisezione.

Nel regno Unito, nel 2002, ci sono stati complessivamente 2,75 milioni di esperimenti scientifici con utilizzo di animali.

Il numero totale degli esperimenti è stato dimezzato in 30 anni.

Gli animali utilizzati sono:

84% ratti, topi e altri roditori.

12% pesci, anfibi, rettili e uccelli

1,5% piccoli mammiferi, conigli e furetti

2,1% pecore, vacche, maiali, e altri grandi mammiferi

0,3% cani e gatti

0,1% scimmie e macachi

Jerry Vlasak, che è un cardiochirurgo, legge quello che i media inferociti urlano, non demorde e chiarisce: “Non sto suggerendo di uccidere umani, sto dicendo che storicamente la violenza è sempre stata esercitata in lotte di questo tipo. Se esaminate altri movimenti di liberazione che cercano di mettere fine alla violenza perpetrata contro vittime innocenti – incluse le lotte contro l’apartheid in Sud Africa o contro la schiavitù negli Usa – noterete che la violenza è sempre stata utilizzata come un’arma, e non penso che il movimento animalista sia differente dagli altri. Sfortunatamente è così. Io non incito ad uccidere esseri umani o non umani.”

27 luglio

Per nulla scossi gli animalisti di Huntigdon continuano la battaglia e informano il mondo che:

“Non ci fermeremo. Non cesseremo di lottare” e continuano a cingere d’assedio il laboratorio di Huntingdon presso l’università di Oxford.

Il mondo del grande capitale – che fa affari gloriosi con i metodi alla Mengele – freme di rabbia e reagisce offrendo 25 milioni di sterline per l’arresto di estremisti animalisti.

Mel Brooks di SPEAK informa il mondo che simili spropositate reazioni sono la conseguenza logica del panico davanti alla sconfitta del grande business dei vivisettori e aggiunge che se a qualcuno venisse in mente di riprendere i lavori interrotti, dopo le proteste, per il laboratorio troverebbe una fortissima opposizione. Intanto i terroristi animalisti alla Bin Laden marciano a Oxford. Le Shutzstaffel – SS animaliste sono rappresentate da gentili anziani borghesi travestiti da conigli. I media vacillano. Steve Chandler, in un’intervista al Guardian è lapidare: “I veri terroristi sono coloro che mutilano gli animali” e non noi che li difendiamo.

Lo stesso giorno scende in campo il Daily Mail araldo tatcheriano del grande capitalismo britannico. Stephen Glover, vestale dell’ordine immutabile del capitalismo anglosassone è scosso dagli eventi e con voce strozzata dall’angoscia ci informa che paragonare gli umani agli animali è uno di quei bizzarri contorcimenti del pensiero occidentale “e deve aver qualcosa a che fare con il collasso dell’ordine cristiano in Occidente ” e stupendo e temerario ci trascina sul terreno minato di Genesi 9-1,7 affermando che “Il Cristianesimo aveva posto l’uomo al centro della creazione di Dio” cioè l’aveva sistemato al centro del multiuniverso pluridimensionale (un inaudito atto di hybris) “e gli aveva dato il diritto di fare quello che credeva opportuno di fare con gli animali…” ma ora “in un mondo dove non c’è un ordine naturale emanato da un Dio cristiano diventa possibile affermare che gli animali hanno gli stessi diritti degli uomini”. Così mentre Wolf Singer, direttore dell’Istituto Max Planck di Francoforte, ci informa che la differenza tra gli animali e gli umani consiste in un’unica diversità: nel cervello umano è presente un maggior numero di cellule e una più grande complessità di connessioni neuronali, Mr.Glover ci propina i valori immutabili di Genesi 9-1,7 per continuare a martoriare animaletti indifesi. Ma centra mirabilmente il bersaglio con precisione millimetrica quando scrive: “Dobbiamo essere grati al Dr. Vlasak, anche se ha fatto una notevole marcia indietro, per aver giustificato la violenza in maniera più chiara di qualsiasi associato ai movimenti animalisti estremi e in questo ci ha educato a capir meglio (cosa, in effetti, pensano e vogliono questi signori)” e chiarisce il pensiero di Jerry: “Secondo la loro visione delle cose” cioè quella dei terroristi animalisti alla Bin Laden “è un imperativo categorico fare tutto quello che è possibile per fermare gli esperimenti sugli animali e se necessario anche terrorizzare e uccidere i perpetratori di simili esperimenti”. E ancora: “Non penso che un maiale abbia il diritto di non essere mangiato” dal momento che lo dice la Genesi e anche il sogno lucido di Pietro negli Atti “ ma penso che abbia il diritto di essere trattato umanamente nella vita e nel momento della sua morte”. Poi ci propina una profezia: “Forse non è lontano il momento che qualcuno verrà ucciso.”

David Williams del Daily Mail incalza: “Oltre 300 attivisti, molti provenienti dagli Stati Uniti, stanno imparando tecniche di combattimento, come funzionare in clandestinità, come confrontarsi con la polizia e come sabotare la caccia…”

L’esercito del Mahdi sta giungendo. Albione trema.

28 luglio

Il Mail imperversa e mentre continua con la sua perenne lotta contro gli “asylum seeker” – gli emigranti che invadono l’Inghilterra – e le scappatelle di Erickson – che invece di allenare la nazionale salta come un grillo da un letto all’altro scopandosi centinaia di donne – intervista Ian Gibson, deputato del parlamento inglese e Chairman del “Common Science and Technology Commitee”, che vive in uno stato di terrore a causa delle minacce degli animalisti. Gibson spiega al Mail che deve sempre controllare sotto la sua macchina nel caso a qualche animalista saltasse l’idea bizzarra di infilargli un petardo sotto il motore. Il deputato afferma che la colpa è della gente che non reagisce all’animalismo estremo. In poche parole invita la popolazione a una sollevazione di massa a favore della vivisezione. Un’idea che equivale a fondare un partito islamico tra le masse rurali inglesi. Blair, infognato in Iraq, reagisce attraverso Lord Goldsmith promettendo una pronta azione in difesa dei vivisettori e dei loro sponsor. Ian Gibson ci spiega che in democrazia se vuoi torturare un animale puoi farlo, perché ognuno ha le sue idee.

Mi pare giusto, anche Himmler, Mengele ed Eichmann avevano le loro.

Lo stesso giorno il Mail ci propina un editoriale di fuoco: “ Gli animalisti…stanno bruciando milioni di sterline …stanno distruggendo la multimiliardaria industria farmaceutica che è all’avanguardia del mondo” e cosa orrenda “ hanno anche fatto saltare, aggredendo, codardamente (sic), il governo, il “knigthhood” di Colin Balckemore, il coraggioso ricercatore, che è divenuto un bersaglio (degli animalisti) per la sua difesa della vivisezione.”

Insomma Colin non diventerà un baronetto: l’Inghilterra vacilla sgomenta alla tremenda notizia.

L’editorialista, poi, ci invita a leggere quello che il Professor Tipu Aziz spiega in un suo furente articolo. L’Islam moderato, notoriamente incurante della sofferenza animale, si alza dal suo giaciglio di silenziosa indifferenza e tuona che mai cureremo l’Alzehimer se non continuiamo a fare a pezzi altri esseri viventi. Sic et simpliciter.

Pipu Aziz ce lo dice con estrema chiarezza: “Mi meraviglio che l’Home Secretary appaia riluttante a definire questi manifestanti come terroristi, quali, in effetti, essi sono. Definirli così avrebbe permesso allo Stato di riversare tutta la sua potenza sulle loro teste”. Poi chiarisce le idee agli “sprovveduti” alla Massimo Tettamanti dicendo: attenzione, il computer mai riuscirà a sostituire la sperimentazione su animali vivi. Levatevelo dalla testa.

In poche parole, come i poveri di Gesù, gli esperimenti resteranno con noi fina alla fine dei tempi.

Aziz chiarisce che i manifestanti di Huntingdon equivalgono ai terroristi di Al Qaeda o a quelli di Ansar – al Sunna o a quelli delle Brigate Rosse; e che gli esperimenti sugli animali continueranno ad esserci sino all’arrivo del Dodicesimo Iman. Come diceva un vecchio musulmano: “Volete voi animalisti essere più compassionevoli di Allah?” Beh…ci vuole veramente poco a esserlo.

L’editoriale meridiano dell’Evening Standard tuona: “ …Comunque …attivisti animalisti violenti sarebbero immediatamente condannati come terroristi se gettassero molotov nei supermarket; essi non sono meno terroristi degli altri dal momento che utilizzano le stesse tecniche contro i centri di ricerca che utilizzano animali…il terrorismo, in qualsiasi sua forma, non può trionfare…”

29 luglio

Editoriale del Daily Telegraph: “I terroristi animalisti del Fronte di Liberazione devono essere solo sconfitti. “The Draft Animal Welfare Bill” cerca solo di rabbonirli, e non è giusto.

Questa è una delusione. Alla scellerata ideologia di ALF non può essere concesso nulla.

Ne più ne meno che a Al Qaeda (sic). La violenza nel nome dei diritti animali deve essere penalizzata non meno severamente che negli altri casi di terrorismo.”

Simon Festing del Daily Express: “Quest’anno oltre 40 società hanno abbandonato la ricerca. Gli investimenti per i nuovi medicinali sono stati sospesi. …sarà bene non dimenticare che qualsiasi centro di ricerca nel secolo passato si è basato sulla sperimentazione animale..”

30 luglio

E’ la volta di Peter Singer a scendere in campo. Il professore di bioetica pensa che le dichiarazioni alla Vlasak rimandano indietro il movimento animalista di 10 anni. L’eterna solfa buonista che dice e non dice.

Ma torniamo indietro di un mese.

Peter Singer concede a Mark Lawson della BBC un’intervista che va in onda il 29 giugno alle ore 23,20. “Peter singer talks to Mark Lawson”.

Singer è appena uscito illeso da una tempesta mediatica di esecrazione per aver detto che sarebbe più giusto sperimentare su un disabile piuttosto che su un animale sano. Si sono spalancate le porte dell’inferno e i fondamentalisti cristiani hanno scatenato un pandemonio.

Seguiamo le parti salienti dell’intervista.

Lawson: Uccidere un uomo per ragioni razziste è paragonabile ad ammazzare qualcuno in difesa degli animali?

Singer: Non è paragonabile, ma se guardiamo attentamente la storia e osserviamo la sofferenza inflitta a milioni, a miliardi di animali, che continua senza sosta, da sempre…

Lawson: Riesce a capire il processo mentale degli animalisti estremi che dicono che uccidere un vivisettore è una cosa “eticamente” corretta se salva milioni di vite animali?

Singer: Bèh ..posso capirlo ma non posso condannarlo; se uno analizza quello che la gente fa agli animali ogni giorno e pensa che possa fermare una simile violenza attraverso il processo democratico e poi arriva alla conclusione che attraverso il processo democratico non si risolve nulla, e vede la grande sofferenza e vuol mettere fine a questo orrore, allora capisco che qualcuno possa affermare che è il caso di resistere con la forza, ma logicamente penso che un’idea del genere è profondamente errata…

Lawson: Si sente responsabile per avere ispirato indirettamente atti del genere?

Singer: In un senso, si. Infatti ho cercato di fare qualcosa al riguardo e nella seconda edizione della mia introduzione ad “Animal Liberation” mi sono fermamente opposto a una simile violenza. Quando scrissi la prima versione del saggio questi fatti non erano ancora accaduti. Devo precisare che la violenza nel movimento animalista é estremamente limitata se la si paragona a quella degli anti – abortisti, che hanno ucciso 4 o 5 persone tra dottori e infermieri. Non sono a conoscenza di simili violenze perpetrate dal movimento animalista; sicuramente non è stato ucciso un vivisettore, magari qualcuno è stato ferito – e sicuramente non è stata una cosa gradevole- e spero che non si arriverà mai a vedere qualcuno ucciso; ma è bene ricordare che in un movimento vasto come quello animalista – composto da milioni di persone – la maggioranza è formata da gente compassionevole che mai farebbe una cosa del genere.

Lawson: Nell’area dell’eutanasia che ha creato altre controversie lei ha affermato che in certi casi è più giusto terminare la vita di un disabile che di un animale sano.

Singer: Quello che posso dire è che un essere senziente, biologicamente umano, non ha necessariamente un diritto particolare alla vita. E tutto dipende dalla qualità della vita particolare.

Per esempio i neonati che nascono senza cervello sono meno coscienti del proprio ambiente, meno capaci di fare cose e di provare dolore di molti animali, virtualmente di tutti i mammiferi non umani; si, devo dire che la protezione concessa a questo tipo di esseri, solo perché sono animali umani, non è difendibile.

Ritorniamo al 30 luglio.

Nel Guardian appare un articolo di Peter Singer intitolato: “Anche gli umani sono esseri senzienti”. Singer scrive: “ Per il movimento animalista non-violento, composto da milioni di persone in tutto il mondo, c’è il serio rischio d’essere identificato con la violenza di attivisti pronti a nascondersi dietro la protesta pacifica. Questa situazione è emersa, in parte, perché la comunità di ricerca sugli animali possiede un punto di vista etico che il movimento animalista rigetta e cioè che gli animali siano “mere cose” da utilizzare purché siano loro evitate inutili sofferenze.

Gli animalisti, dal canto loro, rigettano l’idea che gli animali siano esseri inferiori, e che i loro interessi debbano essere sempre subordinati ai nostri. Essi interpretano questo atteggiamento come “specista”- come un pregiudizio verso gli esseri viventi che non fanno parte della nostra specie, simile, in un senso, al razzismo o al sessismo in quanto pregiudizi contro chi non è parte della propria razza o del proprio sesso dominante. Se noi crediamo al racconto della Creazione in Genesi, incluso il conferimento da parte divina del dominio su tutti gli animali, allora ha senso pensare che siamo giustificati ad utilizzare gli animali per i nostri propositi, come gli scienziati credono di fare” e come crede Mr. Glover del Mail “ma dall’altra parte, se pensiamo che Darwin aveva ragione, e tutti noi siamo qui in seguito a un casuale processo evolutivo, non c’è ragione di ritenere che l’interesse umano debba sempre avere la precedenza sull’interesse di animali non- umani.” Poi precisa: “quelli che si oppongono al trattamento degli animali come meri strumenti di ricerca certamente hanno forti argomenti etici. Ma quando usano violenza e intimidazione per raggiungere lo scopo desiderato, essi minano le basi etiche del movimento animalista. In una società democratica, il cambiamento deve avvenire attraverso l’educazione e la persuasione, non l’intimidazione.”

Un mio amico, al quale leggo l’articolo di Singer, mi precisa che la società “specista” condanna a morte, per fame e malattie – attraverso il sistema economico mondiale edificato e gestito dalle democrazie plutocratiche – oligarchiche – ogni quattro secondi un adulto umano e ogni cinque secondi un bambino. E condanna a morte ogni secondo 1500 animali.

L’Occidente rispetta la vita umana solo quando si tratta di animali, altrimenti la vita umana non conta. Il Daily Mail tuona contro la possibilità di spargimenti di sangue ma tace su quello che sta succedendo nel mondo. Gli scienziati prevedono la desertificazione del Mekong, del Gange

e dello Yangtze che avverrà entro 40 anni e produrrà milioni di morti scatenando possibili guerre interregionali per la sopravvivenza ove non sarà escluso l’utilizzo di armi nucleari. Sul disastro climatico la stampa del mondo capitalista, ispirata dai neo conservatori americani e dai conservatori inglesi, minimizza o tace. E’ più importante la vita di un vivisettore che milioni di morti per fame in Africa e in Asia.

E’ più grave randellare vivisettore che non firmare gli accordi di Kyoto.

Scrivo a Singer: “…da una parte le edificanti tesi speciste etiche sul rispetto della vita umana, dall’altra l’inaudito orrore di una Auschwitz animale ogni ora del giorno. Parlare di etica è immondo e contraddittorio”. E Singer, ovviamente, non risponde.

31 luglio

Il potere blairiano ci informa che non sarà mandato l’esercito per sedare i terroristi di Oxford: sublime.

Lo Spectator tuona: “Fin quando (gli animalisti – terroristi) non finiranno dietro le sbarre non sarà possibile dibattere sulla sperimentazione animale. Se accettassero una via pacifica gli attivisti otterrebbero maggiori risultati.” Bisogna ridurre gli esperimenti ma non eliminarli.

1 agosto

Rispondono gli animalisti di Huntingdon: “Non ci lasceremo intimidire combatteremo contro la polizia. Spazzeremo polizia e governo. Spazzeremo via Huntigdon Life Science, raderemo al suolo questo luogo malvagio” that evil place.

Kevin Jonas, Presidente di SHAC uno dei più agguerriti gruppi animalisti definisce i media stupidi, corrotti e immaturi…”

La settimana di fuoco si conclude con le dichiarazioni di Roy Hattersley ex ministro laburista inviso a Blair e ai suoi stregoni mediatici: “Gli animali non hanno diritti nel senso corrente del termine. Ma gli umani hanno responsabilità verso le creature grandi e piccole. Io non condivido l’opinione di certe sette buddiste che credono che si debba provvedere a saziare con il proprio sangue mosche e zanzare. E’ tuttavia importante non schiacciare lumache e lumaconi. Ed è essenziale che noi proviamo ripugnanza all’idea di animali vivi chiusi in piccoli spazi con tubi fuoriuscenti da varie parti del loro corpo – che sia o non sia necessario (per il benessere di noi umani)”

****

La settimana incandescente si spegne con le dichiarazioni di Hartesley.

Si ritorna nella gioiosa normalità pallonara. La segretaria copulante non solo scopava con Erickson ma anche con uno dei massimi dirigenti della Federazione. Tra le capaci gambe della segreteria sembra che sia passato un po’ di tutto. La Dell’Oglio (imperdonabilmente laziale e fascista) si è ripresa dallo shock del tradimento e tratta con Erickson il silenzio in cambio di una villa a Fregene. Il Mail è disperato: l’odiata preda svedese gli è sfuggita.

Jerry Vlasak non sarà espulso.

“Quanta gente pensa come Jerry Vlasak’” Chiedo a un mio amico inglese.

Mi risponde: “A fucking lot of people!”

Sotto la cenere cova il fuoco.

Paolo Ricci

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