{"id":740,"date":"2009-06-27T12:09:21","date_gmt":"2009-06-27T11:09:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/?p=740"},"modified":"2024-02-15T17:39:44","modified_gmt":"2024-02-15T16:39:44","slug":"un-teologo-difende-il-non-umano-risposte-alle-domande-sugli-animali-e-sulla-sofferenza-del-non-umano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/2009\/06\/un-teologo-difende-il-non-umano-risposte-alle-domande-sugli-animali-e-sulla-sofferenza-del-non-umano\/","title":{"rendered":"Un teologo difende il non umano: risposte alle domande sugli animali e sulla sofferenza del non umano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un teologo difende il non umano:<br \/>\nrisposte alle domande sugli animali e sulla sofferenza del non umano.<br \/>\nPadre Luigi Lorenzetti<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Tratto da: Famiglia Cristiana del 03\/09\/2006<br \/>\nMi sono chiesta se il comandamento di non uccidere nella sua sintetica enunciazione si riferisca solo agli uomini oppure comprenda anche gli animali.<br \/>\nAngela B.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u00abNon uccidere\u00bb \u00e8 il comandamento che Dio, tramite Mos\u00e8, ha dato a Israele. Ges\u00f9, il nuovo legislatore, lo porta oltre l\u2019originaria definizione: \u00abAvete inteso che fu detto: \u201cNon uccidere\u201d\u2026 Ma io vi dico\u2026\u00bb di non odiare, di non offendere, di amare e perdonare. Il comandamento \u00e8 posto nell\u2019orizzonte dell\u2019amore, che include e supera la giustizia, e raggiunge il vertice nel mistero del Golgota. \u00c8 impossibile giustificare, in nome del Vangelo, l\u2019uccisione e la violenza dell\u2019uomo sull\u2019uomo. La violenza non trova alcuna legittimazione morale, non pu\u00f2 dirsi mai giusta.<br \/>\n\u00c8 sostenibile l\u2019interpretazione tradizionale che limita il comandamento di non uccidere ai soli esseri umani? Il comandamento, nella sua dizione sintetica, non esclude gli animali. Infatti, dice: \u00abnon uccidere\u00bb anzich\u00e9, \u00abnon commettere omicidio\u00bb. In ogni caso, la comprensione della creazione e del suo futuro ultimo conduce a estendere il comandamento anche agli animali. L\u2019universo (e tutte le sue creature) \u00e8 affidato all\u2019uomo, perch\u00e9 lo custodisca e lo porti a compimento secondo il disegno di Dio. Certamente le creature sono utili all\u2019uomo ma, prima ancora, sono bellezza e valore per s\u00e9 stesse e dicono appartenenza al creatore che le ha create.<!--more--><br \/>\nNon giova molto discutere se gli animali hanno diritti, \u00e8 certo che l\u2019uomo ha dei doveri e delle responsabilit\u00e0: non ha il potere di creare la loro vita, non ha il potere di toglierla. Inoltre, nel disegno di Dio, la creazione \u00e8 orientata verso \u00abnuovi cieli e terra nuova\u00bb. Le realt\u00e0 ultime non riguardano la comunit\u00e0 degli uomini, ma anche l\u2019universo. Alcuni passaggi della Scrittura parlano di un futuro dove tutte le creature vivranno insieme in pace, e dell\u2019attesa di un compimento definitivo che coinvolge l\u2019universo. Non sappiamo come ci\u00f2 accadr\u00e0, ma<br \/>\ntrasformazione non vuol dire distruzione.<br \/>\nTutto questo \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente perch\u00e9 l\u2019uomo rispetti la terra, il cielo e tutti i suoi abitanti. Su tali basi si pu\u00f2 comprendere che la questione ecologica in generale, e quella animalista in particolare, non sono estranee al messaggio che la Chiesa \u00e8 chiamata a trasmettere: annunciare il progetto di Dio sul creato e su tutte le creature; denunciare la mentalit\u00e0 e i comportamenti che lo trasgrediscono e ostacolano.<br \/>\nI casi sono innumerevoli e, tra questi, il deplorevole abbandono degli animali, la sperimentazione cosiddetta scientifica che mutila e uccide, l\u2019industria della pellicceria che serve solo alla vanit\u00e0, la caccia per sport, l\u2019allevamento in batteria e i mattatoi. Non \u00e8 che tutti devono diventare vegetariani per forza, ma \u00e8 doveroso per tutti coglierne il messaggio: \u00abperch\u00e9 l\u2019animale viva\u00bb.<br \/>\nNon uccidere \u00e8 doveroso, ma non basta. \u00c8 necessaria una conversione, individuale e collettiva, a una nuova mentalit\u00e0. Segnali in questa direzione non mancano e fanno sperare che, in futuro, i cattolici non avranno bisogno di ricorrere ad altre culture o religioni per coltivare un corretto e pacifico rapporto con gli animali. Onorare Dio significa anche onorare le sue creature.<\/p>\n<p><em><strong>Tratto da: Famiglia Cristiana del 22\/04\/2007<br \/>\nSappiamo che gli animali sono dotati di un&#8217;anima vegetativa e sensitiva. Ma possiamo anche dire che hanno un&#8217;anima intellettiva come gli uomini?<br \/>\nLaura D. \u2013 Genova<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L\u2019etologia \u00e8 ricca di scoperte sorprendenti. In base a rigorose sperimentazioni, dimostra che gli animali sono dotati di sensibilit\u00e0, di memoria, di comunicazione. Konrad Lorenz, nel libro Egli parlava con i mammiferi, gli uccelli e i pesci, conferma con dati scientifici quanto \u00e8 descritto nella storia e nella leggenda di Francesco d\u2019Assisi.<br \/>\nL\u2019eminente scienziato, tuttavia, scoraggia chi vuole sostenere l\u2019uguaglianza tra l\u2019animale e l\u2019umano. Nell\u2019ultima intervista, rilasciata prima di morire, alla domanda su ci\u00f2 che distingue l\u2019uomo dall\u2019animale, Lorenz risponde che \u00abla riflessione \u00e8 una propriet\u00e0 tipicamente umana. Attraverso questo si arriva al pensiero concettuale\u2026. al grande salto nell\u2019evoluzione, ma anche l\u2019anello che ci congiunge agli animali\u00bb. In altre parole, l\u2019essere umano \u00e8 l\u2019unico, tra i viventi, che sa di esistere (autocoscienza) e, quindi, \u00e8 l\u2019unico che si pone la questione del senso del vivere e dell\u2019agire.<br \/>\nC\u2019\u00e8, pertanto, continuit\u00e0 tra l\u2019essere umano e gli animali, ma anche profonda discontinuit\u00e0 e differenza. La filosofia classica illustra somiglianze e differenze in base alle tre anime: anima vegetativa, propria di tutti gli esseri viventi; anima sensitiva, propria degli animali e dell\u2019uomo; anima razionale, propria solo dell\u2019uomo che lo connota nella sua specificit\u00e0. Tra i viventi, solo l\u2019essere umano \u00e8 capace di auto-consapevolezza e di libert\u00e0-responsabilit\u00e0. D\u2019altra parte, non c\u2019\u00e8 bisogno di promuovere gli animali al rango di umani per accrescerne l\u2019importanza: non \u00e8 che un modo di svilirli e, con loro, Colui che li ha creati. La teoria dello specismo e quella opposta dell\u2019uguaglianza sono due aspetti della medesima medaglia: il non riconoscimento della specie animale per s\u00e9 stessa. La dignit\u00e0 dell\u2019essere umano, creato a immagine di Dio, non toglie o diminuisce in nulla la dignit\u00e0 dei viventi non umani. \u00c8 necessario superare una falsa idea di superiorit\u00e0 che ha legittimato un certo disprezzo della natura e degli animali e ha impedito di conoscere la loro particolare natura e il valore che hanno per s\u00e9 stessi. La letteratura e la scienza tradizionali hanno collocato spesso, da una parte, l\u2019uomo ragionevole e, dall\u2019altra, il bruto (dal latino brutus, cio\u00e8 stupido) per designare la bestia, da cui la parola bestialit\u00e0.<br \/>\nIn contrasto con simili persuasioni, L\u00e9on Bloy osservava che \u00abnon si basa al fatto che le bestie sono altrettanto misteriose quanto l\u2019uomo e si ignora assolutamente che la loro storia \u00e8 una scrittura per immagini, in cui risiede il segreto divino. Ma non si \u00e8 presentato ancora nessun genio per decifrare l\u2019alfabeto simbolico della creazione\u00bb.<br \/>\nIl credente avverte che Dio non ha creato solo gli esseri umani, e quanto esiste \u00e8 termine della sua Provvidenza. La questione animalista ed ecologica non \u00e8 riservata a qualche associazione, ma chiama in causa il credente. La nuova sensibilit\u00e0 all\u2019ambiente e agli animali \u00e8 un segno da decifrare per verificare quali risposte i credenti intendono dare nella prospettiva di una rinnovata comprensione del disegno di Dio.<\/p>\n<p><em><strong>Tratto da: Famiglia Cristiana del 11\/02\/2007<br \/>\nSe Dio \u00e8 buono e ha creato tutto dal nulla, come conciliare la sua bont\u00e0 con la violenza presente tra le creature animali che si sbranano a vicenda?<br \/>\nGiovanni A. &#8211; Torino<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019osservare il comportamento animale pare confermata la storia del pesce grande che mangia quello piccolo. Dal momento che l\u2019animale non \u00e8 consapevole di quello che fa e non \u00e8 libero di fare altrimenti, il riferimento al Creatore appare ovvio. Anche se occorre dire che il comportamento degli animali, oltre a fare problema, trasmette una grande lezione: il leone sbrana la gazzella per fame, gli esseri umani lo fanno spesso per divertimento, per sport, per gioco, e per discutibili sperimentazioni scientifiche. I nostri contemporanei sono distanti anni luce dall\u2019uomo preistorico che, mentre uccideva l\u2019animale, gli chiedeva perdono per il fatto che doveva ucciderlo per fame.<br \/>\nL\u2019interrogativo di Giovanni per\u00f2 rimane e s\u2019ingrandisce se si aggiunge lo scenario delle forze della natura che si scatenano e distruggono, con terremoti, uragani e alluvioni, interi paesi, seminando sofferenze, malattie e morti.<br \/>\nIl disegno di Dio sul creato rimane sempre misterioso, ogni affermazione \u00e8 aperta a ulteriore comprensione. Una prima comprensione viene dal Catechismo della Chiesa cattolica che parla di un universo, creato da Dio, in \u00abstato di via\u00bb verso la sua perfezione ultima. Fino a che la creazione non avr\u00e0 raggiunto la perfezione, accanto al bene fisico esiste anche il male fisico. D\u2019altra parte, il compimento ultimo dell\u2019universo, a iniziativa di Dio, non \u00e8 da attendere, ma in qualche modo da preparare e anticipare a iniziativa dell\u2019uomo. In questa prospettiva, si vede l\u2019importanza dell\u2019agire umano per ridurre il male fisico, dove questo si presenta, e promuovere il bene fisico. In questa direzione, le grandi risorse della scienza e della tecnica vanno impiegate per costruire e non per sfruttare e distruggere l\u2019ambiente.<br \/>\nUna seconda comprensione viene dal racconto della creazione, che la Genesi presenta nella successione di tre quadri. Nel primo Dio, al termine della creazione, riconosce che \u00abquanto aveva fatto\u2026 era cosa molto buona\u00bb (1,31). Nessuna violenza, nessuna ombra turbano il quadro di un\u2019armonia creata. Il secondo quadro descrive l\u2019armonia infranta con il peccato che sconvolge le relazioni a ogni livello, anche cosmico.<br \/>\nGiovanni Paolo II commenta che Adamo ed Eva, \u00abcon il loro peccato distrussero l\u2019armonia esistente\u2026, ci\u00f2 port\u00f2 non soltanto all\u2019alienazione dell\u2019essere umano da s\u00e9 stesso, alla morte e al fratricidio, ma pure a una certa ribellione della terra nei suoi confronti. Tutto il creato divenne soggetto alla caducit\u00e0 e, da allora, attende\u00bb: \u00e8 il terzo quadro che illumina il futuro: \u00abdi essere liberato per entrare nella libert\u00e0 gloriosa insieme con tutti i figli di Dio\u00bb. Cos\u00ec la redenzione non riguarda solo la comunit\u00e0 degli uomini, ma anche l\u2019intero universo.<br \/>\nDi fronte al male, nelle sue molteplici espressioni cosmiche e umane, non \u00e8 Dio che fa problema, ma \u00e8 la libert\u00e0-responsabilit\u00e0 umana, la chiusura, l\u2019egoismo, il non assecondare il progetto di salvezza e di liberazione che coinvolge gli esseri umani, gli animali, le piante e l\u2019intero universo.<\/p>\n<p><em><strong>Tratto da: Famiglia Cristiana del 14\/05\/2006<br \/>\nSe Dio ha creato il mondo e gli animali, salvandoli dal diluvio, \u00e8 possibile che poi siano destinati alla morte eterna? Cosa c\u2019\u00e8 per loro dopo questa vita?<br \/>\nTiziano M. &#8211; Belluno<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il creato \u00e8 un insieme armonico, ma diversificato. La prima differenza \u00e8 tra la realt\u00e0 inanimata e animata. E, dentro quella animata, tra vegetale, animale e umana. Animale vuol dire anima, sensibilit\u00e0, e si riferisce ai diversi viventi. \u00abAnche gli animali\u00bb, scriveva Giovanni Paolo II, \u00absono frutto dell\u2019azione creatrice di Dio. I testi sacri ammettono che anche gli animali hanno un soffio vitale e che l\u2019hanno ricevuto da Dio\u00bb. E aggiungeva: \u00abL\u2019esistenza delle creature dipende, dunque, dal soffio-spirito di Dio, che non solo crea, ma anche conserva e rinnova continuamente la faccia della terra\u00bb. In breve, ogni vita \u00e8 creazione di Dio e non produzione dell\u2019uomo.<br \/>\nLa creazione ha un futuro oltre il tempo? Il futuro promesso, nel disegno di Dio, riguarda solo l\u2019uomo e la comunit\u00e0 degli uomini o anche il cosmo e tutte le sue creature? Questo mondo perir\u00e0 o trover\u00e0 compimento oltre la storia? Come intendere l\u2019annuncio cristiano della trasformazione del mondo cosmico nell\u2019ultimo giorno?<br \/>\nPer rispondere, la teologia della creazione si collega alla teologia dell\u2019escatologia (o teologia delle realt\u00e0 ultime) e questa autorizza a ritenere che tra lo stadio finale e l\u2019attuale faccia della terra esiste una continuit\u00e0, che va compresa in termini di pienezza o di compimento. \u00abDio non fa perire\u00bb, hanno chiarito i teologi italiani in un convegno del 1994 dal titolo \u201cFuturo del cosmo, futuro dell\u2019uomo\u201d, \u00abil vecchio mondo per farne sorgere uno nuovo dalla sua rovina, ma persevera nella fedelt\u00e0 al mondo da lui creato e lo conserva e gli d\u00e0 compimento\u00bb. Nella recita del Credo affermiamo che \u00abaspettando la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verr\u00e0\u00bb. Dio ha promesso cieli nuovi e una nuova terra (cf. Ap 21,1), che non sorge dalla rovina o dal nulla di questo, ma dal suo compimento e trasformazione.<br \/>\nLa realt\u00e0 futura (escatologica) \u00e8 annuncio di armonia e riconciliazione che riguarda non solo l\u2019uomo, ma anche il regno animale e l\u2019ambiente naturale. L\u2019apostolo Paolo \u00e8 certo che anche tutta la creazione \u00e8 raggiunta dalla redenzione: \u00abla creazione attende con ansia la manifestazione dei figli di Dio\u2026 La creazione stessa sar\u00e0 un giorno liberata dalla servit\u00f9 della corruzione\u2026 Fino ad ora la creazione tutta geme e soffre le doglie del parto\u00bb (Rm 8,19.21-22).<br \/>\nNella prospettiva della creazione e redenzione si pu\u00f2 rispondere alle domande sugli animali. Siamo autorizzati a pensarli nella prospettiva delle realt\u00e0 ultime (escatologia) e di godere un giorno anche della loro presenza? Un incoraggiamento alla speranza \u00e8 stato formulato da Paolo VI: \u00abAnche gli animali sono creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell\u2019impronta universale del peccato e della universale attesa della redenzione\u00bb. L\u2019orientamento escatologico della fede nella creazione \u00e8, dunque, di grande importanza. La sorte futura del mondo creato, e di tutte le creature, illumina e orienta la responsabilit\u00e0 umana nel salvaguardare l\u2019intera creazione, che avr\u00e0 compimento nell\u2019ultimo giorno.<\/p>\n<p><em><strong>Tratto da: Famiglia Cristiana del 28\/08\/2005<br \/>\nBench\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 sia condizionata dal peccato, essa si differenzia dagli animali perch\u00e9 dotata di anima. E allora, perch\u00e9 tanta crudelt\u00e0 e violenza in giro?<br \/>\nTonia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Riusciamo a comprendere, sia pure a fatica, il male che viene dalla natura e quello che viene da e tra gli animali; non riusciamo, invece, a comprendere il male compiuto dall\u2019uomo: il male morale (o il peccato). Non solo veniamo a sapere da altri, ma noi stessi vediamo i drammatici scenari di violenti scontri fratricidi e le inenarrabili sofferenze e ingiustizie che ne scaturiscono, il disordine sociale, la guerra, l\u2019ingiustizia, la violenza contro l\u2019altro e la sua soppressione. Come spiegare tanta crudelt\u00e0? Non sono forse fatti superiori alle capacit\u00e0 anche dell\u2019uomo cattivo? Non rinviamo forse fuori e oltre l\u2019uomo?<br \/>\nPer capire il male morale, quello cio\u00e8 compiuto dall\u2019uomo, non \u00e8 necessario allontanarsi dall\u2019uomo. Andare oltre significa costruire facili alibi per non riconoscere la libert\u00e0-responsabilit\u00e0 umana. \u00abIl male non \u00e8 una forza anonima che opera nel mondo in virt\u00f9 di meccanismi deterministici e impersonali. Il male\u00bb, ricorda il Messaggio della giornata mondiale della pace 2005, \u00abpassa attraverso la libert\u00e0 umana\u2026 Il male ha sempre un volto e un nome: il volto e il nome di uomini e donne che liberamente lo scelgono\u00bb. La radice del male morale \u00e8 nell\u2019uomo che si allontana da s\u00e9, dalla sua coscienza, cio\u00e8 da Dio, pervertendo le relazioni fondamentali con gli altri e con l\u2019ambiente naturale. Il vero problema non sta nel conoscere l\u2019origine del male. Questa la conosciamo. Il vero problema \u00e8 vincerlo, superarlo. Il messaggio cristiano, pi\u00f9 che all\u2019origine del male, \u00e8 interessato alla sua fede, e non soltanto nell\u2019ultimo giorno, ma anche nel tempo intermedio. La speranza cristiana non porta a evadere, ma a impegnarsi, nella storia, per sconfiggere il male. \u00abNonostante i peccati personali e sociali che segnano l\u2019agire umano\u00bb, ricorda ancora il Messaggio citato, \u00abla speranza imprime slancio sempre rinnovato per la giustizia e la pace, insieme a una ferma fiducia nella possibilit\u00e0 di costruire un mondo migliore\u00bb.<br \/>\nIn questa prospettiva, occorre smascherare falsi luoghi comuni che inducono alla rassegnazione passiva o al fatalismo. Anzitutto il facile ricorso a forze oscure e demoniache. Certamente, nel mondo agisce il \u00abmistero dell\u2019iniquit\u00e0\u00bb, ma ancora di pi\u00f9 il \u00abmistero della redenzione\u00bb. Non dobbiamo dare a vedere di credere pi\u00f9 al diavolo che a Ges\u00f9 Cristo, crocifisso e risorto. Cristo ha vinto il male e dona all\u2019uomo la forza di vincerlo dentro e fuori di lui. \u00c8 anticristiano pensare che le disgrazie siano castighi di Dio. Molto spesso lo si dice e lo si pensa, ma in contrasto con la fede: Dio, in Ges\u00f9 di Nazareth, si \u00e8 rivelato come aiuto, liberazione dal male.<br \/>\nIn secondo luogo, occorre non tirarsi fuori da quanto succede nel mondo: siamo solidali e interdipendenti nel bene come nel male. Ognuno deve domandarsi: che cosa posso fare?<br \/>\nInfine, ma non ultimo, \u00e8 necessario smascherare le ideologie e i falsi profeti che presentano il male come bene o lo giustificano, sia pure come necessario. Lo squilibrio nel mondo non \u00e8 da attribuire a chiss\u00e0 quale destino superiore, \u00e8 invece opera dell\u2019uomo (singolo o popolo), del suo egoismo e della sua ingiustizia. La guerra \u00e8 barbarie e fonte di barbarie; nessun aggettivo (giusta, santa, necessaria, intelligente) la pu\u00f2 riscattare. Coniare termini (pre-embrione) per non rispettare la vita umana fin dal suo inizio non \u00e8 scienza, ma arbitrio e dominio. Uccidere in nome di Dio \u00e8 bestemmia. E si potrebbe continuare. Il male non pu\u00f2 essere superato se viene presentato come bene. Il primo impegno per fermare il male \u00e8 quello di dire la verit\u00e0.<\/p>\n<p><em><strong>Tratto da: Famiglia Cristiana del 30\/01\/2005<br \/>\nChe cosa pensa la Chiesa sul consumo esagerato di carne, l\u2019abbigliamento che si ricava dagli animali, la caccia e le pratiche estreme in cui sono coinvolti animali?<br \/>\nLoredano P. &#8211; Bologna<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La nuova cultura ecologica e animalista chiama direttamente in causa il pensiero tradizionale cristiano. Nella bimillenaria storia del cristianesimo \u2013si osserva criticamente- filosofi e teologi hanno insegnato l\u2019importanza dell\u2019essere umano (antropocentrismo), ma l\u2019hanno negata alle creature non umane; in base a una lettura strumentale di testi sacri, hanno attribuito all\u2019uomo un dominio incondizionato e arbitrario sull\u2019universo e quanto esso contiene. Per molti, anche credenti, il pensiero tradizionale cristiano \u00e8 quasi una pietra d\u2019inciampo per la credibilit\u00e0 della fede: ad eccezione di alcune persone illuminate (come Francesco di Assisi ), si nota indifferenza ed estraneit\u00e0. Alcune correnti del movimento animalista sostengono che nel cristianesimo storico (ma anche nell\u2019ebraismo e nell\u2019islam), c\u2019\u00e8 un rapporto meramente strumentale e utilitarista con gli animali: tanto vale cercare un\u2019ispirazione in altre religioni.<br \/>\nLa cultura ecologica e animalista, che \u00e8 riuscita a farsi valere anche sul piano legislativo nazionale ed europeo, \u00e8 una salutare provocazione; conduce i cristiani (come singoli e come comunit\u00e0 di appartenenza) a ripensare la teologia della creazione: qual \u00e8 il disegno di Dio creatore sull\u2019universo, sull\u2019essere umano e sugli esseri non umani? Le risposte non tardano a venire: gli animali sono creature di Dio e significano relazione a lui prima che all\u2019uomo (concezione teocentrica); l\u2019eminente dignit\u00e0 dell\u2019uomo &#8211; egli stesso \u00e8 parte della creazione &#8211; non annulla n\u00e9 minimizza la dignit\u00e0 specifica delle creature non umane; gli animali non hanno bisogno di essere elevati al rango di esseri umani: vorrebbe dire che non si riconosce la loro specifica dignit\u00e0; i diritti sono propri dell\u2019essere umano, in quanto \u00e8 capace (lui solo) di corrispettivi doveri, e, tra questi, il dovere di rispettare e promuovere il benessere degli esseri non umani; il dominio, affidato dal Creatore all\u2019uomo, \u00e8 servizio, custodia e perfezionamento della creazione e di tutte le creature secondo il progetto di Dio; l\u2019attesa di \u00abcieli nuovi e terra nuova\u00bb fonda la speranza della creazione trasformata, ma non distrutta: Dio non ha interesse ad annullare quanto ha creato e che ha visto come molto buono.<br \/>\nNella nuova prospettiva teologica, il Catechismo della Chiesa cattolica dedica agli animali quattro numeri (dal 2415 al 2418) sotto il titolo significativo: \u201cIl rispetto dell\u2019integrit\u00e0 della creazione\u201d. Ecco le affermazioni centrali: \u00abLa signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all\u2019uomo non \u00e8 assoluta\u00bb (n. 2416); \u00abDio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine\u00bb (n. 2417); \u00ab\u00e8 contrario alla dignit\u00e0 umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita\u00bb (n. 2418). Sono cos\u00ec descritti i princ\u00ecpi di una nuova cultura che orienta alla giusta soluzione dei molteplici problemi senza pretendere che il magistero intervenga per ogni singola questione del dibattito attuale.<br \/>\nIn applicazione, \u00e8 fin troppo evidente che la caccia per sport (cio\u00e8 per divertimento) non pu\u00f2 ottenere legittimazione, meno che meno benedizione; non c\u2019\u00e8 ragione alcuna per confezionare vestiti di lusso (pellicce); la sperimentazione medica e scientifica \u2013 ammesso che sia necessaria &#8211; deve evitare, oltre la sofferenza, il rischio dell\u2019integrit\u00e0 e della vita dell\u2019animale; lo svago non legittima le feste sadiche, le corride e i combattimenti fra animali. Gli animalisti non hanno sempre ragione, ma i cristiani non dovrebbero essere secondi nel riconoscere il rispetto che si deve all\u2019\u00abintegrit\u00e0 della creazione\u00bb. Gli animali, prima che un valore strumentale per l\u2019uomo, hanno un valore finale: sono un bene per s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p><em><strong>Tratto da: Famiglia Cristiana del 06\/06\/2004<br \/>\nPerch\u00e9 pensare a un creato che pone al centro solo l\u2019uomo? E che cosa dire degli animali usati dall\u2019uomo? Io sono vegetariano da 25 anni e vedo che pu\u00f2 fare solo bene.<br \/>\nGiuseppe C. \u2013 Roma<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La questione animale \u00e8 una questione scientifica che rinvia all\u2019etologia e a scoperte sorprendenti: gli animali sono pi\u00f9 di quanto sembrano, hanno linguaggio, memoria, emozioni. Ma la questione animale \u00e8 anche religiosa: rinvia alla creazione e, per il credente, a Dio creatore. Non soltanto l\u2019essere umano, ma tutte le creature animate (piante e animali) e inanimate (cose, minerali) sono opera dell\u2019azione creatrice di Dio e termine della sua Provvidenza, intesa come creazione continuata.<br \/>\nQuesto \u00e8 vero anche se scientificamente risultasse provata l\u2019evoluzione. Nella complessa variet\u00e0 dell\u2019universo, la prima differenza \u00e8 tra la realt\u00e0 inanimata e quella animata; entro la realt\u00e0 animata, la differenza tra l\u2019essere umano e l\u2019animale. La filosofia classica definisce l\u2019essere umano come \u201canimale razionale\u201d, per dire che si collega all\u2019animale e, insieme, se ne differenzia qualitativamente grazie al pensiero creativo.<br \/>\nL\u2019insuperabile dignit\u00e0 della persona umana non toglie nulla alla dignit\u00e0 dei viventi non umani, al significato e valore che hanno in s\u00e9 stessi. Non \u00e8 essenziale dirimere la questione, posta recentemente, se gli animali abbiano o meno dei diritti. \u00c8, invece, essenziale che l\u2019essere umano sia consapevole che ha dei doveri. \u00c8 falsa l\u2019idea di superiorit\u00e0 che legittima un certo disprezzo della natura nel suo insieme e degli animali in particolare. Alcune correnti letterarie e scientifiche (forse le pi\u00f9 dominanti nella storia) hanno collocato spesso e superficialmente, da una parte, l\u2019uomo ragionevole e, dall\u2019altra, il bruto (dal latino brutus che significa stupido) per designare la bestia (da cui deriva \u201cbestialit\u00e0\u201d). Anche certi pensatori religiosi hanno creduto di esaltare la trascendenza divina disprezzando la natura e prendendo le distanze dalla medesima.<br \/>\nD\u2019altra parte, non c\u2019\u00e8 bisogno di promuovere gli animali al rango di umani per accrescerne l\u2019importanza: non sarebbe che un modo per svilire loro e chi li ha creati. La variet\u00e0 delle specie viventi forma un universo armonico, dove ogni creatura ha un valore in s\u00e9 stessa ed \u00e8 in rapporto all\u2019altra. In questa prospettiva, sia la teoria dello specismo sia al contrario quella dell\u2019uguaglianza tra uomo e animale non sono che espressioni, sebbene tra loro opposte, di disprezzo della specie animale. \u00c8 necessario conoscere le caratteristiche di ogni specie per armonizzare i nostri rapporti con la natura, di cui l\u2019uomo stesso fa parte, pur trascendendola.<br \/>\nIn opposizione a una cultura utilitarista, la teologia riconosce che gli animali, prima di un valore strumentale, hanno un valore finale: sono un bene in s\u00e9; prima che all\u2019uomo e insieme con lui fanno riferimento al creatore. Tale concezione delegittima luoghi comuni e prassi consolidate dove \u00e8 evidente la concezione strumentale dell\u2019animale: acquisire conoscenze specifiche e nuove tecniche chirurgiche con sperimentazioni che distruggono o mutilano l\u2019animale; risolvere la questione trapianti con organi di animali; certe pratiche di allevamento e di macello. Per non parlare di consuetudini estreme che passano per normali: l\u2019uso degli animali per sport e divertimenti di massa.<br \/>\nIl movimento animalista, pur con i limiti e indebite assolutizzazioni, ha contribuito a creare una nuova mentalit\u00e0 animalista che manifesta, per principio di riferimento, il rispetto che si deve all\u2019animale. In tale prospettiva, il vegetarianismo sostiene che la razza umana, attraverso un graduale processo, smetter\u00e0 di mangiare gli animali. Gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0, grandi filosofi teorizzavano l\u2019astensione dalla carne per la semplice ragione che l\u2019animale doveva essere lasciato vivere. La proposta non \u00e8 priva di dati scientifici che provano la possibilit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0 di una simile dieta, ma presuppone profondi mutamenti culturali.<\/p>\n<p><em><strong>La scienza ha intrapreso la strada dei trapianti di organi di animali biologicamente compatibili all\u2019uomo. E un teologo ha motivato questo in nome di una superiore necessit\u00e0. Non \u00e8 una contraddizione per la Chiesa proclamare la dignit\u00e0 inalienabile della vita umana e poi sottomettere ad essa tutte le altre forme?<br \/>\nNicola R. &#8211; Bari<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il pensiero tradizionale in tema di trapianti di organi da animale si potrebbe compendiare cos\u00ec: non vi sono particolari obiezioni morali, purch\u00e9 ci sia speranza di riuscita e non venga alterata l\u2019identit\u00e0 umana e le funzioni essenziali della persona, per cui sono da escludere i trapianti di organi sessuali.<br \/>\nLa convinzione di fondo \u00e8 che gli animali hanno solo funzione strumentale: sono \u201ccose\u201d, non hanno diritti, e quindi l\u2019uomo non ha doveri nei loro confronti. In tale prospettiva, l\u2019ordine cosmico \u00e8 come una grande piramide in cima alla quale sta l\u2019uomo che rivendica un potere incondizionato sull\u2019universo e su quanto esso contiene. Cos\u00ec si considera lecito usare le cose, la pianta e l\u2019animale, la cui ragione di esistere \u00e8 solo quella di essere a servizio, in vita e in morte, dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Il valore di tutte le creature<\/p>\n<p>Tale convinzione \u00e8 oggi messa in questione. Il rapporto uomo \u2013 natura va ripensato in termini nuovi. In particolare si deve rivedere la pi\u00f9 ampia questione della sperimentazione animale e non solo quella dei trapianti. Bisogna riconoscere che ogni realt\u00e0 ha\/\u00e8 al suo posto con un proprio valore e ruolo: piante, animali e quanto esiste hanno un valore di utilit\u00e0, ma, prima ancora, un valore in s\u00e9 e per s\u00e9. All\u2019ordine cosmico di tipo piramidale, in cui l\u2019uomo sta sopra e tutto il resto sotto, va sostituita una visione del creato in termini di globalit\u00e0 e interdipendenza. Il comportamento moralmente corretto pu\u00f2 essere dettato solo nell\u2019orizzonte dell\u2019amore e della solidariet\u00e0. \u201cGli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura\u2026Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro\u201d. (Catechismo della Chiesa cattolica. 2416).<br \/>\nL\u2019uomo non ha solo diritti sugli animali, ma anche doveri di custodia nel superamento di ogni forma di violenza, spreco e abuso. \u201cLa signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all\u2019uomo non \u00e8 assoluta\u2026esige un religioso rispetto dell\u2019integrit\u00e0 della creazione (Catechismo n. 2415). E\u2019 lecito allora sacrificare l\u2019animale per il bene dell\u2019uomo? La soluzione incondizionatamente possibilista di un tempo non convince. Il problema va considerato entro una nuova sensibilit\u00e0 etica. Innanzitutto \u201c\u00e8 contrario alla dignit\u00e0 umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita\u201d (Catechismo n. 2418). D\u2019altra parte, bisogna evitare di passare da un estremo all\u2019altro: se prima contavano solo le ragioni dell\u2019uomo, ora non devono contare solo quelle dell\u2019animale. Bisogna conciliare, in teoria e in pratica, le ragioni degli uni e degli altri in una visione di interdipendenza e di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Sperimentazioni cliniche<\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 fare perch\u00e9 la nuova cultura morale dia frutti fin da ora? Innanzitutto vanno riconsiderate le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali. Il Catechismo le dichiara \u201cmoralmente accettabili se rimangono entro limiti ragionevoli, perch\u00e9 contribuiscono a curare o salvare vite umane\u201d (n. 2417). Tuttavia l\u2019espressione \u201centro limiti ragionevoli\u201d \u00e8 facilmente strumentalizzabile. L\u2019azione della Chiesa deve favorire traguardi ancora pi\u00f9 rispettosi della vita non umana.<br \/>\nAttendibili dati scientifici smentiscono la necessit\u00e0 della sperimentazione animale per la ricerca medica, a favore di nuove e incruente tecniche. Inoltre una certa posizione scientifica nega valore probatorio all\u2019uso degli animali, perch\u00e9 le esperienze compiute su una specie non sono senz\u2019altro valide per un\u2019altra. Bisogna pertanto rimettere in questione la connessione tra salute umana e sperimentazione animale. Le ricerche sul modello animale devono collegarsi all\u2019etica e alla scienza: spesso non sono n\u00e9 morali n\u00e9 scientifiche, obbediscono soltanto a ragioni industriali e produttivistiche.<\/p>\n<p>Il fenomeno del rigetto<\/p>\n<p>In alternativa bisogna prestare attenzione alle sperimentazioni che si basano su studi epidemiologici, su culture di cellule e di tessuti, fino alla sperimentazione clinica dell\u2019uomo sull\u2019uomo, che \u00e8 quella che ha permesso alla medicina di progredire. In breve, l\u2019abolizione della vivisezione \u00e8 una necessit\u00e0 scientifica, sociale ed etica di grande attualit\u00e0, e va promossa in nome del progresso medico, di una ristrutturazione efficace del sistema sanitario, della nonviolenza e del rispetto della vita umana e animale.<br \/>\nNel caso dei trapianti da animale va interpretato correttamente anche il fenomeno del rigetto. Il soggetto, si sa, non convive facilmente con l\u2019organo di altra specie vivente. I ritrovati farmacologici per rimediare al rigetto potranno progredire, ma non risolveranno il problema, che \u00e8 di natura psicologica. Il rigetto pu\u00f2 essere condizionato dalla psicologia indotta dall\u2019ambiente, ma anche questa appartiene all\u2019uomo, a meno che non lo si voglia considerare estraneo ai fattori che formano il suo essere e il suo esistere.<br \/>\nIn conclusione, per diversi fattori non si pu\u00f2 dare per scontata la strada dei trapianti da animale. Forse quella da battere \u00e8 la creazione di organi artificiali. Pi\u00f9 ancora, alla scarsit\u00e0 dei donatori si pu\u00f2 ovviare con un aumento di solidariet\u00e0 tra gli umani. La scienza offre la possibilit\u00e0 di essere utili anche dopo la morte; perch\u00e9 non sfruttare questa occasione per il bene del prossimo?<\/p>\n<p><em><strong>In una parrocchia del Vicentino, per festeggiare l\u2019acquisto di un organo, hanno arrostito un vitello di tre quintali. Non si potrebbe festeggiare senza mettere allo spiedo un animale?<br \/>\nLega antivivisezione di Bassano<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il movimento animalista non perde occasione per mettere in questione vecchie abitudini e per richiamare, a volte in modo provocatorio, a una nuova sensibilit\u00e0 culturale ed etica verso gli animali e l\u2019ambiente. Il messaggio \u00e8 tutt\u2019altro che estraneo alla coscienza cristiana. La verit\u00e0 della creazione domanda che si prendano sul serio non solo l\u2019uomo ma anche le piante, gli animali e ogni realt\u00e0 creata. Le creature, prima che valore strumentale, sono un valore in se stesse. L\u2019uomo \u00e8 signore del creato e, nello stesso tempo, parte del medesimo; in quanto intelligente e libero, \u00e8 responsabile di se stesso e di tutto quanto esiste sicch\u00e9 ai diritti si accompagnano i doveri.<\/p>\n<p>Le motivazioni etiche<\/p>\n<p>Questa visione non risolve tutti i problemi concreti, ma offre un\u2019adeguata prospettiva per affrontarli in modo sapiente, e con capacit\u00e0 di aderire alla verit\u00e0 anche se non subito praticabile. La risposta ai problemi concreti, come l\u2019uso degli animali per scopi medici e per alimentazione, presuppongono una nuova mentalit\u00e0 che oggi comincia a essere compresa, almeno a livello teorico.<br \/>\nIl fenomeno del vegetarianesimo non \u00e8 nuovo: diversi gruppi umani sono stati vegetariani di fatto, senza che si ponessero particolari motivazioni. Non \u00e8 nuovo nemmeno il vegetarianesimo per motivazioni ideali o umanitarie. Nell\u2019antichit\u00e0 grandi filosofi teorizzavano l\u2019astensione dalla carne per la semplice ragione che l\u2019animale doveva essere lasciato vivere. E\u2019 nuovo invece il movimento vegetariano e la proposta di riformare, su motivazioni umanitarie ed etiche, l\u2019alimentazione umana cos\u00ec da escludere l\u2019uso della carne. Si sostiene che la razza umana, attraverso un graduale progresso, smetter\u00e0 di mangiare gli animali. Si prevede che i passi da compiere sono tanti e di difficile realizzazione. Anzitutto si tratta di mostrare come l\u2019alimentazione vegetariana abbia, dalla sua parte, corretti dati scientifici che provano la possibilit\u00e0 e l\u2019utilit\u00e0 per l\u2019uomo di una simile dieta. Il movimento vegetariano si prefigge di ottenere una prima sensibilizzazione attraverso la denuncia del modo crudele di uccidere gli animali per scopi alimentari. Si osserva che i mali legati alla macellazione non diminuiscono ma aumentano paradossalmente con il progredire della civilt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di non uccidere<\/p>\n<p>Tra le cause di questo imbarbarimento, sono le condizioni pi\u00f9 complesse della vita urbana e i percorsi, sempre pi\u00f9 lunghi, a cui vengono sottoposti gli animali dal pascolo al macello. Ovviamente non si tratta di uccidere gli animali in modo umano. L\u2019obiettivo finale mira a non ucciderli affatto: \u201cSe smettete di comprare\u2026smetteranno di uccidere\u201d. In questa direzione, si denuncia con forza l\u2019innaturalit\u00e0 dell\u2019allevamento degli animali per scopi alimentari. La vita degli animali condannati al macello \u2013 si riconosce \u2013 \u00e8 qualitativamente inferiore a come sarebbe se gli animali avessero un altro destino. Il fatto stesso che un animale sia destinato a essere allevato per essere macellato lo toglie dalla categoria degli esseri viventi e lo pone tra gli oggetti utili all\u2019uomo. Tutto questo \u00e8 indifferente dal punto di vista etico?<\/p>\n<p>Il rispetto della vita<\/p>\n<p>E\u2019 impossibile non condividere la motivazione umanitaria ed etica che \u00e8 alla base del movimento vegetariano. Non si tratta infatti di confessare una lontananza ideologica dall\u2019animale, come avviene in alcune s\u00e8tte, dove la prassi vegetariana \u00e8 motivata da un rifiuto, istintivo di ogni sostanza animale considerata quasi come cosa impura. Il movimento vegetariano, invece, fa appello al rispetto della vita dell\u2019animale. Rispettare la vita significa rispettare la bellezza e la santit\u00e0 della vita negli altri come in noi stessi, e lottare per quanto \u00e8 possibile per garantirne il completo sviluppo.<br \/>\nCertamente il cambiamento non si avr\u00e0 dall\u2019oggi al domani, sar\u00e0 frutto di una maturazione della coscienza collettiva. Il passaggio a una dieta pi\u00f9 civile \u2013 come viene chiamata \u2013 non sar\u00e0 immediato, se pure ci si arriver\u00e0. La festa, a spese di quel vitellone di tre quintali, che ha contribuito al pagamento dell\u2019organo della chiesa del paese, non pu\u00f2 essere semplicemente censurata. D\u2019altra parte, non si pu\u00f2 nemmeno scartare (come un\u2019idea guastafeste) la proposta di fare festa e lasciare vivere l\u2019animale. Il dialogo e il confronto, se condotti con civilt\u00e0 e amore della verit\u00e0, possono indicare quello che, gi\u00e0 adesso, \u00e8 possibile fare perch\u00e9 la causa degli animali divenga una causa umana. La profezia di una dieta alternativa deve collegarsi alla ragionevolezza e questa, a sua volta, deve mostrarsi capace di pensare e prevedere idee e abitudini nuove.<\/p>\n<p><em><strong>Ambientalisti, giornali e televisione stanno facendo un culto degli animali, e la mia confusione aumenta quando alcuni uomini di Chiesa danno l\u2019impressione di sostenere questo culto. E\u2019 vero che c\u2019\u00e8 stato san Francesco ma \u00e8 altrettanto vero che Dio mand\u00f2 le quaglie per sfamare gli ebrei nel deserto.<br \/>\nLuigi M. \u2013 Fosciandora (Lucca)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La Sacra Scrittura, fin dalle prime pagine, parla della bont\u00e0, della bellezza del creato e delle sue creature. L\u2019essere umano, uomo e donna, \u00e8 al vertice, lui stesso \u00e8 creatura non creatore, ha il compito di custodire, coltivare e portare a compimento se stesso e la creazione secondo il disegno del Creatore. La verit\u00e0 della creazione insegna che nulla di quanto esiste pu\u00f2 essere compreso adeguatamente se non in riferimento al Creatore. La verit\u00e0 della creazione fonda e giustifica il rispetto, anzi l\u2019amore, che si deve alle creature.<\/p>\n<p>Rapporto squilibrato<\/p>\n<p>La crudelt\u00e0 verso gli animali suscita riprovazione e condanna morale. Ma anche certe manifestazioni, cui fa riferimento il lettore, rendono perplessi, sono sproporzionate. No, non siamo ancora al culto della bestia, si tratta piuttosto di sentimentalismo che fa pensare a una sorta di confusione tra il mondo umano e il mondo animale, come se l\u2019animale sia un partner per l\u2019uomo cos\u00ec da vivere un rapporto quasi in alternativa o in sostituzione a quello propriamente umano. In questo squilibrio va posto anche il cosiddetto addomesticamento degli animali, almeno nelle modalit\u00e0 delle societ\u00e0 urbanizzate. Gli animali sono costretti a vivere in un ambiente innaturale, e tali sono le case e le strade delle citt\u00e0.<br \/>\nComunque nel rapporto uomo-animali si registrano ben altre contraddizioni. Se si guarda oltre il nostro Primo Mondo, non si fatica a osservare che mediamente il vitto di un cane italiano \u00e8 meglio di quello di un bimbo africano. Per gli animali domestici si spendono miliardi: una fiorente industria, un commercio, una pubblicit\u00e0 prosperano sugli animali. Non si pu\u00f2 liquidare questo problema con il dire che cos\u00ec si procura anche lavoro.<br \/>\nDi certo il disordine non sta in quello che in positivo si fa per gli animali, ma in quello che non si fa per le persone, senza accorgersi della contraddizione. C\u2019\u00e8 evidentemente qualcosa che non va: si \u00e8 perso il centro. E questo \u00e8 l\u2019uomo nel suo rapporto costitutivo con Dio. A partire da qui, si individua il giusto equilibrio con tutte le realt\u00e0. Quando si perde di vista il centro, allora ogni realt\u00e0 pu\u00f2 trasformarsi in assoluto e cos\u00ec si corre il rischio di dare culto (false assolutizzazioni) agli animali. Se consideriamo i problemi inerenti alla maternit\u00e0 umana e allo scempio che troppo spesso si fa della vita non ancora nata nei vari laboratori della genetica e della fecondazione in vitro, emerge una crisi di sapienza in fatto di cultura della vita. Si dimostrano solidariet\u00e0 e rispetto verso gli animali, e questo \u00e8 bene, ma poi si negano rispetto e riconoscimento agli embrioni umani, al nascituro, alla vita in et\u00e0 avanzata o malata o in qualsiasi modo handicappata.<\/p>\n<p>Doveri verso la natura<\/p>\n<p>L\u2019annuncio cristiano della bont\u00e0 e bellezza delle creature diviene subito denuncia di quanto danneggia e distrugge la vita e l\u2019ordine dell\u2019universo. La cultura occidentale, fino ad un tempo recente, non avvertiva particolari problemi etici nel rapporto con la natura e con gli animali. Si consideri, ad esempio, l\u2019ambito delle sperimentazioni condotte in modo selvaggio e senza plausibili motivazioni che giustifichino la ricerca biomedica. L\u2019uomo non crede di avere doveri, ma solo diritti. La voluntas dominandi \u00e8 accresciuta oggi dalle nuove possibilit\u00e0 di intervento. Oggi sperimentiamo le conseguenze di una cultura infausta che ha guidato la cosiddetta crescita economica anche a costo del bene dell\u2019ambiente, delle piante, degli animali.<br \/>\nIl movimento ambientalista e animalista ha il merito di richiamare all\u2019attenzione collettiva il valore dell\u2019ambiente, patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, e, per il credente, dono di Dio all\u2019intera famiglia umana di ogni tempo. La nuova sensibilit\u00e0, proposta a volte in modo aggressivo e anche unilaterale, ha contribuito ad un\u2019inversione di rotta. Non \u00e8 importante dirimere la questione se gli animali abbiano o meno dei diritti. Importante \u00e8 che l\u2019uomo si renda consapevole che ha precisi doveri, e non soltanto diritti da rivendicare. La vita non \u00e8 produzione dell\u2019uomo, non l\u2019ha creata lui, e quando l\u2019ha distrutta non pu\u00f2 pi\u00f9 ricostruirla. Le piante e gli animali, e quanto esiste, hanno certamente una ragione di utilit\u00e0 rispetto all\u2019uomo, ma in primo luogo essi hanno un valore finale, sono un valore in s\u00e9 e per s\u00e9.<\/p>\n<p>La testimonianza di san Francesco<\/p>\n<p>Il pensiero e la testimonianza di san Francesco sono pi\u00f9 efficaci di ogni discorso per acquisire finezza di sentire verso la natura e gli animali, senza indulgere a inutili smancerie.<br \/>\nFrancesco sapeva guardare al Creatore, e cos\u00ec gli si palesavano la bellezza e la grandezza delle creature. Non sentiva il bisogno di portare gli animali in chiesa, il loro ambiente e la loro chiesa sono il bosco, i prati, il mare. Egli voleva bene a tutti, conosceva ciascuno nella sua particolarit\u00e0 e per tutti aveva una raccomandazione: ai pesci di farsi furbi e di non lasciarsi pescare. La testimonianza francescana non offre di certo la soluzione bell\u2019e fatta dei problemi che si pongono alla coscienza del singolo e della collettivit\u00e0 in tema di animali, non dirime l\u2019ampia casistica di quanto \u00e8 giusto\/sbagliato nel rapporto uomo-animale. Aiuta tuttavia a nutrire rispetto verso quanto \u00e8 stato creato da Dio; distoglie dal culto delle creature, ma, insieme con loro, conduce a dare, in pienezza di gioia, lode e culto a Dio solo: \u201cLaudato sie\u2026cum tucte le tue creature\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un teologo difende il non umano: risposte alle domande sugli animali e sulla sofferenza del non umano. Padre Luigi Lorenzetti Tratto da: Famiglia Cristiana del 03\/09\/2006 Mi sono chiesta se il comandamento di non uccidere nella sua sintetica enunciazione si riferisca solo agli uomini oppure comprenda anche gli animali. 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