{"id":864,"date":"2009-12-28T15:03:24","date_gmt":"2009-12-28T14:03:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/?p=864"},"modified":"2024-02-19T12:30:47","modified_gmt":"2024-02-19T11:30:47","slug":"il-vergognoso-silenzio-dei-media-davanti-alla-sofferenza-del-non-umano-intervista-a-marilda-bonanni-giornalista-animalista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/2009\/12\/il-vergognoso-silenzio-dei-media-davanti-alla-sofferenza-del-non-umano-intervista-a-marilda-bonanni-giornalista-animalista\/","title":{"rendered":"Il vergognoso silenzio dei media davanti alla sofferenza del non umano intervista a Marilda Bonanni,  giornalista &#8220;animalista&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>IL VERGOGNOSO SILENZIO DEI MEDIA<br \/>\nDAVANTI ALLA SOFFERENZA DEL NON UMANO<\/strong><\/p>\n<p>INTERVISTA A MARILDA BONANNI<br \/>\nGIORNALISTA &#8220;ANIMALISTA&#8221;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>\u2022Il disprezzo mediatico per il non umano<br \/>\n\u2022 \u201cSei una maledetta animalista!\u201d<br \/>\n\u2022 I cagnolini con il cappelletto da clown<br \/>\n\u2022 La ricerca sulla tratta costa troppo<br \/>\n\u2022 \u201cCari Scalfari, Augias e Mancuso, l\u2019imperativo categorico \u00e8 limitato a una sola specie?\u201d<br \/>\n\u2022 Sapete quanti siamo noi che rispettiamo il non umano?<br \/>\n\u2022 I Jihadisti torturano i cuccioli di Omar, il figlio di Bin Laden.<br \/>\n\u2022 I nemici del non umano<\/strong><\/p>\n<p>RICCI: Marilda, lei \u00e8 di Napoli, vero?<\/p>\n<p>BONANNI: Si\u2026<br \/>\n<!--more--><br \/>\nRICCI: Il suo nome vero nome \u00e8 Marilda Bonanni o \u00e8 un altro? Se \u00e8 un altro \u00e8 perch\u00e9 lei teme di avere problemi?<\/p>\n<p>BONANNI: Un animalista a Napoli combatte con problemi che non sono bazzecole, punto primo. Se altrove \u00e8 solo l\u2019ignoranza a far paura, qui al sud la camorra e la mafia sono un ulteriore ostacolo. Una volta ho usato un nome falso anche per spedire una lettera a un noto giornale nazionale che aveva pubblicato una foto in prima pagina di cani in combattimento per illustrare la notizia di un bambino &#8220;sbranato&#8221; (anche su questo verbo dovremmo a lungo discutere) da un cane. Devo per\u00f2 dire che la pubblicarono, facendo ammenda. Punto secondo, parler\u00f2 anche di colleghi. Che potrebbero riconoscersi. Lei non sa quanto i giornalisti possono essere vendicativi&#8230;<\/p>\n<p>RICCI: Mi ha colpito ultimamente: il clamore sulla cagna di Edmondo Berselli. Hanno scritto su Li\u00f9, Gad Lerner e Michele Serra. Il solito aggregato mediatico- autoreferenziale. Parlano sempre tra loro. Vivono in un pianeta che non \u00e8 il nostro. \u00c8 la media-crazia. Se lo ricordino Stella e Izzo. A Berselli gli si inumidiscono gli occhi quando vede dei cuccioli; e dice testualmente: &#8220;Come sempre quando vedo i neonati, a me viene da piangere&#8221; ma se noi gli mandiamo questa foto<br \/>\nhttp:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/cucciolo.jpg<br \/>\nE gli diciamo questo neonato langue nell\u2019orrore, lo aiuti; Berselli lo ignora.<br \/>\nE questo \u00e8 &#8220;canilismo degenere&#8221;: &#8220;esalta il tuo cane e fregatene di tutti gli altri&#8221;. Lei che ne pensa?<\/p>\n<p>BONANNI: Non la prenda come una generalizzazione, ma ci sono tante cose nelle quali i media si comportano come &#8220;degeneri&#8221;, ossia tralignano dalle loro vocazioni e preferiscono &#8211; per un malinteso senso di &#8220;ci\u00f2-che-piace-ai-lettori&#8221; (di cui non hanno pi\u00f9 contezza reale ormai da qualche decennio) &#8211; procedere per stereotipi. Quello relativo agli animali, per mia esperienza pluriennale, ricalca perlopi\u00f9 l\u2019idea di animali che ha la gente in generale. Ossia: si compra un cucciolo a Natale, possibilmente un Balto o un &#8220;Carica dei 101&#8221;, a seconda della moda. Poi, quando ci si rende conto che un cucciolo non \u00e8 di pelouche ma che va educato, seguito e che non pu\u00f2 stare buttato in un giardino da solo (e badi bene che questa \u00e8 la migliore delle ipotesi), bisogna disfarsene in qualche modo. Ora tra i Vip vanno di moda le pensioni, che per un cane che \u00e8 stato in casa o a stretto contatto con un padrone, sono letali. Il &#8220;cane del giornalista&#8221; \u00e8 una specie di cane di pelouche: in fondo con i nostri ritmi di lavoro, quando ci vede? Mai\u2026.<\/p>\n<p>RICCI: Il suo lo vede?<\/p>\n<p>BONANNI: Non molto\u2026il mio cane, che porto i giorni dispari a una scuola di comportamento con metodi rigorosamente non coercitivi (usa il metodo di Roberto Marchesini, fondatore della zooantropologia), gioca con me un paio di ore al giorno: sono piena di sensi di colpa. Ma questo \u00e8 possibile perch\u00e9 io sono ormai praticamente una freelance, fuori dal circuito produttivo. In genere, in caso di altri giornalisti, sono le mogli, i mariti o i figli a spupazzarsi l\u2019animale, come qualsiasi altra cosa nella loro e nelle circumvicine vite. Lui &#8211; il giornalista &#8211; nel quotidiano che non sia di carta, non esiste, ergo pu\u00f2 &#8220;riflettere&#8221; meglio sul destino dell\u2019umanit\u00e0 visto attraverso quello del suo (sic) cane.<\/p>\n<p>RICCI: Quando ci siamo incontrati a Roma, Lei mi disse che \u00e8 umiliante dover parlare di maltrattamenti solo tra le righe, tra un cucciolo regalato a Natale e un nuovo guinzaglio con strass. E mi disse che se aggiungeva qualcosa riguardo ai maltrattamenti scatenava i frizzi e i lazzi dei buontemponi, dei suoi &#8220;capiservizio&#8221;. Mi sembra di aver capito che difendere il &#8220;non umano&#8221; provoca sguaiataggini e battute cretine da parte dei colleghi; \u00e8 cos\u00ec? Siamo cos\u00ec profondamente incivili anche a livello giornalistico?<\/p>\n<p>BONANNI: Punto primo: i giornalisti trascorrono quasi l\u2019intera giornata a fissare un video di computer.<br \/>\nSe va bene, spaziano tra le testate on web internazionali. Ma di solito si tengono ai gossip che riguardano la categoria oppure giocano a videopoker nei (lunghissimi, spesso) tempi morti. Come vuole che si occupino di qualcosa che non \u00e8 la loro carriera? Le raccontai anche che una volta mor\u00ec una cagnolina di quartiere, di malattia e vecchiaia insieme. Era diventata un simbolo: difendeva l\u2019isola pedonale al centro della citt\u00e0 inseguendo tutti coloro che a due o quattro ruote la violavano. L\u2019aveva adottata il portiere di un palazzo storico, il cui proprietario (un personaggio illustre del Settecento) amava i cani e ne aveva popolato il quartiere. C\u2019era pi\u00f9 di un elemento diciamo cos\u00ec di colore, per fare un pezzo. Infatti il capo di turno accett\u00f2 entusiasta. Riuscii a collocare persino la fotografia.<\/p>\n<p>RICCI: E il suo scopo era\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: Il mio scopo era altro, naturalmente, dal solito pietismo animalista. Volevo raccontare la storia di un cane che aveva una storia e aveva anche un po\u2019 fatto la storia di un pezzetto di citt\u00e0 negli ultimi anni. Risultato: un collega, tra l\u2019altro proprietario di un cane (evidentemente un &#8220;cane-di-giornalista&#8221;, razza a parte) sparl\u00f2 di me e di colui che mi aveva autorizzato a pubblicare con tutta la redazione e lo beccai a scrivere lunghe mail chiss\u00e0 a chi che raccontavano &#8220;di quali cazzate \u00e8 capace quella pazza&#8221;.<\/p>\n<p>RICCI: Non c\u2019\u00e8 da sorprendersi\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: Un altro vicecaposervizio venne a minacciare che &#8220;se incontrava un cane gli avrebbe sparato&#8221;, e si and\u00f2 avanti cos\u00ec per una settimana, tra me che facevo il buon pastore con le buone maniere e questi che mi facevano fare la figura dell\u2019idiota. Questi stessi colleghi la sera parcheggiano al porto, dove spesso a Napoli vengono abbandonati cani, fanno branco e inseguono i malcapitati perch\u00e9 prendono calci da tutti. A scuola del mio cane ci hanno insegnato che non si corre perch\u00e9 si scatena l\u2019istinto predatorio, comportandosi come una preda, ma che invece bisogna fermarsi e &#8220;fare l\u2019albero&#8221; con le mani lungo il corpo, questo limiter\u00e0 assolutamente i danni. E\u2019 un po\u2019 difficile, ma si deve imparare. Solo che io, che ho ascoltato per anni i loro discorsi &#8220;chiamate gli accalappiacani&#8221;, &#8220;quei randagi di merda&#8221; e &#8220;maledetti animalisti&#8221;, come potrei mettermi a predicare la buona novella oggi?<\/p>\n<p>RICCI: Difficile, immagino\u2026e il secondo punto?<\/p>\n<p>BONANNI: Il secondo punto: ho sempre visto trattare l\u2019argomento randagi da collaboratori, e solo quando venivano proposti servizi sull\u2019agility o sulla nuova scoperta che riguardava il cervello o l\u2019intelligenza di questo o di quell\u2019animale, sui concorsi di bellezza ecc. si poteva pensare di dare pi\u00f9 spazio e allora veniva incaricato anche un redattore. Le storie di randagi bruciati da bulli, di lotte tra cani, di casi estremi (e Dio sa se non abbiamo avuto storie del genere nel napoletano, storie di camorra e di sevizie dovute agli abitanti dei quartieri a rischio) sul giornale non hanno trovato mai posto. I sequestri di cardellini o di bufale invece s\u00ec, i primi per far piacere alle forze dell\u2019ordine che li realizzavano, i secondi perch\u00e9 bufala uguale mozzarella, e su un giornale napoletano come sulla tavola partenopea la mozzarella non pu\u00f2 mai mancare.<\/p>\n<p>RICCI: Ci mancherebbe\u2026anche la pommarola\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: Io ho tenuto una rubrica per alcuni anni: il titolo era proprio brutto, e poi mi dicevano di parlare dell\u2019ultima crocchetta per cani e dell\u2019ultimo guinzaglio con strass, appunto. Insomma, pi\u00f9 sul marchettistico che sull\u2019utilit\u00e0. Poi per\u00f2, io che sono una che ama l\u2019avventura, me la giocavo diversamente, rischiando, infilando all\u2019ultimo momento informazioni utili sulla vita di cane e padrone, non le cavolate che mi venivano richieste. Trattandosi di animali, non mi avrebbero mai licenziato, tutt\u2019al pi\u00f9 benevolmente redarguito, &#8220;quella pazza di animalista&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>RICCI: Insomma, appena si accenna all\u2019orrore che gli animali subiscono i giornalisti &#8220;animalisti&#8221; -chiamiamoli cos\u00ec (io odio il termine) &#8211; lamentano irruzioni superiori tanto frustranti quanto demenziali, il mondo dei grandi giornali s\u2019inalbera quando si accenna a qualcosa riguardo la sofferenza animale; da fastidio, non \u00e8 cosa sentita, non \u00e8 carina, infastidisce borghesia, classe operaia, lumenproletariato, precariato, papponi, escort e trans governativi \u2026<\/p>\n<p>BONANNI: Non mi considero giornalista animalista, le due cose sono pressoch\u00e9 inconciliabili. Una cosa e l\u2019altra separatamente. Vivo una estrema contraddizione, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia. Comunque la risposta che lei vuole \u00e8 sul motivo della recalcitranza dei grandi giornali sulla sofferenza animale. Cerchiamola insieme, questa risposta. Io posso dirle che \u00e8 di pochi giorni fa l\u2019immagine di Stefano Cucchi, il detenuto morto inspiegabilmente, fotografato sul tavolo dell\u2019obitorio. Una fotografia diffusa solo dal &#8220;Fatto&#8221; di Padellaro e Travaglio con uno scopo ben preciso, come hanno scritto didascalizzandola. La precedente immagine dello stesso tenore che ricordo \u00e8 quella di Saddam Hussein impiccato, in primo piano. Immagini di animali seviziati, vivi o morti, mostrati ai capi provocano raccapriccio. Non le pubblicherebbero mai. Non ho esperienza di foto di questo tipo pubblicate a proposito di animali. Io sono diventata vegetariana alcuni anni fa, dopo aver visto un numero della rivista &#8220;Slow Food&#8221; sui macelli. Se posso fare un paragone, visto che poi ho disdetto l\u2019abbonamento, forse i giornali temono di non piacere pi\u00f9 ai loro gi\u00e0 ridotti lettori.<\/p>\n<p>RICCI: Di giornalisti che scrivono sugli animali ce ne sono; leggo Repubblica e le posso fare una lista.<br \/>\nAntonio Cianciullo, Elena Dusi, Massimo Gigli, Marino Niola, Pietro del Re, Riccardo Bocca ecc..ecc\u2026<br \/>\nScrivono sugli animali ma mai affrontano i drammatici problemi dell\u2019orrore che riversiamo sul non umano. Parlano di tutto meno dell\u2019orrore che soffrono gli animali. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>BONANNI: Posso dire di aver letto una volta un pregevolissimo (non sta a me dirlo, lo dico da lettrice) pezzo di Pietro Citati che recensiva e prendeva a pretesto il libro di Margherita D\u2019Amico &#8220;La pelle dell\u2019orso&#8221; (titolo ora anche del suo blog, che per\u00f2 a differenza del libro, secondo me \u00e8 un po\u2019 troppo dispersivo). Era la prima volta che leggevo un pezzo &#8220;sentito&#8221; sull\u2019argomento e scritto da una &#8220;firma&#8221; di &#8220;Repubblica&#8221; e della cultura generalmente intesa.<\/p>\n<p>RICCI: Immagino sar\u00e0 stato uno sforzo tremendo\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: Non so perch\u00e9, dopo di allora ho sentito come un gelo. Il silenzio \u00e8 nuovamente calato sull\u2019argomento. Sar\u00e0 che &#8220;La pelle dell\u2019orso&#8221; parla anche di maiali, bufale, agnelli, vitelli e altri animali normalmente sacrificati sulla nostra straripante tavola? Il cane squartato \u00e8 tab\u00f9, ma anche dire che il maiale non va squartato \u00e8 tab\u00f9: siamo pur sempre in Italia.<\/p>\n<p>RICCI: Per\u00f2 Citati tace sui massacri nel Tempio di Gerusalemme. Un tempio che era un autentico mattatoio pi\u00f9 di un luogo di preghiera. Ho letto molti libri di Citati ma mai ho capito in cosa crede\u2026\u00e8 gnostico? E\u2019 cristiano? Cosa \u00e8?<\/p>\n<p>BONANNI: Direi innanzitutto un letterato compiaciuto della propria bella pagina. Per\u00f2, mi creda, provai empatia, quella volta, con quell\u2019articolo.<\/p>\n<p>RICCI: Lei mi disse che quello che le chiedono \u00e8 di parlare pi\u00f9 possibile di nuove pappe e nuovi guinzagli con strass e che anche in quel contesto lei infilava considerazioni su nuove leggi e su quel che accadeva.<br \/>\nMa sempre al limite del consentito. Se sviava sui canili &#8211; lager apriti cielo! Il sommo direttore si inalberava (per non dire un\u2019altra cosa) e urlava: limitiamoci ai cuccioli col cappelletto da clown in testa! Lapidario e tassativo il buon uomo \u2026.\u00e8 cos\u00ec?<\/p>\n<p>BONANNI: In parte ho gi\u00e0 risposto.<\/p>\n<p>RICCI: Mi ha anche detto che vige una sorta di tab\u00f9 sulla sofferenza del non umano. Non se ne parla. Le foto poi, sono ancora pi\u00f9 tab\u00f9. E che se uno parla delle ragioni del comportamento aggressivo dei cani, ci deve mettere per bilanciare la foto cretina di un cagnolino con un cappello da Babbo Natale, altrimenti il servizio non passa\u2026.<\/p>\n<p>BONANNI: Torniamo a sopra. La foto deve essere rassicurante. Ma questo \u00e8 il criterio che vige anche per i pezzi sullo stupro. Ha mai visto quelle foto di donne accartocciate per terra, di cui si vede l\u2019ombra, con le mani sul viso o con le braccia a coprire la testa che non significano assolutamente niente, ma illustrano, secondo i giornali, l\u2019argomento, nascondendo ipocritamente quello che davvero significa la violenza carnale? Il problema \u00e8 che il giornale \u00e8 fatto da uomini, e lo stupro viene fatto su donne.<\/p>\n<p>RICCI: Tempo fa lessi un reportage di Davide Carlucci (Repubblica 29.12.2007) sulla tratta dei cani dall\u2019Est. Girano troppi messaggi da gente seria per non prenderli in considerazione. Perch\u00e9 tacciono sempre i media su questi orrori? Carlucci un servizio sulla tratta non pu\u00f2 farlo?<\/p>\n<p>BONANNI: Proprio in questi giorni circola in rete la richiesta di spedire foto sui canili-lager a Repubblica Internet, indirizzandoli ad Alessandra Vitali (a.vitali@repubblica.it). Credo sia da attribuire a due motivi questa inversione di tendenza: 1) la fame di fotografie per riempire le versioni Internet dei giornali; 2) sta diventando evidente che nella rete il problema del maltrattamento degli animali viene recepito da molte persone. Ma dalla carta stampata siamo ancora distanti. Anche perch\u00e9 fare un\u2019inchiesta sulla tratta degli animali per vivisezione costa molto. Bisogna partire, star via tanti giorni. Inchieste se ne fanno poche, sui giornali, e solo di sicuro impatto. Siamo alle solite, gli animali valgono tutto questo?<\/p>\n<p>RICCI: L\u2019altro giorno ho letto un\u2019affermazione di un consigliere verde della Regione Toscana, Fabio Roggiolani (che mi sembra aver conosciuto quando vivevo in Toscana). Fabio Roggiolani diceva (Repubblica 5.10.2009) che ha visto &#8220;un pesciolino in una vetrina che cercava disperatamente di nuotare dentro un flut, uno spettacolo indecoroso in un paese civile&#8221; A Misterbianco in Provincia di Catania in un negozio c\u2019era un bradipo in una scatola di cartone, abbiamo scatenato un putiferio sulla rete e alla fine l\u2019animale \u00e8 stato liberato perch\u00e9 \u00e8 stato acquistato. Avevamo segnalato la cosa a tutti, ai verdi tra i primi: niente! Un bradipo in una bara di cartone! E\u2019 una cosa illegale, ma non si pu\u00f2 far niente\u2026<br \/>\nLo hanno dovuto acquistare Diana Lanciotti e gli amici del Parco Natura. Ed \u00e8 stata Striscia la Notizia a riuscire a far liberare il bradipo. Edoardo Stoppa ha fatto un grande lavoro. Ma \u00e8 mai possibile una cosa del genere?<\/p>\n<p>BONANNI: Sarebbe del tutto normale che venissero denunciati alle autorit\u00e0 preposte, fatti come il bradipo in cattivit\u00e0 o il pesciolino nel bicchiere, ma anche gli astici con le chele fermate da elastici (li legano per evitare le lotte tra maschi nelle vasche dei ristoranti, ma poi l\u2019astice con le chele mangia, cos\u00ec dunque muore di fame), i bufalotti seppelliti vivi perch\u00e9 non danno latte ma anzi ne consumano, i cani da tartufo resi sordi con una colata di cera bollente perch\u00e9 il loro fiuto non venga &#8220;distratto&#8221; dai rumori, i cardellini accecati perch\u00e9 cantano meglio e altre trovate di questo tipo che fanno tutte insieme la fiera dell\u2019assurdo e della bestialit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>RICCI: Ma esiste una legge\u2026o no?<\/p>\n<p>BONANNI: Esiste una legge. Nessuno denuncia. Ma non per omert\u00e0. Il fatto \u00e8 che i ministeri di Interno e Giustizia di solito emettono delle direttive perch\u00e9 tra le centinaia di reati si dia priorit\u00e0 a uno o all\u2019altro. E al reato di maltrattamento e abbandono, o uccisione di animali non tocca mai. Basterebbe una direttiva in tal senso per far s\u00ec che si tenga conto delle denunce di chi ha visto lanciare un cane dal finestrino di un\u2019auto in corsa, o, come \u00e8 capitato a me, un immigrato ubriaco lanciare sampietrini contro un povero randagio che stava finendo sotto una macchina per evitarli. Ho redarguito quel signore, evidentemente fuori di s\u00e9, quindi pericoloso per tutti i passanti, e quello mi ha minacciato con la mano in tasca, mostrando una lama rivelatasi poi un paio di forbici di 16 centimetri. L\u2019ho fatto arrestare dai carabinieri, che sono stati da lui selvaggiamente picchiati. Hanno dovuto chiamare il 118 e ha avuto due iniezioni di tranquillanti prima di essere ammanettato. L\u2019ho denunciato in caserma: io insistevo sul reato di maltrattamento e il maresciallo replicava piccato che sarebbe stata la prima accusa a cadere in tribunale. Cos\u00ec \u00e8 stato. Alla fine la colpa \u00e8 stata attribuita a me e al randagio. Cadute persino le accuse di lesioni ai carabinieri, la minaccia a mano armata a me, i precedenti per rapina e resistenza e un foglio di via a cui non aveva ottemperato. Figurarsi chi se ne frega che maltrattava gli animali&#8230;.Ma questo i giornali locali l\u2019hanno scritto eccome: passante denuncia immigrato che maltrattava un cane, hanno titolato. Solo che la condanna mite c\u2019\u00e8 stata il giorno dopo, e non l\u2019ha scritta nessuno.<\/p>\n<p>RICCI: Una cosa va detta. L\u2019unico giornale che ha preso seriamente il problema dell\u2019orrore di quello che accade &#8211; principalmente nel Sud &#8211; \u00e8 La Padania. Io, come lei immagina, appartengo a un\u2019altra parrocchia.<br \/>\nE sono anche un romano ladrone. Sono di sinistra (ammesso che questo termine significhi ancora qualcosa), per\u00f2 lo devo dire: i giornalisti de La Padania hanno ripetutamente riportato questi indicibili orrori. Altro che pesciolino rosso. Va riconosciuto a Stefania Piazzo di aver denunciato continuamente questa immonda vergogna. E anche Angela Luongo ha scritto degli articoli notevoli. E io mi inchino davanti alla loro battaglia. E se sono leghisti me ne frega assai poco. Il Buddha diceva: se la freccia centra il bersaglio poco importa se sia rossa o nera.<\/p>\n<p>BONANNI: Perfettamente d\u2019accordo. Per\u00f2 la Padania \u00e8 un organo di partito o gi\u00f9 di l\u00ec. E se tanto mi d\u00e0 tanto &#8211; per carit\u00e0, non suoni affatto come un giudizio sulla Piazzo, che ha tutta la mia stima &#8211; quanto afferma per inchiesta dovrebbe avere uno sbocco in Parlamento. Uno sbocco diretto, parliamo di partiti di governo.<\/p>\n<p>RICCI: Mi sembra logico, ma non \u00e8 cos\u00ec\u2026va detto anche che Striscia la Notizia con Edoardo Stoppa stanno facendo un grande lavoro. Penso che la nostra campagna internazionale qualcosa sia riuscita a smuovere\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: S\u00ec, tutto serve. Anche Licia Col\u00f2, anche Enrica Bonaccorti, Costanzo, persino Mondaini e Vianello, quando parlavano dei loro cani e aiutavano qualche altro. Innanzitutto bisogna far capire che questa presunta &#8220;diversit\u00e0&#8221; che viene avvertita come un pericolo e un\u2019invasione, esattamente come quella dei Rom, degli albanesi e degli orsi in Sicilia, pu\u00f2 essere capita e condivisa, e pu\u00f2 addirittura nascerne un vantaggio, come dalle altre che ho qui citato, se \u00e8 lecito.<\/p>\n<p>RICCI: E va detta un\u2019altra cosa: va riconosciuto alla Martini di aver fatto molto per gli animali.<br \/>\nCosa che gli altri politici assolutamente non hanno fatto e non fanno. Se uno mette insieme i politici attenti al problema della sofferenza del non umano, oltre alla Martini, li contiamo con le dita due mani: PD : Andrea Sarubbi, Luciana Redoto, Rodolfo Viola, Francesco Laratta; PDL: Gabriella Giammanco, Fiorella Ceccacci Rubino, Barbara Mannucci, Gianni Mancuso \u2026questi hanno votato a favore della Proposta di Legge 1467. Da quello che mi risulta ce ne sono pochi altri\u2026. ma forse sbaglio\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: La politica serve a mettere insieme voti, in Italia. Diciamo che per\u00f2 anche se sono in pochi, nel gran mare di politici che sgomitano per farsi individuare in televisione, chi parla di animali \u00e8 immediatamente visibile. Francesca Martini \u00e8 una vera animalista in senso buono e intelligente, e non lo fa per visibilit\u00e0. Ma tanti altri potrebbero farlo, sono poco furbi senn\u00f2.<\/p>\n<p>RICCI: I politici sono quelli che sono. Sono mostruosamente chiusi verso la sofferenza animale.<br \/>\nSe dovessi definire il rapporto del mondo politico con la sofferenza del non umano (ci metto anche le piante) direi che la sinistra fa piet\u00e0. Il centro schifo. E la destra fa vomitare. Legga il Dossier sulla caccia e capir\u00e0.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/lasaggezzadichirone-dossiercaccia.pdf\">http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/lasaggezzadichirone-dossiercaccia.pdf<\/a><br \/>\nQuello che mi ferisce \u00e8 l\u2019assoluta indifferenza della sinistra. Mi ricordo che anni fa lessi un articolo di<br \/>\nFrancesco Merlo &#8211; non ricordo neanche l\u2019anno \u2013 che spiegava che Manzella, Ruffolo, Manisco e Carniti si erano battuti contro la direttiva europea per l\u2019abolizione delle gabbie per le galline. Riesce ad immaginare una cosa pi\u00f9 oscena? Altro che il pesciolino di Roggiolani. Quei signori si dimostrarono crudeli e incivili malgrado i loro editoriali raffinatissimi. Non pensa?<\/p>\n<p>BONANNI: Di fronte ai piaceri (per quelli come loro) della tavola, evidentemente, cade qualsiasi buona ragione per far funzionare il cervello. Suggerisco anche agli editorialisti dalla fine penna un dossier di qualche anno fa del mensile di Slow Food sui macelli: forse non volevano ottenere proprio questo effetto, ma io sono diventata vegetariana proprio dopo averlo letto e visto. Dentro il dolore bisogna entrare. Altrimenti si fa salotto.<\/p>\n<p>RICCI: Va detta una cosa: qualcosa i quotidiani scrivono riguardo gli animali. Alessio Balbi ha scritto un articolo correlato da foto incantevoli, sull\u2019impatto ambientale degli animali domestici. Ha riportato le tesi di due ricercatori inglesi che spiegano che se eliminassimo tutti gli animali domestici &#8211; che sono antiecologi -forse potremmo aiutare il pianeta. Non siamo noi che stiamo distruggendo la Terra ma i cani e i gatti che consumano troppo: un pastore tedesco consuma quanto un SUV\u2026 vede che siamo ingiusti? qualcosa i giornali scrivono\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: Succosa notizia, che un cane inquina quanto un Suv. Pu\u00f2 farci su un titolo anche chi non ne \u00e8 capace&#8230;.<\/p>\n<p>RICCI: Certo poi lo dovrebbero spiegare ai possessori dei cani e dei gatti considerando che in questo paese ci sono nelle case 9,4 milioni di gatti e 7,6 milioni di cani\u2026.<\/p>\n<p>BONANNI: Uno dei motivi per i quali i quotidiani hanno perso lettori, \u00e8 che non sanno chi sono i loro lettori. Non sanno contro chi stanno scrivendo tirando fuori senza minimamente controbattere cazzate come questa del Suv&#8230;<\/p>\n<p>RICCI: Riguardo all\u2019impatto animale simile ai SUV, Safran Foer che ha scritto un libro &#8211; che suggerisco di leggere &#8211; &#8221; Se niente importa perch\u00e9 mangiamo animali?&#8221; nel libro ha scritto: &#8220;L\u2019impatto degli allevamenti animali (per l\u2019alimentazione umana) \u00e8 superiore del 40 per cento rispetto a tutti i trasporti del mondo combinati. E\u2019 la causa principale del cambiamento del clima.&#8221; Questo i baldi giornalisti non lo dicono\u2026<\/p>\n<p>BONANNI: Il mondo non \u00e8 vegetariano perch\u00e9 non \u00e8 mai entrato in un macello. Se gli occhi potessero appuntarsi su ci\u00f2 che avviene in quei luoghi e le orecchie potessero sentire i suoni, allora si rifletterebbe di pi\u00f9 su ci\u00f2 che mangiando, si fa proprio. E\u2019 strano, sa, perch\u00e9 prendere atto di fatti visti e sentiti \u00e8 proprio il compito primario del giornalismo. Almeno secondo i libri sui quali abbiamo studiato.<\/p>\n<p>RICCI: Lei mi disse quando ci incontrammo a Roma che i giornali ormai contano poco. E che la rete \u00e8 dominante. Questo me lo ha detto anche un amico animalista che conduce grandi battaglie con il suo blog.<br \/>\nMa quando si parla di media si intende anche la televisione (magistralmente utilizzata da Papi) dal momento che se si analizzano le fonti di informazioni gli italiani utilizzano all\u2019 87% la televisione, al 18,9% Sky, al 41% la Radio, al 24% internet, al 30,8 % i quotidiani, al 6,4% i settimanali. Dire che tutto si risolve con la rete non mi pare corretto. Le faccio un esempio se io potessi raggiungere i proprietari dei cani e dei gatti e li potessi informare delle mostruosit\u00e0 che accadono nel nostro paese &#8211; mostrando le foto del sito \u2013<br \/>\nforse il 70% se ne fregherebbe ma un buon 30% reagirebbe. Eccome se lo farebbe. Il problema \u00e8 come raggiungerli. Secondo Lei sbaglio?<\/p>\n<p>BONANNI: A parte i dati, penso come ho gi\u00e0 detto che nel dolore bisogna entrarci. Sapendo che poi \u00e8 un viaggio senza ritorno. E che la notte non si dorme pi\u00f9. Mi permetta questa volta di citare una cosa che \u00e8 stato lei a dirmi: le animaliste non sono pazze, come tutti credono: sono solo persone che hanno visto troppi orrori. A quel punto, quando dalla realt\u00e0 e dalla concretezza dell\u2019operativit\u00e0 si fa strada il sentimento della piet\u00e0, &#8220;scadiamo&#8221; in un campo dove non c\u2019\u00e8 salvezza e non c\u2019\u00e8 aiuto. Nessuno \u00e8 pi\u00f9 disposto a mettersi sul piano del ragionamento. E allora gli animali, pur esseri senzienti, ridiventano quello che erano nel Basso Medioevo, gli ultimi nella scala delle cose che contano nella vita di un uomo. Sa che c\u2019\u00e8 un assessore a Napoli che dovrebbe occuparsi dei fondi ai canili convenzionati, e che quando qualcuno va a fargli presente il problema (non si tratta di sovrastrutture, ma del cibo quotidiano per i &#8220;cani del sindaco&#8221;, che sono tali per legge e non per nostro capriccio) risponde &#8220;ehhh&#8230;.tu pienze \u2018e cane&#8230;&#8221; (con tutti i problemi che abbiamo vi preoccupate dei cani?). Una vera chicca per leghisti&#8230;no?<\/p>\n<p>RICCI: Gli unici giornalisti che hanno risposto con gentilezza alle mie lettere sono stati Augias e Scalfari.<br \/>\nScalfari abbondantemente, Augias con poche parole, per\u00f2 in un\u2019occasione \u00e8 anche intervenuto.<br \/>\nAnche Vito Mancuso ha risposto. Pi\u00f9 un sospiro che una risposta. Ma da un cattolico ce lo aspettiamo.<br \/>\nCon le dovute eccezioni &#8211; lo ripeto: le dovute eccezioni \u2013 se ne fottono dei cani i santi uomini.<br \/>\nA Modica i santi padri invitarono al massacro dei randagi. Loro pensano agli angeli e alla preghiera, io preferisco l\u2019inferno al loro paradiso pieno di angeli ermafroditi e privo di animali. Detto questo mi verrebbe voglia di chiedere a Scalfari: &#8220;Caro Scalfari, quando dice: &#8220;I giornali non sono partiti ma sentinelle a guardia del pubblico interesse, che dovrebbero rimandarsi l\u2019un l\u2019altro la parola d\u2019ordine e la risposta: &#8220;All\u2019erta sentinella&#8221; &#8220;All\u2019erta all\u2019erta sto&#8221; dove sono le sentinelle per i milioni di persone che rispettano il non umano? Dove sono queste fottute sentinelle? Siamo milioni e ci ignorate per miserabili calcoli politici. Sapete quanti siamo? Lo sapete? Non \u00e8 cos\u00ec?<\/p>\n<p>BONANNI: Temo che non ci sia contezza sufficiente di quanti realmente sono gli interessati al problema. Il fatto \u00e8 che pi\u00f9 la gente abbandona cani e gatti perch\u00e9 non sterilizza i propri o perch\u00e9 se ne disfa, pi\u00f9 sono costretti a intervenire quelli che hanno invece il rispetto per la vita, animale e non. Si crea insomma una fortissima ingiustizia sociale, una enorme ineguaglianza, perch\u00e9 ad esempio io non solo raccolgo cani e gatti abbandonati, ma sostengo anche rifugi, stalli e canili, spendo soldi in veterinario, farmaci ed energia elettrica e telefono per inoltrare appelli per le adozioni. Come me, tanti altri. A fronte di questo, la mia vicina che ha il cane ammalato di leishmaniosi ma dice di non avere i soldi per curarlo, d\u00e0 la priorit\u00e0 all\u2019acquisto di vestiti. Io sono sempre pi\u00f9 povera e malvestita, ma almeno il cane migliora&#8230;Ma mi domando: \u00e8 giusto che una malattia endemica come la leishmaniosi deve essere curata con chemioterapici che costano 147 euro al flacone? E chi non li ha, come cavolo fa a curare il proprio cane? Su questo il sottosegretario Martini dovrebbe davvero intervenire. Invece una sera accesi la tv per caso: c\u2019era Vespa a Porta a Porta che parlava con lei e con altri di tagliare o no la coda al cane. Spensi subito. Sbagliando, perch\u00e9 poi si dissero anche cose interessanti. Come vede, il problema animali \u00e8 nuovo, per i media, e ancora brancolano su come affrontarlo. Anche qui prevalse in quel momento il fatto estetico, modaiolo. Con i problemi che abbiamo, la coda tagliata o no al cane da caccia mi sembra davvero il caviale a chi muore di fame.<\/p>\n<p>RICCI: Lo vidi anch\u2019io Porta a Porta e c\u2019era il sindaco di Modica, il sublime sindaco &#8220;scendo il cane e lo sparo&#8221; un\u2019eccelsa presenza\u2026e c\u2019era Sgarbi che non manca mai, \u00e8 eternamente presente, come il cacio sui maccheroni. Che cavolo ci faceva Sgarbi l\u00ec, non capisco. E c\u2019era anche il cacciatore dipietrista. Non ricordo il nome con il suo bel cane (lo sa che l\u2019IdV \u00e8 un partito ad altissima densit\u00e0 venatoria?) E c\u2019era Rex, il cane lupo adorato da un popolo che abbandona 45.000 cani e 90.000 gatti all\u2019anno. Per\u00f2, appena il verde Bonelli ha tentato di dire un paio di cose su canili &#8211; lager e la norma infame: &#8220;dai &#8211; i &#8211; fucili &#8211; ai &#8211; baby &#8211; e &#8211; ammazza &#8211; tutto &#8211; quello &#8211; che &#8211; si &#8211; muove &#8211; ovunque &#8211; 24- ore &#8211; su &#8211; 24 \u2013&#8221; Vespa ha fatto calare il sipario. Sono scese le vellutate cortine. Per\u00f2 dopotutto qualcosa si muove. Sono segni positivi. Non crede?<\/p>\n<p>BONANNI: Senza dubbio. Ma non tutto ci\u00f2 di cui si parla viene affrontato dal lato giusto. In Italia in questo momento ci sono troppi salotti e pochi luoghi dove ci si confronta seriamente. I vertici dei giornali non ci pensano molto, ma forse \u00e8 proprio perch\u00e9 anche l\u00ec si partecipa al salotto, che i lettori vanno via in diaspora.<\/p>\n<p>RICCI: Vorrei chiedere a Scalfari quello che ho chiesto a Vito Mancuso. &#8220;Caro Scalfari, l\u2019imperativo categorico, l\u2019impulso interiore al bene, \u00e8 qualcosa limitato alla nostra specie o possiamo estenderlo anche ad altri viventi? Secondo lei cosa risponderebbe Scalfari?<\/p>\n<p>BONANNI: Io rispetto chi non ha in casa animali. Ma penso che abbia il dovere di ascoltare le ragioni degli altri. Eugenio Scalfari ha sempre avuto buona disposizione a farlo. Ma credo che la sua generazione darebbe la priorit\u00e0 all\u2019uomo. Mio padre era un medico, e vedeva noi bambini e mia madre legatissimi agli animali. Ci richiamava spesso all\u2019ordine, citando malattie e mettendo al primo posto l\u2019ordine e la pulizia della casa (dove peraltro faceva anche ambulatorio tutti i giorni). Ma una volta vedendomi in lacrime fece il massaggio cardiaco a un mio gattino che aveva avuto una crisi. Mi sembr\u00f2 Dio che resuscitava un morto. Se facciamo uno sforzo, chi la pensa diversamente da noi potr\u00e0 apprezzarci e magari potremo anche cambiarci in meglio a vicenda.<\/p>\n<p>RICCI: Lei ha seguito con attenzione il dibattito sulla tratta; c\u2019\u00e8 chi nega e chi conferma. Lei \u00e8 un donna del Sud e conosce quello che si dice in giro. Questa storia degli animali venduti nelle terre del Nord per la vivisezione \u00e8 un storia vera o \u00e8 un\u2019infamia? Cosa pensa?<\/p>\n<p>BONANNI: Che tutto \u00e8 troppo frammentario per avere un\u2019idea unitaria e dare un nome preciso a ci\u00f2 che accade. Ma se fossimo meno divisi e presi da quella che chiamo &#8220;nursery&#8221; (l\u2019assistenza battente a ogni cane e gatto che troviamo incidentato o abbandonato, badi bene assistenza che \u00e8 dovuta, di cui non si pu\u00f2 fare a meno) potremmo farci magari meno domande e darci risposte pi\u00f9 precise. Ad esempio: tante associazioni straniere, europee e non, dimostrano di ricevere contributi dai paesi d\u2019origine per le loro attivit\u00e0 in terra italiana. Non c\u2019\u00e8 nessuno che pu\u00f2 spiegare a noi italiani perch\u00e9 per dirne una gli Stati Uniti dovrebbero fornire fondi per aiutare i nostri randagi? Potremmo anche ricevere una risposta rassicurante, una conferma sulla civilt\u00e0 degli altri paesi del mondo. Ma qualcuno dovrebbe darcela, questa risposta, prima. E poi c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa che penso: i diritti degli animali sono ben precisi, ma lasciano, cos\u00ec come sono concepiti nelle carte internazionali, troppo spazio all\u2019interpretazione individuale. Mi spiego meglio: una volta mi sono occupata del caso di un proprietario di cane che aveva in giardino una gabbia dove rinchiudere il suo cane ogni tanto. Mi sono rivolta alle autorit\u00e0 preposte, ma nessuno sapeva dirmi se era legale o no che il cane venisse rinchiuso l\u00ec dentro. Questo per dire che se trovo uno che spara a un pastore tedesco una fucilata in faccia, se sono cos\u00ec &#8220;fortunata&#8221; da esserne testimone con almeno un\u2019altra persona, posso cercare di trascinarlo in tribunale. Se accade in Italia \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 difficile veder punito un reato come questo con una pena congrua. Ma se ho un vicino di casa che secondo le mie convinzioni maltratta il suo cane sotto i miei occhi, tutto diventa molto, molto pi\u00f9 difficile. Come potrei spiegarlo ai miei lettori, se non c\u2019\u00e8 una oggettivit\u00e0 alla quale riferirsi, sul fatto che quello \u00e8 o non \u00e8 un maltrattamento punito per legge?<\/p>\n<p>RICCI: Concludendo: se io le dicessi che il dramma degli animali dipende da una serie di cose come:<br \/>\nIl silenzio odioso dei media.<br \/>\nLa quasi assoluta e rivoltante disattenzione della classe politica<br \/>\nIl settarismo e l\u2019atomizzazione suicida dell\u2019animalismo<br \/>\nLa burocratizzazione paralizzante delle associazioni<br \/>\nL\u2019ignoranza del popolo determinata anche dalla tremenda colpa della religione verso il non umano\u2026<br \/>\nci siamo?<\/p>\n<p>BONANNI: Aggiungerei una cosa soltanto: un meccanismo di rimozione che fa davvero invidia. Quando lei mi disse che gli animalisti impazzivano davvero perch\u00e9 assistevano a cose indicibili, mi fece molto riflettere. Chi non riesce a rimuovere ci\u00f2 che sente e vede che viene fatto agli animali, forse dopo un periodo di imperiosa battaglia alternata a una lamentazione di impotenza, a un pianto dirotto e a notti insonni, soccombe alla follia.<\/p>\n<p>RICCI: Per me il monoteismo ha colpe immense. Anche l\u2019Islam verso gli animali \u00e8 mostruoso. Mi faccia concludere con una storia raccapricciante. Il figlio di Bin Laden, Omar, abbandonando il padre, ha spiegato le sue ragioni in un libro &#8220;Growing up with Bin Laden&#8221;. Una delle cause dell\u2019abbandono era questa: Omar aveva dei cuccioli che venivano torturati dai Jihadisti. Li torturavano facendoli morire nel campo di Kandahar utilizzando sostanze chimiche adoperate per le armi biologiche. I Jihadisti godevano nel vedere i cuccioli morire atrocemente e lentamente. Era una gioia per loro, come vedere una partita di calcio. Omar aveva 17 anni e inorrid\u00ec per questo. Sa una cosa Marilda? Sono contento di essere ateo. Una volta ero agnostico, ora sono ateo. E fiero di esserlo. Lei che pensa?<\/p>\n<p>BONANNI: Ma no, io penso a san Francesco, invece. Non so bene che cosa sono, non mi sono posta ancora (quasi cinquantenne!) il problema. So per\u00f2 che quando sono con il mio cane, con i miei gatti, quando ne salvo uno, quando ne affido un altro, e ora che il cane di un mio vicino sta meglio con la leishmania perch\u00e9 con sacrifici lo sto curando io, guardo il cielo e gli consegno un grazie. Mi viene spontaneo. Cos\u00ec, forse anche senza un destinatario preciso. Mi lasci questi momenti costruttivi di benessere, rispetto a tante cose di fronte alle quali siamo costretti ad arrenderci.<\/p>\n<p>RICCI: San Francesco? Una mosca bianca! Una presenza infinitesimale nell\u2019apparato teologico.<br \/>\nI momenti di benessere glieli lascio volentieri! Anche io quando avevo la fede stavo meglio, ma la verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra cosa. La verit\u00e0 \u00e8 dura. E\u2019 spietata. Grazie Bonanni!<\/p>\n<p>23.12.2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vergognoso silenzio dei media davanti alla sofferenza del non umano intervista a Marilda Bonanni,  giornalista &#8220;animalista&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"iawp_total_views":0,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-864","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il vergognoso silenzio dei media davanti alla sofferenza del non umano intervista a Marilda Bonanni, giornalista &quot;animalista&quot; - La Saggezza di Chirone<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/2009\/12\/il-vergognoso-silenzio-dei-media-davanti-alla-sofferenza-del-non-umano-intervista-a-marilda-bonanni-giornalista-animalista\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il vergognoso silenzio dei media davanti alla sofferenza del non umano intervista a Marilda Bonanni, giornalista &quot;animalista&quot; - 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