{"id":431,"date":"2009-05-06T16:27:38","date_gmt":"2009-05-06T15:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/?page_id=431"},"modified":"2009-05-06T16:27:38","modified_gmt":"2009-05-06T15:27:38","slug":"vegetalieni","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/racconti\/vegetalieni\/","title":{"rendered":"VegetAlieni?"},"content":{"rendered":"<p>Sezione: <a href=\"http:\/\/www.lasaggezzadichirone.org\/site\/?page_id=46\">Racconti<\/a><\/p>\n<p><strong>Francesco Guerini: brevi riflessioni sul vegetarianismo<\/strong><\/p>\n<p><strong>I &#8211; VegetAlieni? <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso mi trovo, da vegetariano, a discutere coi compagni di vita sull&#8217;opportunit\u00e0 delle mie scelte e a doverle motivare e difendere. Non trovo giusto limitare il dibattito alla sfera privata e perci\u00f2 uso lo spazio di \u201cLiberi\u201d. L&#8217;argomento non manca di interesse e quindi: perch\u00e8 vegetariani? Cosa significa questa scelta? Perch\u00e8 parlarne su \u201cLiberi di decidere\u201d, una pubblicazione di sinistra? <\/p>\n<p>Le cose non sono slegate: essere di sinistra significa anche non tollerare l&#8217;oppressione, desiderare giustizia, equit\u00e0, sostenibilit\u00e0, in due parole riconoscere diritti all&#8217;altro; il vegetariano \u00e8, di solito, colui che fa di questi principi i cardini morali della propria esistenza, non limitandosi alla sfera dei rapporti umani ma allargandoli all&#8217;intero sistema delle cose animate e senzienti (capaci di pensare e di provare sentimenti). Tutti, ma proprio tutti, abbiamo diritto di vivere una vita degna di essere vissuta, nelle forme che la natura ci consente, niente pi\u00f9. <\/p>\n<p>Credo che questo non sia contestabile nemmeno dallo scettico pi\u00f9 accanito, anzi credo che accettare questo principio segni una grande evoluzione della civilt\u00e0, insita nel processo di crescita civile come l&#8217;abolizione della schiavit\u00f9 e l&#8217;antirazzismo. In effetti il vegetarismo \u00e8 in crescita in tutto il mondo, anche in Italia dove i vegetariani sono circa un milione e mezzo. Senz&#8217;altro parlare di diritti degli animali far\u00e0 sbuffare i pi\u00f9 \u201cimpegnati\u201d che preferirebbero discutere di diritti umani e poi, eventualmente, dedicarsi agli animali perch\u00e8, appunto, sono solo animali. Oltre a ricordare che anche gli uomini sono animali cito una frase di Theodor Adorno: \u201cAushwitz inizia quando si guarda un macello e si pensa: sono solo animali\u201d. Il filosofo ci apre gli occhi: il dolore \u00e8 lo stesso per chiunque abbia un sistema nervoso centrale ebrei o vitelli, dolore \u00e8 dolore (e per molti gli ebrei erano \u201csolo ebrei\u201d). <\/p>\n<p>Consapevolmente quindi il vegetariano si rifiuta di uccidere perch\u00e8 riconosce all&#8217;altro il diritto alla vita, si rifiuta di uccidere per nutrirsi perch\u00e8 i meccanismi di produzione del \u201ccibo\u201d negano agli animali la propria \u201canimalit\u00e0\u201d, relegandoli allo stato di macchine da carne o da latte, annientandone i diritti e contemporaneamente sottraendo risorse utili al pianeta (come l&#8217;acqua e il suolo coltivabile). <\/p>\n<p>In sostanza il vegetarismo si fonda sul totale assoluto rispetto del mondo, della vita e dei diritti altrui. <\/p>\n<p>Mi domando cosa pi\u00f9 di questo incarni l&#8217;essere di sinistra? Chiss\u00e0 che il tempo della salamella non volga al meritato declino. <\/p>\n<p>Francesco<br \/>\nczec@libero.it<br \/>\nwww.oltrelaspecie.org<br \/>\nwww.ahimsa.it<\/p>\n<p><strong>II &#8211; VegetAlieni? <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>Fortunatamente parlare di vegetarismo e diritti animali ha dato frutto grazie alla risposta di un anonimo lettore (biologo, forse) all&#8217;articolo di giugno. <\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 spazio per pubblicarla ma voglio comunque sintetizzarla e analizzarla in quanto riflette l&#8217;atteggiamento medio dell&#8217;opinione pubblica nei confronti delle politiche animaliste (e non solo). <\/p>\n<p>Nel colpevole articolo di giugno affermavo la necessit\u00e0 di \u201criconoscere all&#8217;altro il diritto alla vita\u201d, e \u201callargarli [i diritti] all&#8217;intero sistema delle cose animate e senzienti\u201d e per questo sarei \u201crazzista\u201d perch\u00e8 non coinvolgerei vegetali e batteri, anch&#8217;essi capaci, in misure diverse, di percepire sensazioni attraverso i sistemi immunitario e endocrino; questa capacit\u00e0 percettiva minerebbe (secondo il lettore) la base etica dei vegetariani, cio\u00e8 quegli individui che dicono di rispettare tutti e invece infieriscono su piante e batteri, che causano il buco nell&#8217;ozono col frigorifero di casa, che inquinano l&#8217;aria con l&#8217;automobile, che dovrebbero smettere di \u201cdarsi degli alibi\u201d per non \u201cmigliorare le cose veramente\u201d. <\/p>\n<p>Certo il fatto che un vegano consumi il 75% di risorse in meno (acqua, suolo, alimenti&#8230;) rispetto ad un carnivoro non conta niente. <\/p>\n<p>I vegetariani mancherebbero di coerenza mentre il coerentissimo carnivoro non fa differenza: tutto \u00e8 utile a riempirsi la pancia, che siano animali che amano la propria madre o forme di vita semplici fa lo stesso di fronte alla necessit\u00e0 di cibo e vestiti. <\/p>\n<p>Invece ci sono differenze che vanno riconosciute e ci sono strade diverse per risolvere i problemi. <\/p>\n<p>Chi sceglie la via vegetariana fa molto, se non riesce a fare tutto non vuol dire che sbagli: se il signor Schlinder (\u201cthe Schlinder List\u201d) pensando fra s\u00e8 e s\u00e9 \u201c\u00e8 inutile, non potrei salvare tutti gli ebrei\u201d non avesse mosso un dito sarebbe stato molto peggio (qualcuno crede il contrario?). <\/p>\n<p>Si fa ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare. Il vero alibi lo cerca chi ci dissuade con le motivazioni di una maggioranza, di una cultura, di una scienza e di una societ\u00e0 dominanti, col solo motivo di non doversi assumere le stesse scomode responsabilit\u00e0 (concorderete che \u201cmaggioranza\u201d non \u00e8 \u201cverit\u00e0\u201d). <\/p>\n<p>Il risultato finale, quello di rendere meno nefasta la presenza dell&#8217;uomo sul mondo, si pu\u00f2 raggiungere anche astenendosi dall&#8217;allevare animali per ucciderli e trasformarli come oggetti per mangiarseli, distribuendo in modo sostenibile le risorse destinate all&#8217;allevamento. Screditare non giova. Incontriamoci e una strada condivisa si trover\u00e0. <\/p>\n<p>Francesco<br \/>\nczec@libero.it<br \/>\nwww.oltrelaspecie.org<br \/>\nwww.ahimsa.it<\/p>\n<p><strong>III &#8211; VegetAlieni? <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>Il viaggio verso la Festa Nazionale de l&#8217;Unit\u00e0 a Bologna,<br \/>\nquest&#8217;anno \u00e8 stato occasione vera di dibattito politico. Con i<br \/>\ncompagni della mia Sezione \u00e8 nato un discorso\/scontro sul<br \/>\nvegetarismo (ovvio!) da cui credo germoglier\u00e0 qualcosa.<br \/>\nL&#8217;ambiente culturale del dibattimento \u00e8 quello di sempre: un misto<br \/>\ndi forte disinformazione e di incolpevole superficialit\u00e0 che<br \/>\nimpediscono la comprensione profonda delle conseguenze del nostro<br \/>\ncomportamento alimentare.<\/p>\n<p>Questa volta, con una battuta, si discuteva sulla scelta dei<br \/>\nvegani di non bere latte: mi si ripeteva \u201cse la mucca non la mungi<br \/>\nsta male\u201d per giustificare la sudditanza cui i bovini sono<br \/>\ncostretti.<\/p>\n<p>Purtroppo questa osservazione (sostenuta da un diploma in agraria<br \/>\ne dall&#8217;attivit\u00e0 familiare) non considera che la base della<br \/>\nsofferenza animale siamo noi uomini che abbiamo estraniato intere<br \/>\nspecie dai loro comportamenti naturali (per il discutibile motivo<br \/>\ndi trarne il massimo profitto): oggi una mucca produce 10 volte il<br \/>\nlatte che produrrebbe in natura, per renderla \u201cproduttiva\u201d \u00e8<br \/>\nnecessario ingravidarla (artificialmente) e allontanare il vitello<br \/>\nche altrimenti berrebbe il latte destinato alla vendita. Il<br \/>\npiccolo viene poi stazionato in una \u201ccella\u201d sollevata da terra o<br \/>\nin un igloo di cemento a poca distanza dalla madre, in attesa di<br \/>\nessere macellato (se \u00e8 maschio) o indotto alla produzione del<br \/>\nlatte (se \u00e8 femmina).<\/p>\n<p>L&#8217;impossibilit\u00e0 di contatto fra madre e cucciolo, che spesso si<br \/>\nvedono ma che non possono raggiungersi, fa soffrire entrambi<br \/>\n(ovviamente): se non potessi raggiungere mia madre io soffrirei,<br \/>\nfiguriamoci se sfruttassero il mio metabolismo per lucrare (vedo<br \/>\ngi\u00e0 le nuvolette sopra le vostre teste \u201cma \u00e8 solo una mucca, tu<br \/>\nsei un uomo perdio!\u201d ma voglio evitare un commento).<\/p>\n<p>I veterinari che affiancano l&#8217;allevamento invece di garantire la<br \/>\nsalute psicofisica dell&#8217;animale si sono impegnati per trarre dalla<br \/>\nbestia tutto il possibile e le vacche (in questo caso) vengono<br \/>\nspremute come limoni.<\/p>\n<p>Limitarsi ad una visione restrittiva come quella del \u201cse non la<br \/>\nmungi sta male\u201d non ci lascia vedere che la sofferenza \u00e8 la base<br \/>\ndel nostro trattamento degli animali d&#8217;allevamento (in natura una<br \/>\nmucca non ha mai avuto bisogno di essere munta dall&#8217;uomo, ci pensa<br \/>\nil vitello).<\/p>\n<p>Dobbiamo vedere le cose come sono: inique.<br \/>\nFortunatamente una volta giunti alla Festa Nazionale de L&#8217;Unit\u00e0 ho<br \/>\ngoduto nel vedere un ristorante proporre nel men\u00f9 piatti<br \/>\ncompatibili con le mie idee e il mio modo di fare politica.<br \/>\nSegno che FORSE la sinistra comincia a capire che fra le vittime<br \/>\ndella sofferenza non ci sono solo uomini.<\/p>\n<p>Francesco<br \/>\nczec@libero.it<br \/>\nallevamento<br \/>\nENRICO MORICONI (veterinario), Le fabbriche degli animali, Ed. Cosmopolis, 2001<\/p>\n<p><strong>IV &#8211; VegetAlieni? <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli<br \/>\nanimali fuggivano, un colibr\u00ec volava in senso contrario<br \/>\ncon una goccia d&#8217;acqua nel becco<br \/>\n\u00abCosa credi di fare?\u00bb gli chiese il leone<br \/>\n\u00abVado a spegnere l&#8217;incendio\u00bb rispose il piccolo volatile<br \/>\n\u00abCon una goccia d&#8217;acqua?\u00bb disse il leone con un sogghigno<br \/>\ndi irrisione ed il colibr\u00ec, proseguendo il volo, rispose<br \/>\n\u00abIo faccio la mia parte!\u00bb<\/p>\n<p>Questa breve storia l&#8217;ho letta sull&#8217;ultima nota informativa<br \/>\ndell&#8217;associazione ProgettoGAIA che ha lanciato una campagna,<br \/>\nchiamata appunto \u201cIo faccio la mia parte\u201d, che ci invita, per un<br \/>\ngiorno alla settimana, al consumo equo e sostenibile. Le<br \/>\nindicazioni di ProgettoGAIA si concentrano in primo luogo (il<br \/>\npunto fondamentale) sul consumo di alimenti di derivazione<br \/>\nanimale, in secondo luogo su altri comportamenti virtuosi come<br \/>\nutilizzare mezzi pubblici anzich\u00e9 privati, acquistare<br \/>\ndall&#8217;agricoltura biologica, dal commercio equo, da associazioni e<br \/>\ncooperative.<\/p>\n<p>Come mai si d\u00e0 precedenza al \u201cnon mangiar carne, uova e latticini\u201d<br \/>\nrispetto ai \u201ccomportamenti sostenibili\u201d che tutti riconoscono?<br \/>\nLa misurazione dei fatti rivela che la produzione e il consumo di<br \/>\nderivati animali \u00e8 fortemente impattante sull&#8217;ecosistema terrestre<br \/>\ned umano: pi\u00f9 del traffico e del riscaldamento domestico.<br \/>\nRiporto solo due esempi:<\/p>\n<p>\u2015 guidare per un giorno una automobile americana produce 3Kg di<br \/>\ngas serra, produrre un hamburger (uno solo) di carne di manzo in<br \/>\nCosta Rica (molta carne occidentale viene dalle foreste<br \/>\nsudamericane) ne produce 75Kg<\/p>\n<p>\u2015 per nutrire adeguatamente tutti coloro che oggi muoiono per<br \/>\ndenutrizione \u00e8 neccessaria una quantit\u00e0 di grano (12.000.000<br \/>\ntonnellate) che sarebbe disponibile se il 10% dei cittadini<br \/>\namericani rinunciasse alla carne (nota*)<\/p>\n<p>Insomma, anche se tutti viaggiassimo in bicicletta non potremmo<br \/>\nottenere gli stessi benefici ecologici derivanti dalla rinuncia<br \/>\nalla carne.<\/p>\n<p>La goccia per spegnere l&#8217;incendio pu\u00f2 essere portata da ognuno di<br \/>\nnoi rinunciando un solo giorno alla settimana a carne, latte,<br \/>\nformaggi, riducendo di un terzo la propria Impronta Ecologica sul<br \/>\npianeta (per quel giorno).<\/p>\n<p>Ridurre questi consumi (possibilmente fino a eliminarli) \u00e8 quanto<br \/>\nmeglio si possa fare per la salute del pianeta e dell&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\nInvito tutti i lettori a visitare sul web ProgettoGAIA (che d\u00e0<br \/>\nmaggiori e pi\u00f9 dettagliate informazioni) ed aderire, secondo un<br \/>\nprincipio caro alla Sinistra, ad una iniziativa che rid\u00e0 forza al<br \/>\ncomportamento individuale in difesa del bene comune. Non solo<br \/>\nquello degli uomini.<\/p>\n<p>Francesco<br \/>\nczec@interfree.it<br \/>\n(nota*) centinaia di dati, completi di fonti bibliografiche, su:<br \/>\nwww.progettogaia.org<br \/>\nwww.alimentazionesostenibile.org<\/p>\n<p><strong>VegetAlieni? 2004-02 <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>In un corso sui luoghi della salute presso il Politecnico di Milano \u00e8 stato organizzato un bell&#8217;incontro coi rappresentanti di una nota istituzione di raccolta fondi per la ricerca medica.<br \/>\nLa relatrice ci spiegava che uno dei rami di ricerca fondamentali della medicina contemporanea (dai &#8217;70 ad oggi) \u00e8 la genetica. Ci veniva illustrato, assieme ai grandi passi avanti, che nella mappatura conosciuta del genoma ci sono piccole sequenze delle quali non si conosce il significato definite \u201cjunk-dna\u201d (dna spazzatura); per decifrarli sono stati effettuati dei confronti con specie diverse dalla nostra e fatti nascere in laboratorio esemplari animali (moscerini ma non solo) con dna modificato senza le sequenze \u201cjunk\u201d.<br \/>\nOvviamente sono nati (!) individui animali diversi da quelli naturali che sono poi stati studiati.<br \/>\nMi sono permesso di fare due domande (una legittima, l&#8217;altra provocatoria):<\/p>\n<p>1.Dal momento che alcuni stimati esponenti della ricerca medica ritengono inefficace e pericolosa per l&#8217;uomo1 la sperimentazione su animali non potrebbe darsi che la ricerca genetica sugli animali potrebbe dare esiti diversi (e pericolosi) sugli umani?<br \/>\n2.E quindi non sarebbe potenzialmente pi\u00f9 utile sperimentare direttamente sull&#8217;uomo?<\/p>\n<p>In sintesi le risposte sono state le seguenti<\/p>\n<p>1.Si, in effetti non si conoscono con precisione le conseguenze della sperimentazione e in alcuni casi la ricerca sugli animali ha disatteso le aspettative, purtroppo \u00e8 l&#8217;unico strumento che abbiamo per far progredire la scienza.<br \/>\n2.Sarebbe sicuramente pi\u00f9 utile sperimentare sull&#8217;uomo ma (parafrasando) \u201cnon siamo come Mengele\u201d .<\/p>\n<p>La conclusione che ne traggo \u00e8 che gli addetti alla salute hanno in testa solo quella umana (non quella del mondo, in nome della \u201csuperiorit\u00e0 umana sulle altre specie\u201d) e che non siamo noi a pagare i successi del nostro benessere (parassiti?).<br \/>\nSecondo la dottoressa questi sono pensieri \u201cpoco razionali\u201d, (\u00e8 vero, non per questo non sono legittimi) ma il pensiero razionale non ci giustifica sempre.<br \/>\nSi aborre il paragone con Mengele; francamente (e personalmente) non vedo differenze nell&#8217;impostazione: i soggetti su cui si studia non sono consenzienti, non trarranno giovamento dalla ricerca e non si possono difendere di fronte ad un gruppo di soggetti dominanti (nelle stesse condizioni io impazzirei, e anche la dottoressa, credo).<br \/>\nIn un periodo in cui sta finalmente crescendo la consapevolezza che il nazismo fu una delle massime espressioni della razionalit\u00e02 in ogni campo forse ci si accorger\u00e0 delle lancinanti somiglianze tra Mengele e un laboratorio di ricerca.<br \/>\nE del mare d&#8217;ingiustizia della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Francesco<br \/>\nczec@interfree.it<\/p>\n<p>1 Dr. Stefano CAGNO, Gli animali e la ricerca, Ed. Riuniti 2002<br \/>\n2 Charles PATTERSON, Un&#8217;Eterna Treblinka, Ed. Riuniti 2003<\/p>\n<p><strong>VegetAlieni? 2004-03<\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>La natura \u00e8 una madre terribile. \u00c8 sufficiente imbattersi in un documentario naturalistico per assistere all&#8217;orrido mangiare\/essere-mangiati cui si riduce lo svolgimento della vita su questo pianetino.<br \/>\nRicordo con angoscia una scena in cui un lupo affamato divora un neonato di foca nel momento preciso in cui esce dall&#8217;utero della madre, che impegnata nel parto non \u00e8 in grado di fuggire e mettersi in salvo col suo piccolo: ricordo lo sguardo della madre foca, l&#8217;immenso grido di ghiaccio dei suoi occhi, l&#8217;inutile vita del neonato, venuto al mondo per finire nello stomaco di un lupo. Che significato ha avuto il suo passaggio nel mondo?<br \/>\nDavanti a questo sembra impossibile poter fare qualcosa per limitare l&#8217;infinito strazio delle cose viventi e tutto sembra inutile.<\/p>\n<p>Eppure rimuginando lungamente sulla questione credo che l&#8217;impronta umana sulla biosfera sia ancora peggiore dell&#8217;orrore fatale della natura.<br \/>\nSiamo l&#8217;unica specie ad aver pianificato la vita delle altre (animali e vegetali) a nostro uso e consumo. Ci\u00f2 che succede nelle stalle e nei laboratori di ricerca non \u00e8 meno ingiusto della natura, nel cui disegno le cose avvengono per necessit\u00e0 ultima di sopravvivenza (che giustifica tutto).<br \/>\nAl contrario il rapporto &#8216;umani\/resto-del-mondo&#8217; \u00e8 strutturalmente rivolto al benessere\/progresso della sola specie umana, non alla sua sopravvivenza in simbiosi con l&#8217;ambiente.<br \/>\nUn&#8217;esempio dell&#8217;antropocentrismo sfrenato? Dopo aver causato le varie epidemie di mucca pazza e polli avvelenati alla diossina a chi ne ha fatto pagare le coseguenze? Agli umani responsabili o ai MILIONI di mucche e polli (e chiss\u00e0 chi altro) ammazzate e incenerite per la sicurezza del mercato e della salute pubblica? (quella degli uomini naturalmente, gli animali vadano pure al rogo purificatore).<\/p>\n<p>Non gi\u00e0 per sopravvivenza ma per garantirci agi, comodit\u00e0 e privilegi cui il nostro stile di vita ci ha abituati: ipernutriti, ipermobili, troviamo tutto al supermercato senza conoscere minimamente la storia del prodotti che acquistiamo, se hanno causato danni all&#8217;ambiente o sofferenza di altri esseri viventi (avete mai visto un camion per il trasporto dei maiali al macello? Quando vi capita cercate il loro sguardo).<\/p>\n<p>Preoccuparsi \u00e8 impegnativo, ma \u00e8 impossibile provarci?<\/p>\n<p>Eppure per limitare lo strazio, la sofferenza del mondo basterebbe semplicemente scegliere cosa mangiare, cosa indossare, quali vacanze, ecc, quali sono le azioni e i comportamenti da cui astenersi.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 possibile progredire senza infierire sul mondo.<\/p>\n<p>\u2013Sai, oggi ho salvato una donna da uno stupro!<br \/>\n\u2013E come hai fatto?<br \/>\n\u2013Semplice, mi sono trattenuto.<\/p>\n<p>Francesco<br \/>\nczec@interfree.it<\/p>\n<p><strong>VegetAlieni? 2004-04 <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>Si avvicina la Pasqua.<br \/>\nEssendo stato cattolico per diversi anni so che si tratta della festa pi\u00f9 importante, quella che d\u00e0 il senso alla teologia cristiana: il tripudio della resurrezione di Cristo immolato per i peccati dell&#8217;uomo ridona all&#8217;umanit\u00e0 la speranza della redenzione (mi scuso per la descrizione sbrigativa).<br \/>\nFin qui niente male.<br \/>\nLa Chiesa insiste nella liturgia su Cristo-Agnello che si offre in sacrificio per l&#8217;umanit\u00e0 intera. La sua figura commovente rende chiaro il dolore che Ges\u00f9, agnello, vittima innocente, bianca e pura, accetta coscientemente di subire per amore nostro.<br \/>\nTutto ci\u00f2 \u00e8 limpido e toccante.<br \/>\nDa sempre non capisco, invece, come questo ammirabile sentimento possa precipitare tristemente nella solita squallida legge del pi\u00f9 forte.<br \/>\nNel mondo cattolico l&#8217;agnello \u00e8 nel giorno di Pasqua, l&#8217;ingrediente principale del pranzo della festa.<br \/>\nFortunatamente, anche in tempi di professione di fede non ho dato credito a questa usanza barbara di nutrirsi di neonati.<br \/>\nTrovo veramente contraddittorio che una religione che vuol&#8217;essere portavoce di un Dio d&#8217;amore possa nel suo giorno pi\u00f9 importante conciliare un comportamento oggettivamente crudele come questo.<br \/>\nL&#8217;agnello e il macellaio: l&#8217;immagine di uno scontro vile e impari che urla tutta la sua ingiustizia (per questo forse l&#8217;agnello \u00e8 il simbolo dell&#8217;innocenza).<br \/>\nI simboli sono importanti, \u00e8 quindi poco chiaro come possa sussistere il paragone fra il sacrificio del venerd\u00ec santo e l&#8217;esecrabile mattanza di cuccioli messi al mondo appositamente per saziare i fedeli nel giorno della festa. Come si pu\u00f2 festeggiare la resurrezione del Cristo-agnello simbolico divorando agnelli vivi e reali?<br \/>\nAi miei occhi miscredenti il messaggio appare illeggibile.<br \/>\nSar\u00e0 forse un rito per interiorizzare il corpo del sacrificio di Ges\u00f9, ma per far questo c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 la comunione.<br \/>\nAl di la dei significati teologici e dei simboli pur necessari all&#8217;uomo di fede credo invece che sia solo un gesto feroce e vigliacco e mi chiedo se la fede ha ancora bisogno di queste manifestazioni e dimostrazioni?<br \/>\nFaccio appello ai cattolici perch\u00e8 si astengano da questa abitudine fredda e incivile e nel caso fosse troppo tardi chiedo a tutti di meditare (e non di pregare perch\u00e8 ufficialmente la Chiesa ha affermato che gli ANIMAli non hanno ANIMA e non hanno un aldil\u00e0) se sia pi\u00f9 cristiano preservare una vita o assolvere ad un&#8217;abitudine millenaria? Un rito ci rende uomini migliori e migliori credenti o forse \u00e8 la compassione per gli altri a farlo?<br \/>\nSe Cristo ha scelto di immolarsi i cuccioli certamente no, privi come sono [a causa nostra] della facolt\u00e0 di decidere della propria vita e della propria la morte.<br \/>\nFrancesco<br \/>\nczec@interfree.it<\/p>\n<p><strong>VegetAlieni? 2004-05 <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>Progettogaia \u00e8 un&#8217;associazione animalista (ne faccio parte) che promuove nuovi stili di vita per sostenere l&#8217;equilibrio naturale terrestre.<br \/>\nIn questi giorni nel gruppo di discussione on line si dibatte aspramente sulla necessit\u00e0 che tutti gli iscritti debbano essere veg*ani (vegetariani\/vegani).<br \/>\nSi distinguono due linee di pensiero: la prima, largamente minoritaria, \u00e8 quella rappresentata dai non vegetariani, che difendono il diritto di essere animalisti\/ambientalisti pur nutrendosi di carne, il secondo, maggioritario, ritiene incoerente che ci si definisca animalisti senza essere veg*ani e invita i carnivori a meditare (e in alcuni casi anche ad andarsene).<br \/>\nIl caso mette in evidenza quel rigore ideologico comune agli animalisti, a tante parti della Sinistra e in genere a chi vede l&#8217;ingiustizia e vi si oppone: non si \u00e8 disponibili a trattare.<br \/>\nEssendo vegano penso che un\u2019animalista credibile come tale debba assumersi responsabilit\u00e0 definitive e smettere di nutrirsi di carne, per usare un&#8217;abusato retorico refrain diciamo che \u00e8 il caso farlo \u201csenza se e senza ma\u201d.<br \/>\nQuesto perch\u00e9 la condizione animale oggi \u00e8 talmente intrisa di sofferenza che \u00e8 moralmente inaccettabile continuare a infierire.<br \/>\nTuttavia penso che un&#8217;altra buona ragione per la diffusione del vegetarismo OGGI sia il suo alto grado di sostenibilit\u00e0 contro il costo ambientale della dieta carnea, che divora su tutta la linea &#8216;produttiva&#8217; le risorse di tutti a beneficio di una parte infinitesima della popolazione mondiale (di TUTTI gli abitanti della terra, non solo degli uomini). Accetto di buon grado quindi il veg*ismo di matrice ambientalista.<br \/>\nDiventando vegan si riduce di tre quarti la propria impronta ecologica, molto pi\u00f9 di quello che si potrebbe sommando risparmio energetico, biologico, utilizzo di mezzi pubblici invece che privati, boicottaggio alle multinazionali, eccetera(*)<br \/>\nPer questo \u00e8 necessario che veg*ani e onnivori si incontrino nell&#8217;intenzione di un cammino che al rispetto della vita degli altri come imprescindibile segno di civilt\u00e0 e giustizia affianca negli effetti un miglioramento sostanziale delle condizioni ambientali: cominciando dalla misura di cui si \u00e8 capaci (far quel che si DEVE, nella misura in cui si pu\u00f2) per giungere al veg*ismo.<br \/>\n\u00c8 necessario e giusto accogliere nei gruppi animalisti a maggioranza veg*ana coloro che intendono \u201cessere parte\u201d di un gruppo che agisce per un mondo meno ingiusto di quello di oggi, impegnandosi individualmente (e responsabilmente) a fare POLITICA scegliendo di non alimentare sistemi che sfruttano e fanno soffrire gli altri e il mondo.<br \/>\nFrancesco<br \/>\nczec@interfree.it<br \/>\n(*)<br \/>\nwww.progettogaia.it<br \/>\nwww.saicosamangi.info<br \/>\nwww.oltrelaspecie.org<\/p>\n<p><strong>VegetAlieni? 2004-06 <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>In questo primo anno di VegetAlieni? ho spesso affermato che la dieta vegan riduce del 75% la nostra impronta ecologica. Un&#8217;amica mi ha chiesto di motivare il dato, comprensibilmente incredula.<br \/>\n\u00c8 normale rimanerne sbigottiti perch\u00e9 non si ha pi\u00f9 la cognizione della storia produttiva degli oggetti\/alimenti che acquistiamo ogni giorno. Il sistema di vendita delle grandi catene commerciali e dei marchi ha annullato la curiosit\u00e0 su ci\u00f2 che sta \u201cdietro\u201d i prodotti (mezzi necessari alla nostra vita).<br \/>\n\u00c8 ormai nota la leggenda metropolitana dei ragazzini di citt\u00e0 che non riescono a collegare l\u2019immagine del pollo confezionato con l\u2019animale che talvolta in campagna si vede razzolare nei cortili.<br \/>\nLo scollamento tra l&#8217;oggetto comprato e la sua storia favorisce il sistema di produzione\/vendita perch\u00e9 non stimola il consumatore (questo noi siamo) a voler conoscere cosa sta comprando, di cosa \u00e8 fatto e come \u00e8 stato fatto, cancellando a monte possibili remore e scrupoli morali.<br \/>\nUno degli strumenti principali della societ\u00e0 umana odierna \u00e8 l&#8217;uso dell&#8217;immagine come mediazione fra i soggetti: l&#8217;immagine \u00e8 l&#8217;interfaccia fra gli individui, ci\u00f2 che consente loro di comunicare. Questo sistema \u00e8 tanto affascinante quanto rischioso quando si finisce per vedere solo ci\u00f2 che si vuol far vedere e solo ci\u00f2 che si vuole vedere.<br \/>\nSi generano vuoti d&#8217;informazione che possono danneggiare il consumatore che, secondo le proprie aspettative, riceve dal prodotto solo l&#8217;immagine stimolante, garantita dalla sicurezza del marchio.<br \/>\nPer correttezza \u00e8 necessario ricordare che le aziende non sono necessariamente impegnate a truffare la gente e che i processi produttivi, sono comunque conoscibili attraverso semplici indagini.<br \/>\nA questo punto ci domandiamo di nuovo: come \u00e8 possibile che un vegan consumi un quarto delle risorse consumate da un onnivoro\/carnivoro?<br \/>\nCos\u00ec:<br \/>\nchi consuma carne\/latticini deve nutrire anche tutto il processo necessario alla loro \u201cproduzione\u201d: dal mangime per gli animali (semina, irrigazione, raccolto, trasformazione dei cereali semplici in mangimi, trasporto, ecc&#8230;), all&#8217;allevamento (stalle e macchinari, abbeveraggio*, lavoro, ecc) alla macellazione (trasporto, uccisione e smembramento del corpo, conservazione e confezionamento) fino all&#8217;attribuzione di un&#8217;immagine commerciale (design del prodotto\/packaging, lavorazione).<br \/>\nTutto questo comporta spese energetiche e materiali (anche solo in termini di energia elettrica e di acqua) che per un vegan non sono necessarie in quanto si passa dalla fase agricola a quella del consumo, saltando tutte le fasi intermedie.<br \/>\nCi avreste mai pensato di fronte ad un hamburger?<br \/>\nFrancesco<br \/>\nczec@interfree.it<br \/>\n(*)<br \/>\nuna mucca da latte beve fino a 200 litri d&#8217;acqua al giorno (da:www.saicosamangi.info)<\/p>\n<p><strong>VegetAlieni? 2004-07 <\/strong><br \/>\nFrancesco Guerini <\/p>\n<p>Possiamo dirlo: le ultime elezioni amministrative ci hanno regalalato qualche soddisfazione,in particolare con la presenza di Agostino Alloni alla vicepresidenza provinciale.<\/p>\n<p>Alloni \u00e8 una persona attenta alla gestione del territorio, portatore di una cultura di rispetto dell&#8217;ambiente naturale, tuttavia il programma elettorale desta preoccupazioni e sensazioni di deja v\u00f9.<\/p>\n<p>Alla base dell&#8217;insoddisfazione c&#8217;\u00e8 una considerazione fondamentale che pu\u00f2 essere introdotta da una domanda:<\/p>\n<p>di chi \u00e8 il territorio?<\/p>\n<p>E in secondo luogo:<\/p>\n<p>chi\/cosa fa parte dell&#8217;ambiente?<\/p>\n<p>Provo a rispondere partendo dalla seconda e in modo molto semplice: l&#8217;ambiente comprende tutto.<\/p>\n<p>Sembra riduttivo ma provate a pensare ad uno spazio fisico estraneo alla condizione di \u201cambiente\u201d: semplicemente non \u00e8 possibile, perch\u00e8 ogni avvenimento in un luogo del pianeta genera conseguenze sui luoghi circostanti e sulle forme viventi che li abitano.<\/p>\n<p>Si configura un&#8217;idea di \u201cambiente\u201d come l&#8217;insieme del territorio e dei suoi abitanti, in relazione con altri luoghi e abitanti vicini. Anche le nostre citt\u00e0 (con noi abitanti) sono \u201cambiente\u201d n\u00e8 pi\u00f9 n\u00e8 meno delle porzioni di campagna con i fossi e i campi agricoli coltivati a mais.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 pi\u00f9 facile rispondere alla prima domanda: il territorio \u00e8 di tutti coloro che lo abitano. Per \u201ctutti\u201d si intendono tutte le forme di vita che hanno bisogno di quel territorio per vivere e che quindi naturalmente lo abitano: alberi, rane, uomini, pesci, uccelli, ecc&#8230; generalmente (e storicamente) la natura ne regola il numero, secondo le specie, in base a dinamiche di mantenimento dell&#8217;equilibrio dell&#8217;eco-sistema, col risultato finale di perpetuare le condizioni ambientali favorevoli alla vita.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo al contrario considera \u201cl&#8217;ambiente\u201d come terra propria e sorgente di \u201crisorse\u201d spaziali e naturali destinate ad alimentare un ciclo che non \u00e8 pi\u00f9 quello ecologico ma \u00e8 limitato alla cultura umana e alle sue necessit\u00e0: il centro della questione non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;ambiente nel complesso ma solo l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Lampante dimostrazione di questo fatto sono tutte queste politiche di \u201ctutela\u201d del territorio, presenti anche nel programma provinciale, volte a eliminare gli individui \u201ceccedenti\u201d di questa o quella specie animale o vegetale (spesso introdotte dall&#8217;uomo) dimenticando che i pi\u00f9 infestanti siamo noi: lottizzazioni \u201cimmerse nel verde\u201d, strade, cave, coltivazioni (tutta la superficie disponibile non urbanizzata) e il nostro numero sempre crescente di individui.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio politico sostanziale all&#8217;ambiente presente e futuro \u00e8 quello di eliminare gli animali in eccesso (facendo felici le associazioni di caccia e pesca) o cominciare noi per primi a consumare meno spazio, meno energia, meno acqua, meno ambiente?<\/p>\n<p>Francesco<\/p>\n<p>czec@interfree.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sezione: Racconti Francesco Guerini: brevi riflessioni sul vegetarianismo I &#8211; VegetAlieni? 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