Caccia alla volpe e lobby politica trasversale italiana

Saggistica: Lettere eretiche

L’esigenza di avere un peso politico ed economico diventa sempre più importante, sia per riuscire ad entrare nei dibattiti dei Forum sociali e dei partiti vicini alle tematiche verdi, mettendo in primo piano le nostre problematiche, sia per cominciare a contrastare con le medesime armi lobbistiche, trascendendo anche i partiti, i nostri nemici: cacciatori in primis.
L’esempio che ci viene dall’Inghilterra descritto dalla lettera di Paolo Ricci, ci informa sulla possibilità che esiste di formare una vera lobby e rafforza le nostre motivazione a trovare un’unione che trascenda i nostri colori politici di fronte alla scelta di votare o meno un partito a seconda che sia o no integro e coerente con i valori che promette rispetto alle nostre questioni.
Serve solo volontà e coordinamento. Dobbiamo trovare il modo di esercitare una pressione politica ed economica, e abbiamo tutte le carte per farlo, basta vedere i numeri che analizzano la nostra realtà paragonata a quella dei cacciatori (vedi lettera).
La lettera di Paolo Ricci lancia solo un’idea, descrivendo la situazione inglese paragonata all’italiana, sta a noi farne un programma di azione.

CACCIA ALLA VOLPE INGLESE
E LOBBY POLITICA TRASVERSALE ITALIANA

(Idee per una lobby politica animalista sull’esempio anglosassone)

Londra, 16/11/02

Devo dire che le avevo viste tutte, ma osservare il serpentone di 400.000 persone, nella grande manifestazione pro-caccia, snodarsi per Londra mi aveva lasciato esterrefatto. Dopo 14 miliardi di anni dal Big Bang, dopo un milione d’anni dall’apparizione dell’homo erectus, dopo 2.600 anni dalla predicazione di Gothama Buddha e del Mahavira Jaina, 821 anni dopo la nascita di Francesco d’Assisi, in un paese come l’Inghilterra con una percentuale del 7% di vegetariani – una minoranza sparuta, che rappresenta lo 0,36% della nazione aveva organizzato una fiumana di popolo che marciava per difendere il diritto allo sterminio d’altri esseri viventi contro la stragrande maggioranza del paese che gli era profondamente avversa.

Pochi giorni prima, nel parco di Wimbledon Common, i miei due cani delinquenti, Max e Omero, avevano visto un coniglio abbandonato e gli avevano dato la caccia. In quel momento era accorso un gruppo di donne urlanti, come prefiche di un coro greco, che aveva cominciato a coprirmi d’improperi per aver lasciato liberi i cani. Ero riuscito a fermare i due mostri in tempo e a spiegare alle menadi urlanti che non mi ero accorto della presenza del povero coniglio. Cenere sulla testa. Una delle donne aveva con sé un telefonino: dopo una brevissima telefonata, era arrivata una Jeep con tre Rangers che, raccolto il coniglio, lo avevano immediatamente portato in salvo. Tutto si era svolto in pochi minuti. Ero stupefatto e ammirato per l’efficienza dell’operazione di salvataggio. Ecco: nel paese dei Rangers che arrivano alla velocità del suono per il soccorso di un animale abbandonato, sfilano 400.000 persone che si battono per il diritto alla caccia, ovvero per il diritto al massacro armato di esseri senzienti.

Le avevo viste tutte, avevo preso parte, a Londra, alle grandi marce contro la guerra del Vietnam, ma vedere 400.000 cacciatori e amici dei cacciatori – un numero mai visto neanche durante l’insurrezione dei contadini capeggiati da John Ball e da Wat Tyler nel 1381 – sfilare per le vie del centro, mi aveva lasciato interdetto. Non credevo ai miei occhi. Avevo visto bambini con cartelli “I love hunting” – Io amo la caccia – (ovvero: amo la possibilità di trucidare a fucilate creature inermi) marciare con i padri, insieme alla nobiltà feudataria, ad attori del cinema, a nuovi ricchi, a mummie essiccate dell’aristocrazia e a calciatori alla Davids – Benetti; ma quello che vidi a Cromwell Road fu sorprendente al punto di lasciarmi boccheggiante sul marciapiede.

Nella nazione che Ghandi definì la più buddista, nel senso di compassionevole, tra le nazioni europee, per il suo rispetto verso altre forme di vita, nel paese ove i vegetariani ripeto – sono il 7% su una popolazione di 59.5 milioni di persone (e i cacciatori 215.000 pari allo 0,36%), un enorme manifesto, almeno 10 metri per tre, troneggiava sulle teste dei passanti. Si vedeva: a sinistra un uomo incappucciato con passamontagna e mitra, a destra un tipo sui sessanta con cappello texano alla Bush e lo sguardo fiero da cow boy dello Yorkshire – una copia sbiadita di uno John Wayne all’amatriciana (o se preferite al fish & chip) – con un beagle tra le braccia. Quando vidi l’enorme cartellone pensai per un momento a una campagna di reclutamento dell’ IRA, poi ad una reclame un po’ audace di qualche Dolce e Gabbana angliota; e mi ci volle un po’ di tempo per capire il significato dell’uomo armato “Freed Imprisoned?” ” Liberato- Imprigionato?” era scritto nel manifesto, a sinistra appariva l’eterna Union Jack in quei giorni tristemente ammainata per lo spiovente malizioso di Ronaldino – con le parole Free Country e Real CA scritte nel cuore del vessillo.

Per farla breve: il cartellone informava il pubblico britannico – nel tempo di Bin Laden – che i cacciatori – o se si preferisce una scheggia impazzita (mica tanto!) dei cacciatori – avevano creato un gruppo terroristico chiamato Real CA, ispirati dalla compagine terroristica che si era scissa dall’IRA per formare un secondo raggruppamento in grado di continuare la lotta abbandonata dalla vecchia organizzazione.

Ero allibito: per quattro panettoni avvelenati dall’ALF in Italia era venuto giù il mondo, mentre in Inghilterra i cacciatori stavano creando un’organizzazione terroristica per difendere i loro diritti di minoranza odiata dalla stragrande maggioranza del popolo: l’audacia! L’incredibile audacia! I cacciatori avevano informato il mondo che stavano ricorrendo alle armi!!! Sì, sembra roba fantozziana, ma questa minoranza infuriata ha prodotto una “pasionaria” locale, una nuova Budicca (la regina che insorse contro i romani) che imperversa con il volto mascherato, come un’autentica terrorista – massacra conigli, a capo di un gruppo d’uomini, travestiti da Rambo, pronti a terrorizzare i deputati favorevoli all’abolizione della caccia alla volpe. Sotto il fuoco (si fa per dire) di questa “Baader Meinhof al roast beef” sono stati esposti i deputati laburisti: Morley, Barley, Cawsey, Quinn che hanno ricevuto autentiche minacce.

Un parlamentare inglese, Morlin, ha detto: immaginate se un gruppo di sinistra se ne fosse venuto fuori con un’idea malsana del genere cosa sarebbe successo. Immaginate, amici, un manifesto trotzchista nella capitale che invita – neanche troppo velatamente – al terrorismo: sarebbe stata la fine del mondo! Questi invece possono fare tutto quello che vogliono e nessuno dice niente! L’aristocrazia e l’alta borghesia hanno spinto il proletariato rurale e una massa di simpatizzanti verso la rivolta; il Daily Telegraph, giornale moderato dei Conservatori, ha scritto senza mezzi termini che era giunto “il momento di sfilarsi i guanti”: un chiaro invito alla violenza.

La rivolta era giustificata dai reali: il Principe Carlo – che dicono conversi beatamente con le piante – aveva scritto lettere in difesa della minoranza rurale “oppressa” affermando in soldoni che il governo si cura più dei neri e dei pakistani che del proletariato agricolo. Camilla Parker, la sua amante cavalla, si era offerta di prendere parte alla manifestazione ed era stata fermata all’ultimo momento dai cortigiani terrorizzati; insomma sembrava che i cacciatori fossero diventati una minoranza all’Amistad: africani venduti a negrieri portoghesi e traditi dal proprio governo. Ma si… difendiamo tutte le minoranze anche quelle dei neonazisti e considerando il notevole numero – quella dei pedofili, ci mancherebbe. E già che ci siamo: lasciamo spazi anche agli amici di Bin Laden! E perché no, anche ai vampiri transilvanici! I figli di Diana – che era stata avversa al massacro delle volpi – dopo un possente lavaggio del cervello- avevano espresso la volontà di prendere parte alla manifestazione. Nuovamente i cortigiani impensieriti avevano bloccato l’insalubre idea. Mi auguro che queste dichiarazioni non siano dimenticate e minino alla base l’istituzione monarchica già notevolmente traballante. Milioni di animalisti non dimenticheranno. Almeno lo spero. I grandi feudatari avevano appoggiato la protesta del proletariato rurale: c’erano oltre 1000 posti di lavoro da salvare. Se ne strafottevano i lord dei posti di lavoro, ma faceva loro comodo utilizzare la disperazione del proletariato locale per spingere alla rivolta. Stessa logica della guerra in Vietnam: se non ci fate costruire bombe da buttare su quei maledetti musi gialli, noi che mangiamo? Cosa mangiano i nostri piccoli se non gettiamo il napalm sui loro figli? Come ci compriamo la macchina nuova? E le pellicce per le nostre mignotte come le acquistiamo?

Rileggo con meraviglia l’audacia delle minacce, affermazioni incredibili in una democrazia avanzata: stato d’anarchia, ponti bloccati nella capitale, fiumi di sangue (sic!), niente caccia = niente benzina; la paralisi del paese per la questione “volpi”: o ci lasciate dilaniare le volpi con le mute dei nostri cani o vi paralizziamo questo fottuto paese. Sono rimasto perplesso e inorridito dal tono e dalla violenza delle minacce. Pop star, attori del cinema, parvenue, imprenditori arricchiti dal capitalismo tatcheriano, nuveau riches, Madonna e consorte, tutta la paraphernalia umanoide del massacro sembrava aver riscoperto la tradizione, il gusto del sangue, per riprendere le pratiche mostruose dell’aristocrazia vittoriana: il massacro immane d’esseri inermi e indifesi. Giorgio V sterminava dicono un milione di uccelli ogni anno. Tra i 400.000 amanti del sangue c’erano anche i calciatori. Vinnie Jones un ex centrocampista, con tendenze psicotiche, diventato attore di film violenti era presente. L’Alfa e l’Omega del calcio inglese sono per molti George Best e Vinnie Jones. Best era l’eleganza e la delizia del calcio personificata, Jones era il suo opposto: uno spaccagambe inveterato che raccoglieva cartellini rossi come la Vispa Teresa i fiori e non aveva la passione di Benetti per i canarini. Insomma una massa di persone, mai vista prima, si era mossa per preservare oscene tradizioni ma qual’è stato il risultato di questa grande jacquerie bucolica?

Il risultato? Se fai andare 400.000 persone in piazza ma hai il 72% della popolazione contro ti attacchi mi si perdoni il francesismo al dirindello. Se Bertinotti manda in piazza 400.000 persone non è automaticamente abilitato al governo. Se Fini è acclamato da mezzo milione di persone presso il Duomo di Milano non diventerà necessariamente Presidente del Consiglio. Se Moretti organizzerà un girotondo di 200.000 persone il governo non cadrà. E le cifre sono quelle: il 72% della popolazione inglese aborre la caccia. Il 28% la tollera e non l’ostacola. I cacciatori sono in Inghilterra 215.000 su una popolazione di 59.5 milioni di persone. Cioè lo 0,36% della popolazione britannica: il resto è silenzio come diceva il vecchio William!

Cosa hanno fatto le organizzazioni animaliste britanniche davanti ad una manifestazione epocale di quella portata? Sono rimaste intimorite e tremebonde? Hanno cominciato con la geremiade dei figli della luce nostrani (siamo deboli, loro forti, noi siamo poveri e loro hanno il potere economico, noi non contiamo niente, ma un giorno lontano… e giù con l’eterne pippate degli impotenti!)? No! Hanno alzato il tiro. Hanno puntato direttamente all’abolizione della caccia “tout court”. Ho qui davanti a me una cartolina che invita il deputato locale ad appoggiare un “total ban”, un bando totale della caccia, NOW. Ora! Ho una lettera della “League Against Cruel Sports” che conferma: “… siamo vicini, NOW, ora, a un bando totale della caccia… ”

Il capo dei Conservatori, Duncan Smith, con grande acume politico, ha galoppato la rivolta dei cacciatori. Idea brillante: la marcia di avvicinamento verso i Laburisti ha immediatamente subito una brusca frenata nei sondaggi. Prima della marcia Blair era al 39% e Smith al 34%, dopo la marcia la forbice si è allargata: Blair ha raggiunto il 43% e Smith è sceso al 32%.

In soldoni: tu metti in piazza 400.000 persone ed io alzo il tiro e chiedo che quella pratica selvaggia che alcuni sadici chiamano sport – svanisca dal mio paese. Tu mi sferri un pugno in pancia e io ti afferro i testicoli e te li stringo. Tu vuoi la guerra? E io punto direttamente alla giugulare. Tu minacci il terrorismo? E io mando i “saboteur” mascherati per i campi a scombussolarti e frenare la tua malefica, barbarica ossessione. Colpo contro colpo altro che Giuseppisti e Francescani, quisquilie e rock’n roll delle anime belle e buoniste! Colpo contro colpo. Muro contro muro. Evitando la violenza, se possibile, altrimenti usandola solo di rimessa. E senza timore. Un animalismo muscolare? E perché no?

Certamente, alcune cose malgrado il loro orrore hanno un sapore fantozziano. Ci vorrebbe un Albertone britannico per riprodurre sullo schermo la lotta intestina del movimento pro-caccia. Nel cuore del movimento sanguinario esplodono faide comiche e preoccupanti. Il proletariato urbano si rivolta contro i grandi lord che cercano di strumentalizzare la protesta e parla apertamente di violenza: “Ma che stiamo a seguire quelle quattro checche impomatate?” Già, la proletarizzazione della caccia. Ricordate Fantozzi? L’aristocrazia e la grande borghesia nei carri armati, il proletariato e la piccola borghesia, vestiti da Rambo, intorno a un cespuglio contro l’ultima lepre. O contro l’ultimo passero. Le grandi conquiste della sinistra nostrana: se spara Agnelli spara anche Cazzambumbolo di Fresca di Sotto.

Il consumismo ci ha portato al massacro. Il benessere, paradossalmente, ha condotto le masse all’abominio. Ci ha donato le macchine, le televisioni e lo sterminio. Un esempio? Nel 1937 i cacciatori erano 350.000 negli anni 60′, durante il boom economico divennero 2.200.000. Tutti a sparare! Ma si… ammazziamo tutto quello che vive e poi andiamo a gustarci Inter Juventus, la Ferrari vincente di Shumacher e il tormentone del Trap o non Trap! Massacriamo fringuelli, passeri, cormorani, allodole, gabbiani, storni, germani reali, peppole, e chi più ne ha più ne metta. Spappoliamo a fucilate cento milioni di bestie con 25 mila tonnellate di piombo e avvoltoliamo il massacro nel tricolore bucato dell’avo Covatta della Fallaci o quello del presidente Ciampi il Geppetto tanto amato da Benigni che ha firmato le deroghe per accontentare 707.359 cacciatori e ha così sputato in faccia a 2.900.000 vegetariani, milioni di animalisti non vegetariani (non so come definirli) e alla stragrande maggioranza degli italiani che aborre la caccia. Chissà cosa dice la compassionevole Donna Franca al riguardo.

I dati essenziali e vitali che indicano la crescita coscienziale di un popolo, le spie sicure del livello di comprensione verso il non umano di una nazione sono:

la crescita o il declino del numero dei vegetariani;

la crescita o il declino del numero dei cacciatori;

il rapporto tra il numero di abitanti di un paese e il numero dei vegetariani;

il rapporto tra il numero di abitanti di un paese e il numero dei cacciatori;

Un dato italiano preciso lo abbiamo: crescita esponenziale dei vegetariani e di conseguenza di coloro che rispettano altre forme di vita. Un aumento continuo che porterebbe i vegetariani a diventare – secondo Eurispes e Repubblica (18 sett.02 pag. 17- Cronaca) – la maggioranza del popolo italiano nel 2050 (2.900.000 nel 2002, 7.000.000 nel 2010, 21.000.000 nel 2030, 30.000.000 nel 2050). Crollo abissale e continuo del numero dei cacciatori (che procedendo di questo passo dovrebbero essere estinti verso il 2007, nel 1980 erano 1.701.853; ora sono 707.359.)

Tanto per essere chiari in percentuale i vegetariani sono il 5 % della popolazione italiana e i cacciatori l’1,2%! Ma Ciampi, Berlusca, Fassino, Gasparri e il delizioso Storace ecc… ecc… ignorano stupidamente il fenomeno.

Colpa di chi? Ma di gente come noi che non sa muoversi nella modernità.

Noi siamo una massa di fessi che non sa utilizzare la propria forza, mentre i cacciatori sono una lobby sparuta e declinante che sa usare la propria in maniera stupenda! Ecco l’amara verità. E questo è un mondo che cambia con rapidità: una grande nazione come la Germania ha l’8% della popolazione vegetariana pari a 5.704.000 persone su 81. 486. 000 abitanti.

L’Inghilterra il 7% (nel 1985 era al 2,6%), Irlanda 6%, la Svizzera il 4% (e sta pensando a un grande referendum per l’abolizione della caccia). Negli Usa ci sono in questo momento circa 48 milioni di vegetariani, il mondo cambia a una velocità impressionante. Coloro che rispettano altre forme di vita crescono in maniera deliziosamente allarmante. Calcolate il numero dei cacciatori europei e paragonatelo al numero dei vegetariani, lo zoccolo duro e fortemente minoritario dell’animalismo: 6 milioni di cacciatori contro qualcosa come 20 milioni di vegetariani e contro milioni e milioni di “animalisti non vegetariani”. Prendete il Regno Unito. I cacciatori sono 215.000, mentre i vegetariani almeno 5 milioni. E coloro che rispettano altre forme di vita? Il 72% di 59.5 milioni. Ormai far sottostare masse compassionevoli ad orrori perpetrati dallo 0,36 % della popolazione sta diventando folle e molto pericoloso. O si risolve pacificamente o la compassione sfocerà nel terrore.

Nel Regno Unito o la caccia chiuderà nel 2004 o vedremo una proliferazione di gruppi di “Saboteur”. Il mondo ormai va verso una maggioranza che viaggia spedita verso la sequoia pluricentenaria di Julia Hill, abbandonando il mondo medioevale oscurantista della minoranza mirabilmente rappresentata da Mariano Della Vedova – il sublime scrittore della lettera epocale pubblicata da Repubblica il 18 agosto 2002 (nella sezione Lettere). Quella lettera gli animalisti dovrebbero scolpirla nel marmo e conservarla come i musulmani i tre pilastri diabolici nella Valle Di Mina. Quelle poche righe, piene di livore, contengono tutto l’orrore dello sciocchezzaio cattolico – antropocentrico specista. Solo il consigliere provinciale siciliano Lo Nero è stato superiore a Della Vedova con la sua brillante trovata (la genialità va riconosciuta) dell’offerta di 50.000 lire in cambio della testa di un randagio. Quelle di Della Vedova, comunque, sono parole di pura infamia che andrebbero per sempre ricordate. L’odio verso gli animali è espresso con chiarezza inaudita, e la pratica della compassione è definita una degenerazione anglosassone di damerini e cittadini.

La lettera si conclude con un rimpianto: la chiesa che tuonava verso coloro che davano da mangiare agli animali invece che agli affamati (ve lo immaginate Della Vedova tra i volontari nel Rwanda?) ora tace. Incredibile. E poi la finezza teologica filosofica – cartesiana: gli animali non hanno un’anima sono solo macchine organiche (sic!) In soldoni: se faccio a fette il mio cucciolone Max quello guaisce perché è una macchina non perché sente dolore! Eccovi serviti Giuseppisti Francescani! Ecco l’essenza del pensiero perverso, antropocentrico, cattolico dove ha portato il mondo: un oceano di sangue, di strazio e di dolore causato da questo persistente oscurantismo! E voi ci fate perdere tempo con San Giuseppe… ma per favore!

Per non parlare dell’Islam! Un dio d’amore? Visitate, come dice Schopenhauer, una foresta tropicale dove tutti divorano, inghiottono, masticano, digeriscono e defecano tutti; e ditemi dove l’avete intravista questa cosmica intelligenza bonaria. Ci vuole ben altro per uscire dall’orrore che questi sogni buonisti e mielosi!

Insomma che fare?

Quello che dicono in tanti. E’ necessario costituire una lobby politica trasversale composta da persone che rispettano il non umano. Vegetariani e non vegetariani, animalisti e non animalisti, insomma tutte persone che siano aperte alla compassione verso l’alterità. Una lobby politica simile alle grandi lobby che già esistono in altri paesi avanzati, capace di trascendere le differenze ideologiche per consegnare un “pacchetto” di voti al partito disposto ad aiutare la causa degli ultimi della terra. Sic et simpliciter! Belzebub ferma il massacro? E noi votiamo Belzebub. Davanti alla carneficina, all’orrore, all’oceano di sangue, l’ideologia cessa di aver significato.

La lobby dissolvente dei cacciatori lo fa con gran capacità e costanza. Quando la sinistra difende i cacciatori sparando le solite ripugnanti banalità, sarà bene ricordarle che l’Arciccaccia rappresenta l’11% dei cacciatori (83.306 su 707.359), e noi siamo, solo come vegetariani, il 5% della nazione. Rifletta su questo la sinistra che spudoratamente ci ignora! Me lo ricordo l’Assessore DS di una cittadina toscana, vicino a dove vivevo, quando mi spiegava che “i cacciatori non si toccano! Portano voti con le loro famiglie!” “E i milioni d’animalisti non portano voti?” Chiedevo io innocentemente. E lui mi guardava e sospirava, come parlando ad un fesso: “ma quelli non contano niente!”. E aveva ragione!

La mafia – scusate l’osceno ma pertinente esempio – fa questo in Sicilia e funziona. Spinge masse di voti nella direzione che vuole. Avevate promesso di alleggerire il 41bis e non l’avete fatto? E allora noi cambiamo partito. Riina fischiava e i voti di Andreotti si spostavano verso Craxi. Compatti! Quando noi saremo in grado di far questo la battaglia sarà vinta. Ripeto: il resto è silenzio, come diceva il vecchio Shakesperare!

Trascendere le diversità ideologiche è doloroso e necessario, il detto di Montanelli del “turarsi il naso” è perfetto e rimane “conditio sine qua non” per procedere oltre attività marginali che non risolvono molto. Bisogna cominciare a pensare in grande. La compassione senza forza serve a poco e diventa impotenza e frustrazione. Le grandi lobby americane trascendono le divisioni ideologiche.

Ripeto: l’abbandono della scelta ideologica è per molti (e per il sottoscritto) un prezzo terribile da pagare ma necessario. I Verdi non condannano la caccia? Allora niente voti. Chi ci appoggia prende i voti. Semplice! Siete contro la caccia? E noi vi votiamo e vi portiamo 200.000 voti. Siete favorevoli alla caccia? E noi cercheremo di erodervi la striminzita maggioranza. In quante città conta un pugno di voti?

Importante è apparire. Importante è che un’entità esistente (o nuova) diventi il centro motore della futura lobby. Si comincia con un’organizzazione embrionale per poi giungere ad una grande lobby che incalza spietatamente gli uomini politici a livello nazionale e locale. E in un paese ove un pugno di voti può contare per far vincere uno schieramento, è impossibile che una lobby non funzioni.

Non l’abbiamo mai fatta? Ma su diciamocelo con un nuovo francesismo: noi siamo una massa di coglioni e i cacciatori, gente abilissima, che ha per anni ricattato i partiti in Italia con una forza paurosamente decrescente; ed è mai possibile che in un paese di quasi tre milioni di vegetariani (che, ripeto, cito solo come zoccolo duro dell’animalismo) coloro che rispettano il non – umano non siano in grado di contrastare quest’assurdità vergognosa e umiliante? Ci sono grandi interessi economici? Le fabbriche d’armi sfornano 334.726 fucili, lo Stato guadagna 400 miliardi l’anno per le attività venatorie, ecc… ecc… e allora? Se questa è la logica reintroduciamo la schiavitù per ridurre il costo del lavoro! E non esistono multinazionali dei vegetariani? E la Mc Carthy, la moglie del Beatle, che ha fatto? Cosa mangiano i vegetariani? Erba secca? E se i vegetariani e gli animalisti acquistassero solo prodotti di organizzazioni contrarie alla caccia e alla sperimentazione su esseri viventi?

L’economia del biologico sta creando nuove produzioni, e nuovi mercati, un giro di affari enorme che contrasta la produzione industriale e la manipolazioni genetica dei prodotti. Il mercato del biologico vale in Italia 1550 milioni di euro. Di questi 1033 milioni derivano dal consumo interno. Importazioni ed esportazioni sostanzialmente si equivalgono con un giro d´affari di 310 milioni di euro. E abbiamo un’idea del giro di affari che genera il mondo animale tra cibo e veterinari? Su una popolazione di 57.844. 017 di abitanti i possessori di animali sono 8.500.000 e sono 42 milioni gli animali domestici nelle case italiane e per loro gli italiani spenderanno tra cure vegetariane, accessori e cibo quasi 10 miliardi di Euro. Il mercato annuo del settore veterinario è di oltre 2.470 miliardi, la spesa annuale per gli animali domestici sfiora i 7.600 miliardi, mentre il fatturato della caccia raggiunge i 6.000 miliardi. La Val Trompia e i suoi armieri vanno a ramengo? Si perdono posti di lavoro? Ma si stanno già perdendo i posti di lavoro: erano 4.490 nel 1996 ed erano diventati 3.926 del 1998. Forse, solo i minatori gallesi devono riciclarsi? Allora, facciano fucili che invece di sparare scattano foto.

Facciano come gli americani. Tra il 1996 e il 2001 il numero di cacciatori negli Stati Uniti è calato del 7% e moltissimi ex cacciatori hanno scelto l’obiettivo di una macchina fotografica o un cannocchiale per avvicinarsi alla natura (wildlife watchers). Dal 1985 al 2001 il numero delle doppiette è calato da 16,7 milioni a 13 milioni (- 22%). I cacciatori rappresentano solo il 4,6% della popolazione statunitense, mentre i wildlife watchers il 31%. E poi, come ho scritto, è la stessa logica del Vietnam: bisogna massacrare e bombardare per far star bene la gente? Bisogna gettare napalm sui bambini vietnamiti o massacrare allodole per mantenere alto il nostro PIL? Alla fine in paesi che si considerano avanzati deve contare l’etica e il consenso. Altrimenti siamo nello Stato di Borgia, di Trujillo o in quello di Papà Doc. E se tu sei una minoranza del 28% come puoi importi a una maggioranza del 72%? Come può il potere paurosamente declinante dei cacciatori britannici (0,36%) imporsi a una nuova forza (i vegetariani) che ha raddoppiato in dieci anni il proprio potere e ha reclutato il 12% dei giovani tra i suoi ranghi? E’ osceno. E la reazione britannica è tutta nell’alzare il tiro. E se la maggioranza si lascia imporre una violenza del genere allora, come ho detto è composta da idioti. Ogni mattina, quando mi rado, un fesso sorridente mi guarda dallo specchio!

Conta il consenso in una democrazia avanzata: 400.000 persone che marciano saranno un bel vedere, ma contano poco di fronte a deputati messi sotto pressione dalle organizzazioni animaliste locali: se sbagli sul futuro voto contro la caccia alla volpe, lo scranno levigato di Westminster, te lo sfiliamo da sotto le tue grasse chiappe. Appoggi la caccia alla volpe? E io ti brucio i 7.000 voti della tua miserabile maggioranza con una campagna “ad hoc”! Sei un deputato che appoggia la caccia? E noi ti facciamo una campagna locale di fuoco in maniera che perdi quella manciata di voti che l’altra volta ti ha salvato miracolosamente le natiche! Colpo su colpo. Muro contro muro. Altro che San Giuseppe!

Le organizzazioni animaliste italiane nicchiano? E tu le trascendi con un nuovo movimento che cerca il consenso raggiungendo tutti coloro che posseggono animali e non sanno cosa accade nell’Italietta felix (e mi riferisco agli orrori dell’abbandono, degli avvelenamenti ecc… ecc… ) Che si sveglino, oppure si assumano le responsabilità dello stato delle cose! Bisogna accogliere nelle frange di una lobby trasversale politica tutti coloro che sono aperti verso il non-umano: vegetariani etici, vegetariani salutisti, animalisti, gente che mangia carne ma che oscilla verso il vegetarianesimo. Proviamo ad essere umili e ad analizzare i fatti. Quante sono le famiglie che possiedono animali domestici in Italia? 7.280.000. In Italia ci sono 56.350.000 animali domestici. Parecchi dei possessori di animali – tra i quali i cacciatori che hanno 1.200.000 cani – se ne fregheranno della lobby animalista, ma una minoranza o una maggioranza potrebbero essere fortemente interessati. Se tu incontri la vecchina con il cagnolino e le spieghi cosa avviene con i bocconi intrisi di stricnina e i randagi non pensi che capirà? Forse? E non vale la pena provare? Tutti i miei amici che mangiano carne (e oscillano) prenderebbero parte alla lobby. Tutti! Quello che sta cambiando rapidamente è il “carnivoro oscillante” guai a fare una lobby senza di lui! Guai a non coinvolgere quelli che gli americani chiamano i “pesco – vegetarian” e i “semi vegetarian”. Marco, un mio amico, mangia pesce ma ha salvato centinaia di randagi. Come lo definite?

Ho incontrato un coordinatore di una grande area del Nord Est della “League Against Cruel Sport” e gli ho chiesto se fosse vegetariano. Mi ha risposto che mangiava pesce, ma che sua moglie era vegana. Incuriosito gli ho domandato se i membri dell’organizzazione della lobby anti caccia gli avevano mai chiesto se fosse vegetariano. Ha risposto: mai. E ha precisato che lo scopo è mettere fine alla caccia e questo si può fare solo con una grande alleanza. Poi da quell’alleanza può nascere tutto. Mi ha spiegato che per mettere fine a quest’orrore l’apertura verso gli “animalisti non vegetariani” è “conditio sine qua non” per riuscire a bandire ogni forma di caccia entro il 2004.

Immagino quello che pensate: è una “contraddizione in termini”, ed è vero; ma l’alternativa è continuare lo strazio eterno del gruppetto dei duri e puri che raggiunge si e no il 7% della popolazione. Giudicate voi! Per me senza una grande alleanza si continua nella frammentazione, si rimane in balia della nevrosi delle prime donne, del dominio dei movimenti con i loro campetti di ossa, si continua a schiamazzare da cani sciolti senza ottenere niente ( o molto poco), si perversa nella masturbazione mentale degli impotenti. La lobby inglese ha una forte presenza parlamentare, ha creato pressioni intense tra gli scranni di Westminster: Formigoni e i suoi politici della Giunta Regionale Lombarda che contrastano il procuratore Francesco Messina di Cremona vivrebbero male qui. Vivrebbero molto male!

Tutto cambia: bisogna prendere atto di ciò che sta accadendo nel Regno Unito (presento questo esempio perché vivo in questa terra): il 45% della popolazione mangia meno carne e il 25% sta contemplando la scelta vegetariana; questo significa che 14.500.000 persone sono potenziali vegetariani. Aggiungete a questa cifra i quattro milioni di vegetariani già esistenti e avrete un’idea di quello che può diventare il movimento animalista. Quasi 19 milioni su una popolazione di 59.5 milioni di persone.

Lobby puramente vegetariane non portano a nulla. Bisogna ampliare il consenso con grandi battaglie contro la caccia e la sperimentazione, bisogna allargare il consenso gestendolo spietatamente. Il resto giungerà da solo. E presto!

Un’altra indicazione notevole dei segni del tempo è che il 36% della popolazione del Regno Unito è contro la sperimentazione su esseri viventi (favorevole è il 46%). Ma fate attenzione: il 44% dei giovani tra i 18 e i 24 anni è contrario a maggioranza (favorevole il 35%, mentre il 18% non risponde). E ancora: il 47% degli inglesi tra i 25 e i 34 anni è contrario, a maggioranza, alla sperimentazione (il 31% favorevole, il 23% non risponde). Sono gli anziani (oltre i 65 anni) che sono favorevoli al 59% (contro il 25% che è contrario e il 16% che non risponde). La paura della morte è la pietrificazione del cuore! E parlo dell’anima non delle vene!

Se si raggiungessero tutti i possessori di animali domestici con un documento preciso e chiaro qualcosa dovrebbe accadere. L’errore è chiudersi nel ghetto delle belle anime luminose, tra Jesus Vegetarians, francescani, pacifisti ad oltranza e vangeli gnostici che dicono e non dicono. Bisogna costruire il consenso, poi inevitabilmente e inesorabilmente le cose accadranno; è nella logica del tempo. In America il 25% degli adolescenti approva la scelta vegetariana. Occorre tolleranza e la volontà di non ghettizzarsi, ma aprirsi verso i simpatizzanti che oscillano.Una cosa seguirà l’altra.

E se c’è l’Arcicaccia perché non creare le Arcivegetariane? Tu pratichi il massacro indiscriminato mentre io pratico il rispetto verso gli esseri viventi; ma Ciampi, Fassino, Fini sono dalla tua parte; la legge è dalla tua parte malgrado io rappresenti 2.900.000 persone e tu solo 707.359. La legge e i politici sono dalla tua parte mentre io aumento con grande rapidità e tu diminuisci a velocità folle e presto sparirai. Ma la politica è cieca! Allora bisogna che recuperi la luce degli occhi. E molto presto! E per questo occorre una lobby politica trasversale spietata e forte.

Ammirabile è la via scelta dai giovani che denunciano gli orrori dell’isola dell’Elba; la via del boicottaggio turistico è micidiale, e una lobby capace di attivare un simile boicottaggio avrebbe una forza devastante. E a quello bisogna arrivare: la “League Against Cruel Sport” è in grado di contattare migliaia di persone ed informarle che le vacanze in una certa area vanno evitate a causa del trattamento e dell’avvelenamento di animali. Siate sicuri che qualcosa si muoverà se cominceranno a piovere “cancellazioni”.

Intanto l’Observer ha pubblicato il 27 ottobre (pag.12) un articolo sull'”importazione” italiana di cacciatori. Il titolo dice: “Le colline sono vive con il fuoco dei fucili”. E il sopratitolo: “Hanno sterminato uccelli da Verona alla Sicilia. Ora i cacciatori latini stanno mirando agli uccelli in Scozia”. Che vergogna!

Concludendo: è il 1 Novembre, ho aperto davanti a me il Guardian. Leggo e non credo ai miei occhi: prima pagina, primo articolo: “La lobby dei cacciatori ha un dossier su migliaia di persone”. Continuo, incredulo, a leggere: la lobby pro caccia ha raccolto – in un paese notoriamente ossessionato dalla privacy – 400.000 dossier sugli attivisti anticaccia. Roba da pura Gestapo! Un boomerang che fischiando nell’aria sta per schiantarsi, dolorosamente, sulla loro fronte: gli Dei non perdonano l’ubris. Avete un amante? E i cacciatori ricattano; siete omosessuali? E loro informano il mondo. Avete debiti? E loro fanno girare la voce. Un micidiale autogol! La verità è che pur di poter continuare a massacrare esseri viventi la lobby pro – caccia ricorre a osceni machiavellismi: il tempo stringe, il 2002 è vicino!

E’ vero: coloro che rispettano gli esseri senzienti, pur essendo una maggioranza schiacciante, non riescono ad organizzare grandi marce e dossier alla “Gestapo”.

E’ vero che una minoranza paurosamente declinante, invece, ci riesce. Ma marce e Gestapo li sapeva organizzare molto bene anche Hitler. Esagero? Chiedetelo ai cervi.

Quo usque tandem, abutere patientia nostra ?
Pazienza o insipienza nostra?

Paolo Ricci.

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