{"id":471,"date":"2009-05-06T17:06:06","date_gmt":"2009-05-06T16:06:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/?page_id=471"},"modified":"2009-05-06T17:06:06","modified_gmt":"2009-05-06T16:06:06","slug":"animalia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/racconti\/animalia\/","title":{"rendered":"Animalia"},"content":{"rendered":"<p>Sezione: <a href=\"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/?page_id=46\">Racconti<\/a><\/p>\n<p><strong>Animalia <\/strong><\/p>\n<p>Giuliano Sadar <\/p>\n<p>All\u2019inizio, la solita obiezione. C\u2019\u00e8 tanto da fare per gli umani, che i \u201cnon umani\u201d possono pure attendere. Detta cos\u00ec, fila liscia che \u00e8 un piacere. E l\u2019animalismo un passatempo per borghesi annoiati e disattenti ai veri problemi del mondo. In realt\u00e0, i meccanismi di questo ragionamento sono ingenui (nel migliore dei casi) o disonesti (nel peggiore) quanto quelli per cui \u00e8 necessario abbracciare la filosofia del transgenico per non far morire la gente di fame. O quelli per cui i problemi del sottosviluppo sono legati a una scarsa produzione di risorse e non alla loro iniqua distribuzione. Subito un esempio per chiarirci: un manzo adulto ogni giorno consuma una quantit\u00e0 di vegetali dodici volte superiore a quella di un umano. Lo sviluppo dell\u2019industria della carne richiede quindi uno sfruttamento di alimenti vegetali che da soli permetterebbero di sfamare un miliardo di persone. I milioni di ettari di foresta tagliata nel terzo mondo per farne pascoli (esercizio profittevolissimo per le multinazionali degli alimenti), sono terra tolta ai contadini, costretti ad emigrare nelle citt\u00e0 e a lavorare nei macelli, e distruzione della biodiversit\u00e0. E quando ci\u00f2 non \u00e8 possibile, la logica del profitto consente in Occidente allevamenti intensivi (di polli, bovini, suini, visoni, struzzi, cavie da sperimentazione) dove la manodopera \u00e8 ridotta al minimo e il rendimento cadaveri\/ora \u00e8 massimo. Catene di montaggio di morte dove gli animali, imbottiti di tranquillanti, estrogeni e altre schifezze, vivono nella sofferenza nell\u2019attesa della fine. Catene di montaggio. Di morte. Dove le urla di dolore e disperazione dei non umani vengono vissute con abominevole distacco della specie superiore. E\u2019 breve attesa per i vitelli, ad esempio, lasciati anemici per soddisfare le nostre voglie da culi pieni di carne delicata e bianca, che lasciano nella disperazione le loro mamme. S\u00ec, le mucche. E allora? La morte pi\u00f9 o meno atroce, dipender\u00e0 dal buon cuore degli umani. I quali poi si ammaleranno di tumori all\u2019apparato digerente o di patologie cardiocircolatorie per le loro gozzoviglie di grassi animali. Discorsi distanti? No, vicinissimi. Li vedete dentro la vostra bistecca o nel vostro panino di mortadella. O nella confezione a basso prezzo nel superdiscount. <\/p>\n<p>Per un animalista (parola stupida, come se non fossimo tutti animali\u2026), il problema sta a monte: l\u2019animale \u00e8 essere capace di provare dolore, paura, angoscia, condizioni necessarie e sufficienti per venir rispettato come essere vivente. Tutto diverso dallo specismo stile WWF. Ma l\u2019obiezione, anche qua: l\u2019uomo ha un livello di coscienza e di arbitrio che lo rende diverso e superiore. Attenzione: \u00e8 la stessa logica che fece dire ad altri umani che i nati \u201cmale\u201d, i portatori di handicap non servono, quindi vanno eliminati. E cos\u00ec i vecchi, e cos\u00ec le donne, e cos\u00ec i diversi\u2026 <\/p>\n<p>E\u2019 questo il nodo che sinora non \u00e8 stato sciolto. I diritti degli uomini, in gran parte del mondo sono traditi e vilipesi. Ma i diritti degli animali non sono riconosciuti dagli uomini, soprattutto gli uomini sfruttati. Perch\u00e9 il nemico \u00e8 il medesimo. E il pensiero \u201cdemocratico\u201d accusa su questi temi un ritardo di anni-luce. In questo, figliato della stessa tradizione giudaico-cristiana che mette l\u2019uomo appena sotto Dio. Lo sfruttamento degli esseri non umani \u00e8 quindi legato alle stesse logiche di dominio di quello degli umani. E l\u2019imbarbarimento dei rapporti fra umani frutto dell\u2019economia di mercato, ha portato a un imbarbarimento dei rapporti fra umani e animali. <\/p>\n<p>Altro esempio? I pellerossa. Annichiliti, pi\u00f9 che sterminati. Stragi, certo. Ma la loro eliminazione come soggetto storico e sociale, \u00e8 passata attraverso lo sterminio dei bufali, che, all\u2019arrivo dei primi colonizzatori bianchi, popolavano le terre dell\u2019Ovest americano. I pellerossa avevano con i bufali un rapporto di stretta simbiosi ed ecosostenibilit\u00e0. Ne cacciavano e ne uccidevano quel che bastava per il loro nutrimento, usavano il pelo per scaldarsi, le ossa per costruire utensili. E li veneravano come fonte di vita. Lo sterminio, sistematico e mirato, operato dai cacciatori bianchi a met\u00e0 \u2018800 (nell\u2019ordine dei milioni di capi) ha tolto alle culture pellerossa identit\u00e0 e autosufficenza economica e alimentare. Tanto che poi \u00e8 stato facilissimo per i colonizzatori estendere la dominazione totale su terre spogliate dei loro naturali abitanti \u201cnon umani\u201d. <\/p>\n<p>Oggi la forbice che separa la percezione dei diritti umani e i diritti \u201cnon umani\u201d si \u00e8 amplificata a dismisura. Accompagnata da una allucinante schizofrenia: si sprecano le professioni sul rispetto per gli animali, si piange per il proprio cagnolino morto, magari per cause naturali, mentre l\u2019animale della cui carne ci si nutre, non esiste. Non ci si cura di quanto sia stato sfruttato e umiliato, malnutrito quando era in vita. \u201cSe i macelli avessero i muri di vetro, tutti diventerebbero diverrebbero vegetariani\u201d, fa un detto. Ma prima dei macelli, punto d\u2019arrivo cruento della filiera di morte, vengono gli allevamenti. Alle galline ovaiole, vere e proprie macchine da produzione di uova, tenute vive sino a quando serve, stipate in loculi ridottissimi, una vicina all\u2019altra, vengono somministrati calmanti e, spesso, tagliato il becco perch\u00e9 non si feriscano fra loro. I pulcini diventano polli in 40 giorni, invece che sei mesi, perch\u00e9 vengono tenuti in ambienti con luce accesa e imbottiti di antidepressivi e antibiotici. I pulcini non considerati \u201cidonei\u201d a diventare polli o le pulcine non considerate idonee a diventare galline ovaiole, vengono triturati vivi appena nati, e vanno a costituire materiale per i mangimi animali: che per pi\u00f9 di dieci anni sono stati somministrati ai bovini, erbivori, costretti a diventare carnivori per sopravvivere. Con il placet dei baroni della zootecnia. In ossequio al falso mito, circolato per anni in Italia, che la ricerca deve coniugarsi all\u2019industria per avere un senso. Esistono allevamenti di fagiani \u201cpronta caccia\u201d, liberati poi in natura per diventare bersaglio dei cacciatori delle aziende faunistico-venatorie (all\u2019Arcicaccia e a Legambiente non fischiano le orecchie?), e non sopravvivono neppure la prima notte, per il disappunto dei cacciatori, perch\u00e9 muoiono di stenti, o predati, dato non riescono neanche a volare sugli alberi, perch\u00e9 un albero non sanno neppure cosa sono. Una cifra: solo in Italia nel 2000 gli allevamenti di fagiani \u201cpronta caccia\u201d hanno \u201cprodotto\u201d pi\u00f9 di due milioni e mezzo di animali. <\/p>\n<p>Tocchiamo solamente di striscio l\u2019argomento della vivisezione e degli esperimenti su animali. L\u2019obiezione anche qui \u00e8 tanto ovvia quanto superficiale, e dice che con il \u201csacrificio\u201d di animali permette la messa a punto di medicinali e cure utili per l\u2019uomo. Sarebbe obiezione su cui fermarsi almeno a riflettere, se non fosse che esistono modelli vivisettivi virtuali (troppo costosi\u2026) e se non fosse che gli esperimenti vengono fatti soprattutto per testare l\u2019allergenicit\u00e0 di saponi e bagnoschiuma, di prodotti per la casa, di prodotti petroliferi. Proprio in questi giorni \u00e8 nel mirino di una campagna animalista la Huntington Life Sciences, societ\u00e0 anglo-americana che effettua esperimenti su animali su commissione. Alla Hungtinton muoiono circa 180.000 animali all\u2019anno. Il \u201cgiro di affari\u201d \u00e8 sterminato. Per dare un\u2019idea, solo in Italia, secondo la SHAC (Stop Hungtinton Animals Cruelty, sito www.shac.net), la Hungtinton Life Sciences ha o ha avuto come clienti Aventis, Bayer, Biotech Italia, Bristol-Myers Squibb BV, Chiron, Dow Corning Corporation, DuPont, DuPont Pharma, Eli Lilly, Glaxo Wellcome, Merck, Merial Italia, Monsanto, Novartis, Parke-Davis, Pharmacia &#038; Upjohn International, l\u2019Istituto di Ricerca di Biologia Molecolare, Roche, Searle Farmaceutici, Shell Italia, Smithkline Beecham farmaceutici, Yamanouchi Pharma. <\/p>\n<p>Gli animali sono sempre pi\u00f9 merce da consumare, priva di una propria dignit\u00e0, immessi in mercati lucrosissimi e globali. Il mercato delle specie esotiche e selvatiche a livello mondiale \u00e8 minore come giro d\u2019affari solo al traffico mondiale di droga. E anche qui, il massimo della schizofrenia. Ci si scandalizza del leone in gabbia nella villa del camorrista, per l\u2019orso ammalato nello zoo (altro discorso delicato, che qui non tocchiamo), ma non ci si volta neppure per le tartarughe che da decenni vengono importate a milioni dagli allevamenti americani della Louisiana per venire a morire nelle vaschette di casa nostra. Sino a qualche anno fa, la percentuale di sopravvivenza al primo anno di vita era di una su dieci. Sono animali a sangue freddo, difficili da allevare con successo in cattivit\u00e0. Ma questo gli allevatori, gli importatori e i gestori di negozi di animali non lo dicono. La storia delle tartarughe d\u2019acqua vendute come animali d\u2019affezione \u00e8 sintomatica per capire come funzionano gli interessi nel mercato globale. Dagli anni \u201960 sino a quattro anni or sono, dagli Stati Uniti, via aeroporto di New Orleans, arrivavano in Europa sino a 8 milioni di tartarughe \u201cdalle orecchie rosse\u201d dette cos\u00ec per una striscia rossa che disegna i lati del loro muso. Dopo che, finalmente, le associazioni animaliste e conservazioniste statunitensi erano riuscite a far entrare le \u201corecchie rosse\u201d nell\u2019Allegato II CITES, lista che raccoglie gli animali dichiarati a rischio di estinzione e quindi protetti, la Comunit\u00e0 europea nel 1997 ha bandito l\u2019importazione in Europa di questi animali. Ma gli allevatori hanno facilmente aggirato la norma, catturando e mettendosi ad allevare specie ibride, ipocritamente chiamate \u201ccugine\u201d delle \u201corecchie rosse\u201d, liberamente esportabili in tutto il mondo perch\u00e9 non facenti parte della lista CITES. E questo vale per tutti i tipi di rettili, gli iguana, i camaleonti, vittime ultima sarco-moda dell\u2019animale \u201cstrano\u201d in casa. <\/p>\n<p>Questo scritto, inevitabilmente superficiale, ha trattato solo una parte dei problemi. L\u2019uomo \u2013 parafrasando una felice espressione usata dalla Lega Antivivisezione in un suo manifesto &#8211; dovrebbe finalmente dichiarare la pace agli animali dopo aver fatto loro guerra da secoli. Ma l\u2019uomo, specie nel secolo appena trascorso, non ha dichiarato guerra agli animali per gioco. Gli animali sono oggetto di sfruttamento. Il loro sfruttamento \u00e8 direttamente proporzionale al profitto degli umani. Gli animali non hanno sindacati. Solo gruppi spesso considerati dai pi\u00f9 \u2013 anche a sinistra \u2013 manipoli di sconsiderati acchiappasogni. <\/p>\n<p>E invece le logiche dello sfruttamento degli animali (come cibo industriale, oggetti di affezione, cavie, oggetti di divertimento, fornitori di materiali per oggetti spesso inutili) sono strettamente, drammaticamente correlate alle stesse logiche di dominio proprie dello sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo. <\/p>\n<p>Giuliano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sezione: Racconti Animalia Giuliano Sadar All\u2019inizio, la solita obiezione. C\u2019\u00e8 tanto da fare per gli umani, che i \u201cnon umani\u201d possono pure attendere. Detta cos\u00ec, fila liscia che \u00e8 un piacere. E l\u2019animalismo un passatempo per borghesi annoiati e disattenti ai veri problemi del mondo. 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