Assalto al Palazzo d’Inverno

Saggistica: Lettere eretiche

ASSALTO AL PALAZZO D’INVERNO

15 settembre 2004

Il tumultuoso attacco al Parlamento della massa del proletariato rurale, la forza d’urto

dell’ alta borghesia, dell’aristocrazia terriera e dei nuovi ricchi è stato respinto dopo un’incredibile battaglia. Le teste rotte testimoniano la violenza della zuffa. Scorre sangue. Sono le 15,25 quando 10.000 (secondo la polizia) o 20.000 (secondo gli organizzatori) manifestanti assaltano il Parlamento e si confrontano con 500 poliziotti.

Se fossero stati i minatori ad attaccare le forze di polizia davanti a Westminster i media di destra avrebbero urlato che la rivoluzione bolscevica era dietro l’angolo.

Avrebbero scritto che eravamo all’assalto del Palazzo d’Inverno. Per nulla intimoriti i deputati laburisti stanno chiudendo il cerchio. Si procede malgrado la violenza. Mentre i laburisti stanno amministrando il colpo fatale alla caccia alla volpe (e non solo alla volpe), alle 16.20, un intrepido manipolo di giovinastri, introdotti nel Parlamento da un portaborse conservatore fellone, invade la camera sacra della democrazia. E’ una scena di bellezza fantozziana: i cinque membri della “Countryside Alliance” sono più sorpresi dei cacciatori stessi di trovarsi nel Sancta sanctorum della democrazia britannica e non sanno bene cosa dire. I deputati sono lividi. Potrebbero essere terroristi di Al Qaeda. Dopo l’iniziale sorpresa e dopo aver farfugliato inanità, i giovani guerrieri vengono immobilizzati da distinti signori in calzamaglia. E’ una sublime “piece” da teatro dell’assurdo, ma i deputati prendono la cosa molto seriamente. E’ un oltraggio alla democrazia inglese. Tornano le terribili memorie dello scioglimento delle bombe del 1885 e del 1974, il gas dell’IRA del 1970. Una cosa di simile gravità non avveniva dal 1642 quando Carlo I invase il Parlamento. Nervi scoperti. I cinque rivoltosi e i loro complici passeranno alla storia come il “Ledbury set”. Gli inglesi sono così: se li metti contro un muro reagiscono furiosamente.

Con 356 voti contro 166 la Camera seppellisce la caccia alla volpe. Piangono in piazza i figli della borghesia. Una bambina dai boccoli d’oro, di 10 anni, spiega che senza la caccia non si può vivere. Senza lo smembramento della volpe da parte della muta dei cani la sua vita è insignificante. Uno l’ascolta e rivaluta l’idea dell’autoestinzione della specie umana: si…siamo una genia perversa.

16 settembre

Ci siamo. La stupidità mediatica si scatena. Civil War a caratteri cubitali sul Daily Mail.

Qualcuno ride a crepapelle, agli scribacchini mediatici della destra stanno saltando i nervi.

La vaudeville conservatrice diviene un fiume in piena. Ragioni profonde: c’è lo scontro di classe

altro che sbudellamento della volpe. C’è un profondo risentimento pronto a scatenarsi.

L’eterna borghesia: quando i suoi interessi vengono toccati scatena un putiferio.

Se i camionisti fanno uno sciopero letale contro il governo di Alliende sono eroi.

Ma se i minatori assaltassero il Parlamento come gli esponenti e i guardiani della loro classe allora si parlerebbe di democrazia in pericolo. Di terrore rosso alle porte.

Se attacchi il latifondo per sfamare i poveri sorgono dal nulla gli squadroni della morte.

La rivolta dei poveri proletari rurali è benignamente compresa dalla destra che farfuglia.

Si. La democrazia va rispettata, ma c’è un limite a tutte le cose. Ormai il paese è in mano a un regime che sconvolge le antiche tradizioni. L’eterno Stephen Glover del Mail – una specie di Emilio Fede britannico – si scatena: “gente decente è stata trasformata in una massa ribelle”.

E strizza un occhio ai cinque mentre, allo stesso tempo, condanna. Il fronte animalista tace e gongola: il fronte pro – caccia – come il folle che voleva analizzare i propri testicoli – si sta recidendo le palle. I reali fremono ma tacciono.

Il popolo detesta la caccia alla volpe. Il 69% la aborre. L’amante cavallo di Charles, Camilla Parker Bowles, vorrebbe intervenire. Una mossa brillante: già detestata dal popolo rischierebbe il linciaggio.

17 settembre

Destra e sinistra sfoderano le sciabole: l’editorialista del Daily Telegraph spiega che Tony Blair sta operando una vendetta che è, in effetti, un atto di guerra di classe e che questa anomala situazione è la conseguenza della cattiva fede del Primo Ministro. La sinistra laburista, che è costretta ad accettare un leader che non condivide le sue scelte e che vorrebbe divorarlo, deve occasionalmente ricevere un osso da masticare per placare la sua famelica rabbia.

Patrick O’Flynn del Daily Espresses è lapidario: “una gran parte dei laburisti è motivata da odio di classe che li fa gioire quando battono i “toffs” (i benestanti). Che pezzo di vuoto simbolismo…ricordati Tony Blair dopo sette anni al potere (il popolo ) comincia ad odiarti.”

L’editorialista dell’ “Indipendent” scrive che i giornali di destra, sempre pronti ad attaccare i manifestanti sono silenti e restii nel condannare i cinque invasori. Conservatori sempre pronti a condannare proteste violente sembrano comprensivi davanti all’oltraggio. Ma i fatti sono semplici: un governo eletto ha decretato misure supportate dalla maggioranza del paese e solo un apparato mediatico ipocrita non condanna simili comportamenti.

L’editorialista del Daily Mail frena e insiste che ( coloro che protestano) devono mantenere la calma. Comportamenti esagitati fanno il gioco del Primo Ministro.

Ros Wynne –Jones del Mirror: “Quello che veramente odiano coloro che protestavano è il governo laburista. Questi sono i soliti “toffs” privilegiati che detestano tutto quello che il governo laburista tenta di fare riguardo alla ridistribuzione della ricchezza. Questi sono signori rurali thatcheriani, – l’ultimo bastione dell’arroganza conservatrice che crede che la ricchezza e i privilegi siano determinati dalla nascita.” E lapidario chiarisce: “Nel 1990 coloro che protestavano contro la “poll tax” erano parte del popolo povero che si rivoltava contro una tassa infame, quelli che manifestano oggi si ribellano per non poter fare a pezzi una volpe.”

E il popolo sovrano che pensa?

L’88% è contrario alla caccia al cervo.

Il 69% vuole che la caccia alla volpe diventi illegale.

Il 77% vuole che la caccia alla lepre diventi obsoleta.

Siamo all’ilarità sfrenata. Charles Moore dello Spectator (ex Telegraph) giunge al grottesco: “Siamo nel territorio di Luther King, della Ulster Convenant, della battaglia delle “soufragette” per il voto alle donne”. Da sbellicarsi dal ridere: Moore ha riesumato Luther King a giustificare la battaglia affinché si continui a smembrare le volpi con mute di cani.

Insomma la destra è furiosa: anche la regina insiste: i cittadini non capiscono il mondo rurale bucolico (immerso nel sangue e nel macello) dice a Blair che ha al collo il cappio della lobby animalista e farfuglia inani risposte. Ma è così? I cittadini non capiscono il mondo rurale?

E si arriva al punto cruciale, la chiave di volta del problema.

Fate attenzione: l’alleanza rurale di “toffs” e “hooligans” ha “cojonato” (scusate il francesismo -romanesco ma in certi casi è perfetto) il paese. E perché ha “cojonato” il paese?

Sondaggio Mori tra gli abitanti delle zone rurali.

“Siete favorevoli alla caccia alla volpe?”

No: 41%. Si: 15% . Il resto non sa. Il 41% dice no alla caccia.

Ed ancora: “Voi che vivete in un area ove è praticata la “caccia alla volpe” con mute di cani ritenete che sia importante mantenere simile tradizione nella vostra zona?”

La risposta è micidiale: l’89% non è d’accordo a proseguire la caccia alla volpe con mute di cani. Il risultato é sbalorditivo e indica che l’Alleanza rurale di destra parla per una minoranza anche nei territori da dove provengono gli invasori: le zone dello Shropshire, di Ludlow, di Ledbury, del Cotswold.

Siamo in un paese ove le tasse dei cittadini mantengono la massa bucolica, scrive Simon Parker in Urban Theory and Urban Experience. Altro che guerra civile.

Polly Tonynbee del Guardian é furente: guerra civile? Ve la do io la guerra civile.

I giovani “toffs – holligans” che hanno invaso il Parlamento sono amici dei reali, giocano a polo con loro. Sono rampolli dell’aristocrazia e frequentano scuole elitarie. L’assalto al Parlamento “ è un vero tradimento. Il royal party, l’aggregato reale, e i Lords – con l’aggiunta di muscolati feudali e devoti servitori – stanno usurpando la democrazia del popolo.” Ed ancora “ l’erede al trono ha il tatto politico di Carlo I.” Cromwell ascolta e freme nell’Ade. Sono gli amici dei principi che hanno invaso il Parlamento. Che bello leggere l’inanità della stampa di destra: i rivoltosi sono paragonati ai galanti guerrieri di Agincourt. E’ vitriolica la Toynbee.

Il Daily Mail supera se stesso: “Totalitarian Britain”. Signori siamo alla presa della Bastiglia o del Palazzo d’inverno. Simon Heffer in una deliziosa pagina dello stesso giornale ci informa che l’Inghilterra non è più una democrazia e che le decisioni del governo laburista hanno fatto precipitare il paese al livello di una repubblica sovietica. La destra ci informa che la Gran Bretagna è governata da un regime semipolpottiano. Tanto può la “caccia alla volpe”: l’aver impedito che povere bestie siano sbranate da mute di cani ci ha condotto direttamente tra gli artigli di Beria.

Josef Vissarionovich Stalin sorride sornione.

I media infuriano. I principi sono coinvolti indirettamente con gli invasori. Appaiono foto che li mostrano con uno dei “toffs – hooligans”: Luke Tomlinson. Erano a guardare, sorridenti e benedicenti, dal tetto del palazzo di St. James mentre i manifestanti “pro-caccia” marciavano.

E Blair? Blair ormai ricorda il burattino che Punch eternamente mazzola. Ogni giorno una randellata. Kofi Annan ha appena decretato che la guerra in Iraq è illegale. Mentre si stava togliendo lo stiletto che Gordon Brown, il cancelliere, gli aveva conficcato nella schiena, arriva il voto sulla caccia: Blair con il 69 % della popolazione contraria si astiene. Dopo aver votato due volte a favore spiega che è contro l’interdizione della caccia. E’ per un compromesso. Il partito che lo detesta dato il suo amore per Bush e la destra americana guerrafondaia lo ignora.

I media di destra cambiano strategia e ci informano che le masse rurali massacreranno i cani e i cavalli. 26.000 fox hound periranno perché non possono essere riciclati.

Non è così risponde l’agenzia governativa: i cani saranno rieducati, saranno trovati nuovi padroni, saranno lasciati anche vivere in gruppo.

Intanto i nomi degli invasori appaiono sui giornali. Sono il figlio di un rockettaro, un proprietario di cavalli, un organizzatore delle battute di caccia, un fantino dilettante, un giocatore di polo, un cuoco reale, un banditore. Kate Hoey una dei tre deputati laburisti pro-caccia accusa il suo partito dalle pagine di quotidiani destrosi. Un’onda di rabbia la investe. L’odio è fluido. C’è una simbiosi tra l’astio di classe e l’orrore per lo smembramento della volpe.

18 settembre

John Jackson capo indiscusso dell’alleanza rurale tira i freni e condanna l’invasione.

La lega animalista contro gli sport crudeli ringrazia gli associati e i deputati.

Appaiono pagine intere su alcuni quotidiani con l’immagine di una volpe. La lobby anticaccia ha raccolto un fiume di denaro. Quando la volontà popolare è salda ed esiste un’organizzazione disciplinata non ci sono multinazionali delle armi in grado di fermarla. Con un’adeguata organizzazione tutte le battaglie alla fine si vincono. Con le chiacchiere su internet non si va molto lontano. Spiega la Lega: “E’ da 80 anni che combattiamo la battaglia contro gli sport sanguinari. Ringraziamo per lo sbalorditivo voto dei deputati. Ma non è ancora finito. I cacciatori minacciano di sfidare le scelte democratiche del popolo attraverso la Camera dei Lord (che i laburisti presto aboliranno), attraverso le minacce al governo, attraverso le varie Corti di Giustizia. Essi hanno da tempo utilizzato metodi violenti rinnegando la legge e hanno ora promesso di creare grande disordine nel paese. Essi hanno, di fatto, dichiarato guerra al popolo sovrano e al processo democratico. Noi continueremo a confrontarci pacificamente con loro e ci assicureremo che l’interdizione sia assolutamente valida e funzionante.

Lapalissiano e tatticamente perfetto: i fascisti sono loro che attentano al processo democratico, noi i democratici che rispettiamo la legge.

Posti di lavoro persi? La destra parla di 13.000 posti di lavoro persi.

La Lega spiega che solo una parte dei posti di lavoro nell’area rurale andranno persi. Le cifre indicate dai pro caccia sono false: i posti di lavoro che andranno persi saranno tra i 1000 e i 3000 e il resto verrà riciclato. Neill Ward, dell’Università di Newcastle, che studia il fenomeno rurale,

spiega che 700 persone sono impiegate dalle varie “hunts” in Inghilterra e nel Galles, che circa 4500 persone lavorano nel business equestre e che molti di questi lavori sono riciclabili dal momento che il lavoro lo si crea con più facilità nei luoghi rurali che nelle città.

Peccato che le stesse preoccupazioni per i posti di lavoro persi la destra non le abbia avute quando la Thatcher chiuse le miniere. Allora erano le leggi del mercato. Ora si distrugge il tessuto della tradizione.

Lo stesso giorno arriva un altro colpo per le masse rurali dell’alleanza: dopo una battaglia durata dal tempo della rivoluzione industriale i “roamers” potranno attraversare legalmente i terreni privati. Per l’alleanza rurale piove sul bagnato. Punch imperversa con il suo nodoso bastone.

La testa dell’Alleanza come quella di Blair sono piene di bernoccoli.

Stephen Glower del Mail continua a imperversare: “Questa battaglia non ha nulla a che fare con privilegi e ricchezza; questa è una guerra dichiarata da una elite metropolitana ossessionata dal “politically correct” che sta procedendo alla spietata ristrutturazione del paese, attraverso l’ingegneria sociale”. Glower dice che questa è la vendetta che la sinistra cova da anni.

La caccia alla volpe ha esposto nervi sensibili.

Il principe Carlo tace: tutti si domandano sparerà l’usuale inanità?

19 settembre

Si, la spara: il principe Carlo ha fatto la frittata reale. Filippo convinto da anni di avere generato un deficiente è livido. Il principe di Galles non ha ascoltato la madre mortalmente preoccupata – dalla massa di persone contraria alla caccia – di evitare provocazioni. E, regolarmente, non è riuscito a controllarsi. Nel momento che i media di sinistra suggeriscono il tradimento verso il Parlamento, a causa delle sue amicizie con i “toffs hooligans”, Carlo ha confermato di non avere alcuna intenzione di smettere di cacciare. I cortigiani tremano, la regina scuote la testa, Filippo si mangia le mani, i “toffs” e il proletariato rurale esultano. Camilla Parker Bowles, come ha scritto Pio Filo Della Torre, l’aedo italico dell’aristocrazia inglese, si erge a livello di una Giovanna d’Arco rurale, di un’ intrepida amazzone che difende i valori del mondo agricolo. I media hanno ricordato le passate affermazioni di Carlo riguardo la possibilità dell’abbandono del paese, in un esilio dorato tra picchi nevosi, qualora la caccia alla volpe fosse abolita. Alla sinistra si riempie il cuore di speranza. Forse, una volta per tutte questo rampollo degenere della monarchia si leverà dai coglioni, ha pensato.

Punch imperversa e una prima randellata scuote la testa di Blair.

Sondaggio You Gov promosso dai media di destra.

Qualora la legge contro la caccia fosse respinta dalla Camera dei Lord è giusto che il Parlamento usi il “Parliament Act” (una scorciatoia raramente utilizzata) per concludere questa annosa vertenza?

Il popolo sovrano risponde: Si: 52%. No: 39%. Non so: 9%

Perché, secondo, voi Blair ha portato avanti l’interdizione della caccia?

Il popolo risponde: Per paura dei deputati anticaccia: 51%. Perché pensa che la caccia sia ingiusta 28% . Il resto non sa.

Ha fatto bene Blair a non prendere parte al voto e quindi ad astenersi?

Ha sbagliato: 67%. Ha fatto bene : 28%. Il resto non sa.

Quale è il vero motivo per l’interdizione della caccia da parte dei deputati laburisti?

Per migliorare le condizioni degli animali 35%. Per odio di classe 33%. Il resto non sa.

Ha esagerato la polizia durante lo scontro con i manifestanti?

Il popolo risponde: ha esagerato: 35%. Doveva essere più dura: 21%. E’ stata giusta: 36%. Il resto non sa.

Il 57% degli inglesi gongola davanti al sanguinoso pestaggio.

Punch scarica sulla testa del primo ministro una seconda randellata.

James Naughtie ha pubblicato un libro che descrive la relazione tra Blair e Bush come qualcosa tra l’incesto e l’omosessualità latente. Lo scrittore ha descritto Blair prigioniero di un autismo che gli fa credere di aver sempre ragione e ha spiegato che i ministri del suo governo sono atterriti e sconvolti dalla peculiare amicizia. Davanti alla rabbia dei media e della sinistra del partito, Blair, come la Vispa Teresa, si è chiesto cosa intenda la gente quando parla di Neo Cons (I conservatori guerrafondai come Cheney, Wolfowitz Frith, Perle, Rumsfeld.). Naughtie ha raccontato che i conservatori che circondano Bush erano stati descritti con estrema efficacia, giorni prima, da Colin Powell. Alla domanda del ministro degli esteri britannico, Jack Straw, di cosa pensasse dei suoi colleghi, il Segretario di Stato aveva risposto che i suoi associati gli sembravano: “fucking crazy” pazzi fottuti. Nel suo autismo Blair aveva ignorato la lapidaria descrizione.

Punch terribile molla una terza mazzata sulla testa del povero Blair: Greg Dyke, ex direttore della BBC denuncia le interferenze dei laburisti riguardo la guerra in Iraq. Ci hanno “cojonato”

– spiega – hanno fatto credere al popolo che esistevano armi di distruzione di massa in Iraq.

20 settembre

Roy Hattersley, ex ministro laburista, risponde al principe Carlo che la caccia alla volpe non c’entra più e che il problema è ben altro. Il principe deve assolutamente distanziarsi dai felloni che hanno commesso un atto vergognoso contro la democrazia britannica. Se il principe insiste nell’affermare che continuerà a cacciare significa che non rispetta le leggi promulgate democraticamente dal Parlamento. Il popolo sa che i “toff hooligan” che hanno invaso la camera sono associati con i reali, e in particolar modo con lui stesso e i suoi figli. Il popolo ha visto le foto dei felloni con i principi sulle pagine dei giornali. Quello che è accaduto ha gettato un’ulteriore ombra sulla già tartassata monarchia e se i principi non obbediranno al Parlamento ci sarà una reazione devastante. Non dimentichi il principe di essersi associato con una minoranza che minaccia il paese attraverso atti illegali confinanti con inviti alla guerriglia. Se i principi continueranno nel loro sostegno ai rivoltosi significa che non hanno rispetto per la democrazia del paese.

Un fiume di lettere si riversa sui giornali. Una massa di persone scrive che il problema principale non è l’odio di classe, come scrivono i cinici media, ma l’orrore verso lo smembramento da parte di mute di cani di inermi animali. L’odio di classe è relativo. La gente che scrive è chiaramente motivata dall’orrore. Mark Metcalf editore di “the rich at play” contraddice le posizioni dell’Alleanza rurale. Scrive che non è vero che le radici della caccia alla volpe si perdono nel tempo, l’“Associazione della Caccia alla Volpe” è nata nel 1856 e non nel medioevo. La caccia, come la conosciamo, è un fenomeno moderno. La caccia al cervo era lo “sport” dell’aristocrazia, ma quando il numero dei cervi massacrati si ridusse allora si passò alle volpi e si addestrarono i cani per quel nuovo tipo di attività. La caccia è sempre stata il privilegio di una minoranza che si è impossessata delle terre del popolo dal momento che, ancora oggi, 200.000 famiglie possiedono il 64% delle terra del Regno Unito.

Venetia Appelbe dal Wiltshire scrive una lettera al Daily Mail, osannando il Ledsbury set. I cinque giovani sono eroi e l’approvazione della nuova legge dimostra che nel Regno Unito la democrazia è finita.

21 settembre

Punch non desiste. Randellata mattutina per il Primo Ministro: i laburisti, che dovrebbero essere almeno 15 punti davanti agli inetti conservatori, sono al 36%, i conservatori al 34%, i liberali al 22%. Tra i leader dei tre partiti un sondaggio ICM dà al liberale Kennedy un indice di gradimento del 51%, a Blair il 39%, al conservatore Howard il 35%. Kennedy che raccoglie nel Regno Unito il 22% dei voti conta meno di Mastella in Italia – che pontifica senza tregua davanti a cespugli di microfoni – con l % dei consensi. Kennedy non esiste. Con il proporzionale sarebbe un’altra musica.

22 settembre

Un sondaggio ICM ci informa sugli umori del paese davanti alla sopraffazione dell’aggregato pro caccia.

Considerate la protesta violenta un serio problema per la sicurezza nazionale?

Il popolo sovrano risponde: Si: 55 %. No il 44 %. Il resto non sa.

Il sondaggio, rivolgendosi ai partiti, illumina la frattura politica del mondo inglese

Contro le manifestazioni pro caccia sono il 61% dei laburisti – che vedono la battaglia rurale come

“affari dei conservatori”, mentre i conservatori si dividono: 49% contrari, 49% favorevoli.

La favola della destra compatta dietro all’alleanza rurale crolla miseramente.

C’è una destra che odia la caccia, l’idea che gli animalisti possano essere solo di sinistra è falsa.

Chi ha orecchi per udire, ascolti. E ascolti bene.

Alla domanda: le manifestazioni violente danneggiano la causa che rappresentano?

Il popolo risponde e si divide equamente: si e no al 18% e il resto non sa

Il 61 % è lapidario: le manifestazioni violente non gli faranno cambiare idea riguardo alla sua appartenenza politica.

La polemica si placa e si ridiscende nell’abisso dell’imbecillità mediatica.

Madonna – che si fa chiamare Ha –Malkah ha scelto la Kabballàh; 2000 nuovi convertiti sono piombati in Israele. Uno stuolo di rockettari (che oltre a darci i felloni del Ledsbury set ci propinano improbabili fedi) si è riversato sui rabbini ortodossi che incazzatissimi li hanno mandati a quel paese, per non dire altro. I Beckham sembra che siano convertiti. Chissà che non si convertano anche Cassano e Totti. Non c’è più speranza su questa povera terra affoghiamo in un miasma di liquida cretineria.

*****

Tiriamo le conclusioni: una lobby pragmatica coerente forte ha chiuso – e se non ha chiuso chiuderà sicuramente – la partita della caccia alla volpe – ai cervi, alle lepri e ad altri animali – con le mute dei cani dopo una battaglia durata 80 anni. Nella dinamica animalista il problema della volpe è al 152mo posto delle necessità animaliste. In effetti può apparire come un problema marginale. Per il “ghetto vegano” nostrano forse è un problema assolutamente irrilevante, ma questa battaglia, invece, ha creato un esercito che potrà essere utilizzato in altri grandi conflitti in difesa del non umano.

Gandhi disse: “Prima vi ignoreranno, poi rideranno di voi, poi vi combatteranno, poi voi vincerete”.

La battaglia vinta dalla Lega è un grande portale che si apre sul teatro della guerra contro gli oppressori degli esseri inermi. Un’organizzazione pragmatica e potente come la “League Against Cruel Sports” non svanisce dopo una simile guerra. E’ una falange in difesa degli innocenti che potrà essere utilizzata in altre battaglie. Questa è una lotta a scalare. Si comincia con A per poi procedere verso B – secondo le necessità e i limiti del tempo – per poi proseguire verso C, avendo come progetto finale l’arrivo a Z. Sarà bene che qualcuno nel “ghetto veganiano dei figli della luce” capisca una volta per sempre che se rappresenti l’1% della popolazione e hai il 72% del popolo contro – come i cacciatori in Italia – devi prima o poi soccombere. Non c’è altra via. Non ci sono lobby delle armi che tengano davanti alla risolutezza pragmatica di gruppi organizzati. In Inghilterra il “complesso commerciale industriale” (come lo chiama qualcuno) ha dovuto piegarsi davanti alla forza del movimento che è stato in grado di autofinanziarsi al punto di far apparire su pagine intere dei quotidiani i suoi manifesti. Il fiume di denaro che la borghesia e l’aristocrazia feudale, le multinazionali delle armi e delle divise hanno riversato alla causa pro caccia non è servito. L’incredibile composito schieramento esteso dalla casa reale fino al proletariato rurale nulla ha potuto contro la volontà del popolo.

La Lega anticaccia ha ottenuto i fondi necessari attraverso le nostre contribuzioni e – penso – attraverso interessi legati agli emergenti “complessi commerciali” del vegetarianismo (che forse qualcuno pensa che non esistano). Quello che vale per Sparta vale per Atene. La misera tiritera degli Anglosassoni che possono e noi che non possiamo è semplicemente assurda. Il Regno Unito non è una nazione in un pianeta di una lontana galassia, è parte dell’Europa e noi italiani abbiamo una tradizione di lotta politica seconda a nessuno. Se prevalgono i massacratori è perché noi “animalisti” (un termine inane da cambiare) non valiamo nulla. Le grandi battaglie si conducono con movimenti disciplinati e capaci di muoversi con grande risolutezza con organizzazioni capaci di produrre una forte, un’asfissiante pressione politica attraverso la tentacolare rappresentanza dei vari gruppi di pressione. Continuare con la miseria delle anime belle che sempre ci raccontano che noi siamo giusti, noi siamo i figli della luce e che loro sono i cattivi ma nulla possiamo contro la strapotenza del “complesso commerciale industriale” è pura codardia. È viltà. Aiutare il non umano significa utilizzare mezzi, anche machiavellici, che portino risultati attraverso disciplina e organizzazione. Se qualcuno crede che questa battaglia possa essere condotta dai gruppi di preghiera è meglio che se lo tolga dalla testa. Ed è bene che capisca che un “aggregato

veganiano – vegetariano ” che escluda altre forze dalla battaglia contro la violenza verso il non umano ha la potenza che un battaglione dei soldati del Papa poteva avere contro le divisioni di Hitler.

*****

Ritorniamo indietro: il 12 settembre, il Sunday Times ci informa che animalisti “estremi” hanno creato una lista di proscrizioni, con 150 nomi, di torturatori vivisettori.

La guerra è lunga.

Il 15 settembre, il giorno della battaglia di Westminster, una volpe di luminoso bellezza è apparsa nel mio giardino. E’ stato un momento magico: dalla finestra mi sono inchinato davanti a tanto splendore.

Paolo Ricci

22 settembre 2004

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