Sezione: Saggistica
OCCORRE TOM PONZI PER SCOPRIRE QUALCOSA SULLA TRATTA?
Quello che mi ha colpito della tratta è il silenzio che provoca. E’ un nervo scoperto, appena accenni alla tratta scende una coltre di silenzio. Eppure è un fenomeno tentacolare. E’ un fenomeno europeo
E’ denunciata in mille maniere ma nessuno vuole andare a fondo. Perché?
La tratta è ramificata e riguarda un notevole numero di attività criminali.
Riguarda:
I traffici di cuccioli dall’Est
I canili lager che vendono cani alla vivisezione
Le cucciolate importate a più non posso
Il furto di cani da caccia
Il furto di cani per i combattimenti
Il furto da cani per tartufo
I pulmini che raccolgono randagi per la vivisezione e la sperimentazione
I traffici di gatti per gli stessi fini
Gli animali usati per le pellicce
I cavalli per combattimenti
Cani venduti a settori della comunità cinese per cibo?
Il traffico di animali è diventato secondo le molte denunce e le innumerevoli interrogazioni parlamentari
una fonte continua per la sperimentazione. Un flusso di dolore per miserabili guadagni.
Insomma siamo davanti a qualcosa di vasto e disarticolato che viene denunciato da mille voci ma quando cerchi di scoprire qualcosa tutte le porte si chiudono. Non solo in Italia ma anche all’estero.
Appena accenni alla tratta tutti si danno.
Perché?
Eppure per scoprire se le accuse mosse alla Germania e alla Svizzera hanno qualche valenza ti aspetteresti che gli attivisti locali contattati facessero qualcosa. Che contattassero a loro volta qualche grande associazione per tentare di fare chiarezza. E invece c’è il silenzio o il “ci avete stancato con queste accuse infondate dall’Italia: la vostra è pura paranoia”. Ma se uno accusa una persona di aver portato degli animali in una nazione del nord mi sembra logico che la persona che lo ha fatto debba essere in grado di produrre delle prove e chi ha ricevuto i cani sia in grado di fare altrettanto. Ma anche questo è un problema. Tutto è un problema. Un traffico da 300 milioni di euro all’anno di cuccioli e non si riesce a capire il fenomeno? Una grande associazione da anni denuncia e io mi chiedo: ma con tutti i soldi che prendete dallo Stato non siete in grado di attivare un’agenzia investigativa per almeno scoprire se queste accuse ripetute “ad nauseam” abbiano un autentico fondamento, dal momento che queste denunce che girano sono un veleno che mina il corpo atomizzato, fragile, nevrotico dell’animalismo nostrano?
Questa è una delle molte denunce che dà un’idea precisa di quello che molti pensano
Dalla metà degli anni ’70 viene rilevato un crescente “traffico” di animali domestici dall’Italia verso altri paesi europei, in particolare Germania e Svizzera. Questi trasferimenti vengono messi in atto da sedicenti animalisti se non quanto da associazioni che si dichiarano animaliste. Inizialmente sotto l’attenzione di associazioni animaliste, questi ingenti movimenti hanno destato l’attenzione del Ministero della Sanità, del parlamento, nonché dell’opinione pubblica. Infatti negli anni a cavallo fra il 1992 ed il 1996 sono stati bloccati alcuni furgoni, diretti oltreconfine, contenenti cani stipati e seminarcotizzati. A bordo erano presenti “i soliti noti”…. denunciati, poi puntualmente scagionati, sono sempre riusciti a rimanere impuniti nonostante documenti falsificati/irregolari e decine di migliaia di animali trasferiti senza aver mai fornito prove concrete sulla destinazione degli stessi. Nello svolgimento di alcune indagini sono emersi preoccupanti flussi finanziari che constano di notevoli e repentini movimenti da conti esteri. Il quadro si complica ulteriormente se pensiamo che molte persone o associazioni, prima impegnate nelle indagini, hanno abbandonato questo compito o peggio risultano ora collaborare proprio con chi “sistema bene” animali oltreconfine. E chi osa parlare di questi argomenti viene accusato di condurre una “caccia alle streghe” e ci sono tentativi di intimidazione verso chi documenta. http://randagismo.info/traffici/
Questi trasferimenti vengono messi in atto da sedicenti animalisti se non quanto da associazioni che si dichiarano animaliste.
Quando si afferma una cosa del genere si attiva un’inarrestabile caccia alle streghe che spesso conduce a pogrom che tritano innocenti. Anche nel gruppo dove lavoro sono sorti sospetti. Inconsistenti e ignobili ma sono sorti. Non nego che la strategia giusta per delinquenti che vivono della tratta sia quella indicata sopra. Se io vivessi di questa miserabile occupazione e fossi uno dei capi del racket mi assicurerei che le organizzazioni animaliste più attente al problema venissero infiltrate da persone con lo scopo di limitare o negare l’evidenza. La tratta? “Ma ve la siete sognata in una notte di luna!”
Le Brigate Rosse quando si muovevano si assicuravano di apparire mascherate da piccoli borghesi, non giravano col cappelletto alla Che Guevara (quello lo lasciavano portare ai fricchettoni) ma sempre con cravatta, capelli corti, giacca color cane morto o tailleur da impiegata del catasto. Insomma un rivoluzionario doveva apparire come un impiegato di banca. Quindi saremo anche infiltrati, su questo non ci piove, ma da lì passare al massacro universale ce ne vuole. E la paranoia e le fisse maniacali presenti nel nostro animalismo desolante, atomizzato e presuntuoso sono sovrabbondanti.
Leggete l’ANSA sull’esposto dell’europarlamentare del Pdl Sergio Berlato partito che ha sostenuto “caccia non limits” e si è battuto, con la Lega per il massacro dei migratori.
ANIMALI: BERLATO(PDL),ANIMALISTI COINVOLTI IN TRATTA RANDAGI
CANI ADOTTATI SPARISCONO ALL’ESTERO, MINACCIATO CHI DENUNCIA’ (ANSA) –
BOLOGNA, 9 GIUGNO –
Tratta clandestina e illecita di cani randagi dall’Italia verso l’estero, gestita anche da associazioni animaliste che su questo fanno affari. Con minacce e intimidazioni, in alcuni casi fisiche, a chi tenta di smascherare un’attivita’ che ha un giro d’affari ‘di circa 40 milioni all’anno’. …Una vicenda in cui sarebbero appunto coinvolte anche importanti realtà di protezione animali. Come, ha spiegato Massimiliano Bacillieri, legale bolognese che segue la pratica, l’Associazione Canili Lazio Onlus, ‘vicina al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che evidentemente non si e’ accorta di quello che succede’. L’associazione, ha proseguito l’avvocato,che ha parlato in una conferenza stampa in cui oltre a Berlato, era presente un dirigente di Federfauna, ha firmato un protocollo con l’Asl di Rieti, con Tecnovett, societa’ di gestione del canile, altri due allevamenti e un’associazione tedesca, per ‘promuovere le adozioni a distanza’.
Solo che, come accade ad altri ‘canili del centro e sud Italia, gli animali vengono spediti all’estero e, una volta fuori, i cuccioli spariscono o vengono indirizzati alla vivisezione o alla sperimentazione su viventi’. In altri casi vanno semplicemente rivenduti, ‘poiche’ in Germania un meticcio preso da un canile ha un prezzo’. I trasferimenti avvengono ‘di notte e in modo clandestino e il tutto viene gestito anche da associazioni mafiose’. Uno degli effetti e’ che, quando un cittadino che aveva adottato un animale va a vederlo di persona, non ne trova traccia. Sorte che e’ capitata ad una signora che viene citata nell’esposto come testimone, e che, per l’avvocato, ‘solo per aver voluto sapere di piu’ dell’animale per cui pagava e’ stata picchiata e le hanno bruciato l’auto’. Ad un poliziotto, invece, ‘che si e’ imbattuto in un camion che trasportava i cani, dopo che ha provato ad indagare, e’ stato sequestrato il figlio per un paio d’ore, ‘consigliandogli’ il silenzio. Minacce che anche l’avvocato ha sostenuto di aver ricevuto. Si tratta di traffici, ‘travestiti da carita”, per dirla con Berlato. Ma si contestano anche ‘evasione fiscale e reati ai danni dei Comuni’ che, per Bacillieri, ‘danno sovvenzioni ai canili per animali che magari sono gia’ all’estero da tempo’.
E i nomi delle associazioni animaliste mafiose? I nomi?
Mi rendo conto dopo cena di non sapere chi è davvero l’onorevole Sergio Berlato, e cioè il referente politico di Federfauna, l’associazione che tutela gli interessi di commercianti di animali, circensi, importatori di cuccioli. Federfauna (http://www.federfauna.org/) ha tra i propri iscritti i più grandi importatori di cuccioli di razza dall’Est Europa, alcuni dei quali attualmente inquisiti per reati gravi di maltrattamento, truffa in commercio, associazione a delinquere. L’Onorevole è anche stato grande sostenitore della famigerata legge Orsi, che chiedeva l’estensione dei periodi di caccia in Italia, in deroga alle normative Europee. E guarda caso, proprio l’Onorevole Berlato ha utilizzato per il suo esposto sui traffici all’estero l’avvocato di Federfauna Massimiliano Bacillieri, portando a sostegno delle proprie accuse contro associazioni animaliste gli argomenti della signora Alma Galli. La quale, a parte essere un’astrologa che con un blog delirante difende canili lager e attacca chi fa adozioni nel nord Europa, non ha altri titoli per parlare in rappresentanza del mondo animalista, anche se viene ampiamente sostenuta dal Gruppo Bairo, che da grande visibilità alle sue esternazioni.
(SAVE THE DOGS)
E anche Federfauna interviene. Incredibile. Sei per il massacro indiscriminato dei migratori e fai la verginella con i cani! Come Papa Borgia che predica a favore del celibato…
Dalla documentazione emergerebbero casi di adozioni a distanza di cani già non più presenti nelle strutture affidanti, casi di rivendita clandestina di cani a canili svizzeri e tedeschi dove l’affido avviene solo dietro versamento di un vero e proprio prezzo, oppure all’industria della vivisezione, casi di denunce brutalmente represse con metodi violenti o tipici atteggiamenti delinquenziali dell’associazionismo di stampo mafioso.
Associazionismo di stampo mafioso?
Stiamo parlando di delinquenti/e travestiti/e da Madre Teresa?
Ma davanti a un crescendo di denunce simili è veramente impossibile venire a capo di qualcosa?
E cosa provoca questo silenzio? Provoca un clima da caccia alle streghe alla McCarthy
Facciamo un esempio: il signor A porta dei cani nel Canile B, in una nazione europea, i cani che porta si chiamano 1,2,3,4,5 e sono microchippati. Dopo un certo tempo il signor A chiede al canile B: “i cani che ti ho portato dove sono finiti?” il canile B risponde: 1 e 2 sono qui da noi 3,4,5 sono nelle famiglie O, P, Q
A questo punto il Signor A potrebbe partire per andare a vedere se i cani sono veramente con le famiglie O,P,Q. Se ci sono va tutto bene; se non ci sono c’è qualcosa di molto strano. Il signor A spiega che nella disperazione ha portato i cani nel canile B, per non farli finire in un canile lager e non ha controllato. A quel punto qualcuno domanda al signor. A: “Quei cani che fine hanno fatto?” Il signor A chiama il canile B e il canile non risponde. E’ vago. E scende una coltre di silenzio. Però si sa che in quella nazione i canili pubblici o privati devono essere registrati e il canile deve tenere un registro degli animali in entrata e in uscita. I controlli sulle associazioni registrate sono molto severi e vengono ripetuti ogni anno. Il signor A informa una grande associazione e dice io ho consegnato i cani 1,2,3,4,5 al canile B che alla mia domanda “dove sono i cani?”risponde picche. E che fa la grande associazione? Fa fare l’interrogazione parlamentare che lascia il tempo che trova.
L’ENPA ha fatto un casus belli della tratta, magari con tutte le ragioni, e i soldi li ha.
E’ da anni che accusa e denuncia. Perché non fa qualcosa?
Ma li ha i soldi l’ENPA? Vediamo:
APPROVATO DALL’ENPA IL CONSUNTIVO 2008; UN BILANCIO STABILE NONOSTANTE LA CRISI ECONOMICA
Stabilità economica e consolidamento della capacità progettuale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, nonostante la perdurante fase di incertezza economica. E’ quanto emerge dal bilancio consuntivo 2008 che, predisposto dal Tesoriere nazionale dell’Ente, Piero Villa, e approvato dall’assemblea dei soci domenica 21 giugno a Vicenza, riflette fedelmente l’attività svolta nell’ultimo anno dal più importante e antico ente animalista italiano.
Un bilancio in attivo. I conti di Enpa sono attivi, in quanto dal consuntivo emerge un avanzo di amministrazione globale di circa 574 mila euro, risultato di entrate per 9.833.549 euro (+ 23,7% sul 2007) con costi di 10.018.110 euro (+2,7% sul 2007); la maggior parte dei proventi dell’associazione è derivato da attività convenzionate, pari a oltre il 50% del totale. All’incremento delle entrate ha contribuito l’aumento degli introiti da quote sociali che, passando dai 431 mila euro del 2007 ai circa 825 mila del 2008, sono quasi raddoppiati (+91,4%). Positivo è stato anche il riscontro dei contributi del 5 per mille; l’Enpa infatti è stata una delle 61 associazioni con oltre 10 mila opzioni che si sono tradotte in un apporto di oltre 405 mila euro. Il 70% delle entrate totali si riferiscono alle attività istituzionali, mentre il restante 30% è costituito dalle attività “connesse” (una definizione stabilita dalla normativa onlus).
E le altre associazioni quanto ricevono?
Da quello che risulta 112 organizzazioni su 26,596 ricevono un importo globale di 3.503.05 su 265.854.389, le 4 maggiori organizzazioni a livello nazionale ricevono 2.203.745 pari al 63% del totale messo a disposizione dallo Stato.
E i soldi che ricevono vengono spartiti così:
L.A.V. – LEGA ANTIVIVISEZIONE 1.215.334,11
E.N.P.A. 619.670,51
OIPA 190.747,10
LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE 177.993,57
SAVE THE DOGS AND OTHER ANIMALS 89.386,65
ASSOCIAZIONE ANIMALISTI ITALIANI 75.626,73
è mai possibile che queste associazioni non siano in grado di pagare una società investigativa con i cabasisi per scoprire quello che veramente accade? Non possono queste grandi associazioni dividere i costi con i tedeschi, gli svizzeri e gli inglesi? Con 10.000 euro qualcosa di valido a livello investigativo si potrebbe attivare. Dobbiamo fare una colletta?
E’ possibile che non si riesca ad attivare qualcosa come il C.I.C.T.O. svizzero o la PETA inglese per condurre un’indagine professionale invece di inondare il mondo con denunce o interrogazioni parlamentari che lasciano il tempo che trovano? E’ possibile che data l’enormità del fenomeno le organizzazioni non siano in grado di attivare una forma avanzata di investigazione per cercare almeno di capire come funziona questo orrore? Perché non lo fanno? Non possono immaginare che siano le miriadi di piccole organizzazioni a farlo. Non possono pensare che qualcosa emerga dall’atomizzazione, dalla frantumazione semifolle delle mille entità. Perché non lo fanno? Se lo Stato non lo fa, perché mai lo farà, o la farà in maniera limitata, perché non lo fanno loro?
Già perché non lo fanno?
La petizione lanciata lo scorso mese di giugno dall’Enpa ha riacceso il dibatti¬to sulle adozioni internazionali di cani e gatti. Grande risalto ha avuto su inter¬net e sui giornali l’iniziativa di Enpa, che denunciava il “traffico di animali” dai canili italiani verso mete sconosciu¬te nel nord Europa e chiedeva il blocco delle adozioni fuori provincia. STD è stata una tra le pochissime organizza¬zioni a prendere le distanze dalla peti¬zione e ad esprimere una posizione molto più cauta. Aldilà del caso specifi¬co che ha spinto Enpa a lanciare la peti¬zione (la “sparizione” di alcuni cani ospiti del canile di Assisi verso alcuni canili tedeschi), e nella quale non siamo entrati nel merito non conoscendone protagonisti e dettagli, la nostra posizione è stata chiara: se esistono degli abusi, che vengano individuati e perseguiti nel modo più duro possibile. Ma da 30 anni l’animalismo italiano grida “al lupo al lupo”, senza riuscire a produrre alcuna dimostrazione concreta che esista davvero un traffico di anima¬li verso i laboratori di vivisezione del nord Europa. Le modalità con cui il dibattito emerge sono sempre le stesse: sospetti, illazioni, informazioni fram¬mentarie, delazioni: nulla a che vedere con un serio lavoro di investigazione (magari, perché no, anche con l’aiuto di professionisti del settore… si spendono tanti soldi nel nostro ambiente, possibi¬le che nessuno possa pagare Tom Ponzi scoprire dove vanno a finire questi animali?)… (SAVE THE DOGS)
Occorre Tom Ponzi? O il detective Colombo? O Maigret? O James Bond?
Eppure gira da tempo una lista di nomi di associazioni sospette.
Ripeto sospette perché ogni volta che chiedi ai contatti del Nord Europa se le accuse hanno sostanza vengono rimandate al mittente e la risposta che arriva è simile a questa:
I canili pubblici o privati hanno l’obbligo di essere registrati. Devono avere un registro degli animali in entrata e in uscita. I controlli sulle associazioni registrate sono molto severe e vengono ricontrollate ogni anno. Non viene messo in dubbio che ci siano delle “pecore nere” che in effetti truffano sulla pelle degli animali. Ma da qui a fare di tutta l’erba un fascio è semplicemente stupido e significa di non vedere i veri farabutti. I buoni ed i cattivi sono in Germania, sono in Italia, sono dappertutto. Invece di sparare nel mucchio, tutti gli animalisti delle varie nazioni coinvolte dovrebbero fare la loro parte e collaborare per trovare i veri delinquenti che nuocciono a tutti, colpendo alla fine gli indifesi: gli animali….(Attivista italiana in Germania)
Fare di tutta l’erba un fascio è criminale. Fare finta di niente è peggio. E i tedeschi si sono così incazzati che hanno scritto alla Merkel.
Dal 2004 ci siamo occupati delle accuse e dopo le insinuazioni durissime, ci siamo rivolti al ministero dell’ambiente in Germania. All’epoca ci hanno risposto che sapevano di questi rimproveri, ma che le accuse sarebbero infondate e che loro avevano fatto tutto il possibile intervenendo diverse volte sia con l’ambasciatore tedesco a Roma, sia con il ministero italiano. Le autorità tedesche ci hanno assicurati che la legge garantisce che sono ammessi solo animali che sono stati allevati per lo scopo della sperimentazione. Certo questo non vuol dire che non ci sono laboratori che usano gli animali illegalmente. Non ci interessa cosa scrivono o pensano i gruppi italiani. Questi gruppi sono pieni di odio e basano la loro polemica su informazioni false. E’ impossibile collaborare con questi gruppi…(Attivista italiana in Germania)
(…) Pagheremo anche 10.000,00 euro a chi dimostrerà che i cani partiti dai canili della Puglia verso Svizzera e Germania sono stati utilizzati per vivisezione o altri orrori, perché abbiamo le prove che tutti gli animali sono stati regolarmente adottati, e ora hanno un padrone che li accudisce e li ama (…)
http://www.youtube.com/watch?v=n7r5GK3YWlY
Si, la confusione è grande sotto il cielo: se qualcuno afferma qualcosa immediatamente salta fuori qualcun’altro che afferma l’opposto.
Questa è un’interrogazione parlamentare che contraddice quello che afferma l’attivista dalla Germania:
In Paesi, quali la Germania, non esiste una anagrafe canina pubblica, qualsiasi cane che giunga in uno di questi Paesi – ancorché “tracciato” alla partenza e nel primo luogo di arrivo all’estero – non sarà ulteriormente reperibile dopo le successive cessioni; in ogni caso, una volta giunti oltralpe, gli animali sono sottoposti alla legge territoriale ivi vigente, con sottrazione delle tutele e le salvaguardie conquistate e garantite in Italia; i canili tedeschi hanno ampiamente superato la capienza massima (così come denunciato da numerose associazioni tedesche nonché dagli stessi veterinari tedeschi); negli ultimi anni si è notevolmente intensificato il commercio di gatti e cani randagi, in particolare verso la Germania e l’Europa del Nord: gli animali vengono prelevati in Italia, Grecia, Turchia, Spagna, Europa dell’Est, Asia, Africa del Nord e isole mediterranee, con promesse di meravigliose adozioni; di fatto però la destinazione finale di ogni singolo animale rimane segreta e, comunque, non verificabile (adducendo anche motivi di privacy); detto commercio ha assunto dimensioni mondiali e in Germania affluisce, ogni anno, una quantità di cani assolutamente incompatibile con qualsivoglia reale pratica di adozione internazionale; alcuni Stati, quali ad esempio la Grecia, consapevoli delle reali finalità che si mascherano dietro alle millantate pratiche di adozione internazionale, si sono fermamente opposti a detto traffico, imponendo la rigida applicazione delle norme nazionali di tutela degli animali; è altresì nota la necessità di impiegare, in ambito di ricerca, ogni tipologia di razza animale, compresi i meticci; sul mercato dei laboratori farmaceutici, il prezzo di acquisto di un gatto adulto è superiore a 500 euro, per un cane adulto è superiore a 1.000 euro, mentre un cane randagio viene prelevato a costo zero e commercializzato a prezzi decisamente inferiori….tale interesse commerciale è in grado di realizzare una ramificata organizzazione criminosa con fini esclusivamente lucrosi, ancorché spesso falsamente ammantata da sentimenti filo animalisti….(Interrogazione GARAVAGLIA – Al Ministro della salute 2-3-2010)
e così si continua: Punch urla e Judy risponde; Punch tira una bastonata e Judy gliela rende
Ma insomma cosa succede a questi poveri animali?
Succede questo?
Schweizer Tierschutz STS
Envoyé : jeudi 17 juin 2010 09:09
Objet : AW: RE : TR : Dalla Svizzera
Abbiamo consultato il nostro Servizio per i cani, che ci ha risposto come segue: in linea di principio i grandi laboratori di sperimentazione sugli animali utilizzano solo cani provenienti da speciali allevamenti – cani destinati alla sperimentazione (nella maggior parte dei casi si tratta di Beagle). Ciononostante anche cani di provenienza sconosciuta possono essere impiegati nella sperimentazione animale – tuttavia ritengo che dovrebbe trattarsi di casi isolati in Svizzera.
Possiamo quindi escludere quasi del tutto che grandi trasporti di cani finiscano nei laboratori svizzeri. Non conosciamo la situazione in Germania. Normalmente i trasporti di cani si svolgono in questo modo: i cani sono allevati in cosiddette fabbriche di cani e presi dalla strada. In estate questi cani sono trasportati in zone turistiche (Italia, Francia, Spagna, Portogallo) e venduti ai turisti. I cani che non possono essere venduti sono portati in Germania o in Svizzera (perché amiamo tanto gli animali e siamo ricchi) e venduti come “cani salvati da un centro di soppressione”.
Succede così che dopo un lungo viaggio (in Spagna, Portogallo, Francia), cani nati in Italia arrivino alla fine in Svizzera. Soli pochi di questi cani sono socievoli e sani – molti muoiono durante il tragitto o un paio di giorni dopo l’arrivo nella nuova casa.
PROTEZIONE SVIZZERA DEGLI ANIMALI PSA
Papale, papale…
Normalmente i trasporti di cani si svolgono in questo modo: i cani sono allevati in cosiddette fabbriche di cani e presi dalla strada
Non ho mai capito quale sia la differenza tra cani allevati per essere massacrati nei laboratori e cani presi per strada per essere massacrati negli stessi laboratori. Un distinguo del genere mi fa orrore.
E’ puramente osceno.
Ma il ruolo delle grandi associazioni è solo denunciare o cercare di risolvere?
Tempo fa scrissi a PETA in Inghilterra dicendo che quello che il traffico di animali era qualcosa che riguardava l’Europa e dovevano cercare di fare qualcosa per aiutarci.
Era avvenuto questo: un’associazione inglese mi aveva telefonato dopo aver letto la denuncia riguardante i canili lager. Tre persone mi avevano chiamato. Era la notte che l’Inter giocava con i russi, lo ricordo bene.
Una signora mi aveva detto che l’associazione che rappresentava sarebbe disposta ad andare con un aereo in Italia e portare gli animali in Inghilterra. Io ho spiegato che un’operazione del genere avrebbe creato seri problemi perché molti animalisti in Italia (a ragione o torto) pensano che gli animali portati all’estero finiscano nella sperimentazione. Poi ho chiesto se ci potevano aiutare a capire la tratta. Ho spiegato in dettagli. Ed è scesa la solita coltre di silenzio. Sono tutti svaniti. A quel punto ho scritto a PETA che mi ha risposto che il problema della tratta deve essere risolto localmente attraverso le associazioni italiane. E mi ha inviato una lista. Io ho risposto che quello era un fenomeno europeo e riguardava anche l’Inghilterra.
E la coltre di silenzio è discesa nuovamente.
E’ da anni che sentiamo questo refrain: qui è il Corriere della Sera che denuncia non Amiamoipelosetti.com è luglio del 2006, quattro anni fa.
CORRIERE DELLA SERA (05/07/06)
MILANO – Un traffico illegale di cani accalappiati in Italia. Inchieste a Brescia e Bolzano, truffati i Comuni “Traffico illegale di cani per la vivisezione: 300 euro ogni animale” Diretti in Germania, dieci indagati
MILANO – Un traffico illegale di cani accalappiati in Italia che finiscono in Germania come cavie in «sperimentazioni chirurgiche o di farmaci»: quello che per anni è stato solo un sospetto degli animalisti ora diventa una certezza nelle carte di due inchieste aperte dalla magistratura a Brescia e a Bolzano al termine
di un’indagine dei carabinieri del Nas di Milano. Indagate dieci persone, tra cui i responsabili di tre associazioni che gestiscono alcuni canili e due veterinari. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al falso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e maltrattamento di animali. Quella scoperta dai carabinieri rischia di essere solo la punta di un iceberg che, però, non deve gettare un’ombra ingiusta di sospetto sul lavoro di migliaia di volontari, i quali, con fatica e amore, accudiscono gratuitamente gli anima li abbandonati. L’indagine comincia nell’ottobre 2004 quando, nel Bresciano, una pattuglia ferma sull’autostrada A4 due furgoni e un’auto di un canile lombardo.
Dentro sono stipati una cinquantina di cani. «Saranno adottati in Germania» dichiarano i conducenti. Quando i militari del Nas vanno a controllare i documenti nel canile e in altri collegati scoprono incongruenze sospette. A partire dal numero di cani affidati ufficialmente a privati cittadini che a volte è minore, a volte maggiore di quello reale. Irregolarità formali, si giustificano i responsabili. Secondo gli investigatori, invece, sono la prova di una truffa a danno dei Comuni che potrebbe nascondere un traffico internazionale. In genere i Comuni convenzionati, precisano gli investigatori, pagano le strutture per il mantenimento (pochi euro al giorno) degli animali o (40 euro in Lombardia) per ogni cane affidato ufficialmente. Come a dire che qualcuno potrebbe aver giocato sui numeri per gonfiare i rimborsi. Nei guai finiscono anche due veterinari per i certificati (sospettati falsi) delle vaccinazioni che servono al rilascio dei passaporti sanitari europei, senza i quali i cani non possono andare all’estero. Un anno dopo, un altro furgone viene fermato al valico del Brennero diretto in Germania. Dentro ci sono una dozzina di cani che viaggiano senza acqua e cibo, in gabbie anguste o liberi di sbranarsi tra loro. Il conducente, legato a una delle associazioni coinvolte, viene denunciato alla Procura di Bolzano per maltrattamento di animali. Negli atti d’indagine si sostiene che in Germania i cani vengono pagati tra i 200 e i 300 euro ciascuno e si ipotizza che finiscano nel giro tedesco della vivisezione, destinati alla sperimentazione di farmaci e di tecniche chirurgiche. «Sono 20 anni che si parla di questi sospetti in riferimento alla Germania. Non sono mai state trovate prove, al di là di un traffico sospetto, quantomeno per il numero enorme di cani che coinvolge e che è sproporzionato alle possibilità di ricezione di quel Paese» lamenta Gianluca Felicetti, presidente della Lega Antivivisezione. Il quale ricorda che in Germania chi vuole adottare un cane legalmente deve pagare tra i 50 e 350 euro come rimborso spese a chi l’ha mantenuto. Un incasso su cui qualcuno potrebbe speculare rifornendosi da complici italiani. «Noi siamo contrari a ogni forma di vivisezione, ma sappiamo che le sperimentazioni legalmente autorizzate avvengono solo su animali iperselezionati e codificati su animali appositamente allevati, non certo sui randagi. Quei poveri cani potrebbero finire in esperimenti di basso livello e del tutto illegali».
IL CASO
Sotto inchiesta veterinari e responsabili di canili. Indagati i responsabili di tre associazioni che gestiscono canili e 2 veterinari (falsi certificati) . Le accuse: truffa aggravata e maltrattamento di animali. L’ipotesi è che gli indagati abbiano truffato i Comuni incassando rimborsi non dovuti
IL GIRO D’AFFARI
500 MILIONI i fondi pubblici destinati ogni anno ai canili. Una struttura che ospita mille cani può ottenere anche 2,5 milioni di euro all’anno
640 mila I cani randagi in Italia secondo il ministero della Salute. Ma per la Lega Antivivisezione in realtà sono almeno un milione; 990 I canili autorizzati in Italia. Oltre al finanziamento base, i Comuni pagano un ticket giornaliero per ogni cane ospitato, almeno 2 euro.
LE NORME SUGLI ESPERIMENTI
ITALIA: Gli esperimenti sugli animali sono circa 900 mila all’anno. Il 95% è svolto su topi e ratti. La legge italiana autorizza la sperimentazione clinica sugli animali da laboratorio, ma i ricercatori possono esercitare l’obiezione di coscienza
GERMANIA: La legge non autorizza la sperimentazione sui randagi, ma per gli ambientalisti i controlli sono inesistenti: migliaia di cani importati clandestinamente dal Sud Europa e dalla Turchia finirebbero in laboratori clandestini
GRAN BRETAGNA: Attraverso un accordo volontario, tutte le case farmaceutiche hanno abolito la sperimentazione sui grandi primati. Vietato per legge l’utilizzo di animali (cavi e comprese) nella sperimentazione di prodotti cosmetici
Conclusione?
Gli animalisti mascherati devono essere scoperti e pagare pesantemente per quello che hanno fatto e fanno.
Se hanno aiutato gli animali ma hanno compiuto, allo stesso tempo, azioni delinquenziali parallele devono pagare, e pagare alla grande. E pagare dovrà chi ha coperto e protetto questi lupi travestiti da agnelli, o ha fatto finta che nulla accadesse. Ma vanno ugualmente protetti gli innocenti. Che non finisca tutto in un pogrom, che non finisca alla “Il signore riconoscerà i suoi” dopo il massacro, perché i colpevoli saranno macchiati da una colpa che li definirà per sempre e massacrare con accuse del genere innocenti e come ammazzarli. E va denunciato anche chi accusa gli innocenti, i diffamatori che hanno scopi precisi, coloro che da anni accusano senza prove. Che massacrano per i loro sporchi fini, spesso per tenere stracolmi i loro
canili – lager o trafficano con cuccioli dall’Est.
Ma per far venire alla luce questo orrore cosa bisogna fare?
Le grandi associazioni, leggono, denunciano incassano i soldi ma non muovono una foglia.
La prima interrogazione (da quello che mi consta) risale al 25 maggio del 1992.
I verdi Apuzzo, Mattioli, Scalia e Crippa denunciarono i primi sospetti.
Ora è il 2010: occorre veramente Tom Ponzi per far luce sulla tratta?
Paolo Ricci
www.lasaggezzadichirone.org
www.nothuman.org
www.ahimsa.it
PER ACCEDERE AI LINK RIGUARDANTI LA TRATTA CLICCARE QUI:
http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=937
PER RAGIONI DI CORRETTEZZA ABBIAMO INSERITO LINK CON ALCUNI DEI QUALI NON SIAMO D’ACCORDO, CHI LEGGE TIRERA’ LE SUE CONCLUSIONI

giugno 24th, 2010 alle 12:17
Caro Paolo, sono Elisabetta Gregori, presidente di una piccola Associazione della provincia di Rieti, Il Guardiano dell’Ombra, entrata all’inizio del 2004 nell’inferno del canile di Rieti e da quel momento mai più “uscita”, colpevole di aver firmato il terribile Protocollo d’Intesa con altre Associazioni, Asl e Tecnovett… sì sì, proprio quel protocollo trasformato da Berlato in “contratto per uccidere o vendere o trafficare” che dir si voglia. Sarebbe esilarante se non fosse grottesco… se non altro perchè, fortunatamente, un bel po’ di persone (tra cui forze dell’ordine) sanno quello che facciamo io e il mio compagno Ezio, presidente dell’Associazione Rifugio del Prick e dell’Ulmo, insieme meglio conosciuti come “Ulmino”.
Di solito non ho molto tempo per scrivere, anche perchè non è facile trovare persone con cui interloquire lucidamente, ma dopo aver ricevuto questo tuo link finalmente “pratico” e “puntuale” mi andava proprio di spendere qualche minuto per dire la mia…
Giusto per chiarire: quel protocollo fu fortemente voluto dalle Associazioni vista la chiusura del canile privato (in cui però venivano e vengono detenuti molti cani pubblici!) e il tentativo continuo di divieto di adozione dei cani. Con quel protocollo ottenemmo tre giorni di apertura al pubblico per due ore e, per una totale trasparenza, dovemmo depositare ognuna il proprio Statuto e garantire cadenzalmente la fornitura dei dati delle adozioni alla Asl.
Non ti nascondo che all’epoca io e Ezio fummo molto contrariati dall’ingresso nel protocollo di un’Associazione straniera, proprio per le motivazioni che muovono in generale il popolo italiano, più o meno animalista… il terrore dei traffici, della vivisezione e tutto ciò che nell’immaginario collettivo rappresentano Germania e Svizzera. Alimentato, certo, da una forte “tutela della privacy” da parte dei “tedeschi”… che oggi, alla luce dei fatti, in qualche modo mi viene anche da giustificare vista la follia che serpeggia…
Pur non occupandomi di adozioni estere, e sottolineando il fatto che non c’era nessun tipo di complotto tra le Associazioni che agivano ognuna per proprio conto (salvo me e Ezio che operavamo insieme), e tra l’altro all’epoca non eravamo neanche troppo in buoni rapporti con le altre firmatarie, devo dire che da circa tre anni sono finalmente riuscita a rasserenarmi dopo aver scoperto forse l’acqua calda… Ebbene sì… anche all’estero pare ci siano Associazioni e volontari che VERAMENTE hanno come obiettivo primario quello di aiutare gli animali, nel caso specifico i cani. E, nel momento in cui capiscono che non hanno a che fare con pazzi esaltati, sono disposte ad aprirsi, confrontarsi e, perché no, anche collaborare.
Come dici giustamente, non si può fare di tutta l’erba un fascio… forse per noi i tedeschi sono tutti vivisettori (dimenticando che anche in Italia ci sono un bel po’ di laboratori in cui probabilmente è anche più semplice ottenere il permesso di tagliare a pezzettini un animale e ci sono meno controlli sulla provenienza), ma allora perché ci offendiamo tanto quando all’estero ci considerano tutti mafiosi? E cosa dovrebbe pensare un animalista spagnolo o romeno (ce ne saranno di buoni anche là, o no?) dei carichi di cani salvati da volontari italiani dalla Spagna o dalla Romania? Non sarebbero legittimati a pensare “Ma come mai con tutti i canili lager che hanno al loro paese questi italiani vengono a caricare furgonate di cani a casa nostra? Chissà che traffici loschi e quanto guadagno c’è sotto!!!”.
Ribadisco: non mi occupo di adozioni estere e non posso parlare universalmente. Mi occupo dei cani di Rieti e di ognuno di loro mi interessa il destino. Quindi, nel momento in cui ho avuto modo di accertare che OGNUNO dei cani di Rieti usciti dall’Italia (e, scusa la presunzione, non ne dimentico uno fin da quel lontano 15 gennaio 2004) ha avuto una buona adozione o almeno un miglioramento rispetto alla triste esistenza che conduceva a Rieti, il che significa anche ospitalità in un rifugio austriaco o tedesco dove può essere amato, coccolato e rispettato, non vedo perché avrei dovuto continuare a inseguire fantasmi inesistenti…
Aldilà della mia curiosità personale nel voler sapere dove finiscono cani che conosco e che ritengo di voler/dover tutelare nei limiti delle mie possibilità, ti spiego come avvengono le adozioni dei cani di Rieti (inteso come territorio, in canile ci sono cani di molti comuni della provincia di Rieti, di Roma e, novità delle ultime settimane, di Terni) e dimmi tu se c’è possibilità di farli sparire o rivendere a laboratori: i cani di Rieti sono tutti microchippati. Ogni accesso in canile di volontari e Associazioni è consentito unicamente alla presenza di agenti della Polizia Municipale di Rieti (che devono essere avvertiti della visita almeno il giorno prima via fax). Gli agenti verbalizzano ogni nostra operazione, che sia solo una visita o un’adozione. In caso di adozione vengono annotati sul verbale caratteristiche del cane, numero di microchip (ricontrollato all’uscita) e dati dell’adottante; se si tratta di adozione effettuata da un’Associazione estera o per l’estero viene annotato anche il numero di passaporto.
Inoltre dobbiamo compilare in doppia copia la scheda di affido dal canile (spesso ce le dobbiamo portare da casa perché in canile “le hanno finite”) sul modello disposto dalla Regione Lazio: una copia rimane all’adottante, l’altra al canile che dovrebbe trasmetterla tempestivamente alla Asl per la variazione in anagrafe canina e al Comune proprietario del cane per farne cessare il pagamento.
Per quanto riguarda cani che rimangono in Italia ovviamente sono inseriti nel database regionale e, devo dire, la Asl di Rieti è puntuale nella trasmissione dei dati all’anagrafe nazionale; per quanto riguarda i cani che vengono adottati all’estero, se non intestati direttamente all’adottante, l’Associazione di riferimento fornisce alla Asl l’elenco dei dati dei destinatari finali (siano essi privati cittadini o rifugi).
ORA, COME DICI TU, DA 1 A 10 QUANTA FATICA DOVREBBE FARE UN ORGANO DI CONTROLLO PER VERIFICARE DOVE STA VERAMENTE IL CANE??? DICIAMO 2 O 3 SE VOGLIAMO METTERE IN CONTO EVENTUALI SPESE DI VIAGGIO…
So che alcune Asl toscane, allarmate guarda caso da una sede Enpa locale (anche qui non facciamo di tutta l’erba un fascio: ci sono sedi Enpa da santificare, altre che patrocinano cene a base di affettati misti e pizza al prosciutto e pensano che nei canili dietro casa loro i cani stiano meglio che a Rieti…), ogni anno prendono a campione 20-30 cani fatti adottare in Germania da una volontaria italiana e se li vanno a controllare uno per uno… piccoli particolari: il viaggio è pagato dalla volontaria, ma è ben poca cosa rispetto alla soddisfazione di poter mettere a tacere le voci infamanti, e i rappresentanti delle voci infamanti, seppure invitati a partecipare ai viaggi (tutto spesato), hanno sempre rifiutato adducendo le scuse più svariate… meglio non dover scoprire che non c’è nulla di losco sotto così si può continuare ad inveire?!?
Quanto ai paventati guadagni delle Associazioni che secondo Berlato e i suoi “informatori” si aggirerebbero sui 40 milioni di euro, forse è legittimo sospettare che in realtà siano cifre che i gestori di canili privati (o forse anche pubblici?!?) temono di veder sfumare dalle loro tasche se i cani vengono adottati… o meglio potrebbero essere le cifre SPESE di tasca propria (considerando certo anche donazioni di privati cittadini che credono nel tuo operato, ma sicuramente non soldi pubblici estorti per un “servizio” di mantenimento che lascia molto a desiderare…) da Associazioni e volontari per cercare di salvare la pelle a quei cani, condannati da una legge miseramente fallita a passare la loro esistenza in condizioni allucinanti, nelle mani di imprenditori senza scrupoli, a spese dei cittadini.
Sinceramente non conosco persone, singoli volontari o Associazioni, che guadagnano sulle adozioni: conosco al limite persone che, forse anche giustamente (di solito nessuno ha i beni al sole…), non usano risorse economiche “personali” ma solo quelle dell’Associazione, che cercano di reperire fondi prima di agire e agiscono una volta raggiunta la cifra necessaria, o che chiedono agli adottanti un rimborso per le spese sostenute (vaccini, profilassi, benzina, ecc). Potremmo anche discutere e disquisire su questo… forse… ma tra un rimborso spese per poter continuare la propria attività di volontariato e la volontà di lucrare in malafede credo ce ne corra… Ed è comunque bene distinguere tra una donazione VOLONTARIA fatta da un privato cittadino a un’Associazione onlus, e una retta che il cittadino è OBBLIGATO a pagare attraverso il Comune di competenza al gestore di un canile, sia esso pubblico o privato.
Visto che a questo punto a tutti è consentito dubitare di tutti, posso concedermi il lusso di pensare che ci siano pseudo-animalisti che preferiscono tenere i cani in gabbia (e che gabbia!!!) piuttosto che saperli felici anche se un po’ più lontano del normale, per interessi diretti o indiretti che poco hanno a che fare con la tutela degli animali, e per questo siano disposti a scendere tanto in basso da accusare di malafede chi fa il volontario VERO?
E vogliamo aprire anche la piaga dolorosa della sterilizzazione? Tutti, o tanti, preoccupati per le “deportazioni” e nessun coro unanime, assordante, tamburobattente, di piccole e grandi Associazioni, singoli volontari o privati cittadini tutti uniti, per obbligare i nostri politici a fare una legge URGENTE che imponga la sterilizzazione obbligatoria di cani e gatti di proprietà?
Non vogliamo davvero l’estinzione del randagismo e dei canili? Non trovi strano che su questo argomento non ci siano interrogazioni parlamentari, milioni di firme, manifestazioni, esposti e tutto il resto? Io sì, lo trovo davvero molto strano…
Con stima per la tua lucida analisi, con la speranza che si arrivi davvero a distinguere i “buoni” dai “cattivi” qualunque nazionalità o stemmino abbiano, e che l’obiettivo comune sia davvero, SOLO, la salvaguardia dei senzavoce,
Betty
giugno 24th, 2010 alle 14:06
Cara Betty, la questione delle deportazioni è purtroppo una questione annosa che non si riuscirà mai a risolvere nel senso di far chiarezza tra buoni e cattivi.
Stare a dibattere quindi sull’essere a favore o contro le adozioni internazionali credo sia completamente inutile: mentre stiamo dibattedo e discutendo tra cittadini privati e animalisti-attivisti, i cani continuano a morire.
Mi trova pienamente d’accordo sulla sua proposta di legge per una sterilizzazione obbligatoria degli animali di proprietà: perchè non provare a raccogliere firme tra la gente unendosi tra associazioni e attivisti che sono d’accordo con un’iniziativa simile?
Questa credo sia l’unica strada percorribile per l’estinzione di randagismo e canili.
Francesco
giugno 24th, 2010 alle 16:29
Qualche mese fa un’Associazione ha fatto una petizione in questo senso, direi strutturata piuttosto bene (poi certo ognuno ha il suo modo di pensare all’attuazione, ma intanto era la manifestazione di una volontà). Ho perso un po’ il conto, ma dopo settimane e settimane le firme erano poco più di tremila. Io sono riuscita, senza fatica a dir la verità, a farla firmare ai responsabili della Asl di Rieti, ma non ho mai visto nella lista dei firmatari (magari hanno firmato dopo?!?) nomi “importanti” dell’animalismo, intesi sia come personaggi che come associazioni. Solo una lista, neanche tanto lunga, di quelli che amo definire “volontari di strada”… Non so come sia finita la cosa, se è poi stata presentata al Ministero o meno, ma credo ci sia un bel po’ da riflettere su questo numero esiguo di firmatari a fronte delle emergenze quotidiane che ti arrivano da più parti.
Per il resto hai ragione: mentre si parla gli animali continuano a morire. Io credo solo che ognuno dovrebbe fare i conti con la propria coscienza, totalmente legittimato a lanciare accuse se non convinto da spiegazioni o prove fornite dall’altra “campana”, ma non certo “a prescindere” e stando ben attaccati col culo su una comoda sedia lanciando invettive senza voler davvero approfondire la questione.
giugno 26th, 2010 alle 10:24
Buongiorno Betty,
tremiila firme sono davvero pochine………..ma penso che dipenda soprattutto da come ci si organizzi e dalle modalità di diffusione di una petizione. Sicuramente occorre partire da associazioni anche piccole che iniziano ad impostare la petizione per poi contattare tutte le altre e mettere il tutto sui siti vari delle associazioni sfruttando anche facebook e altri network.
Certamente alcuni non risponderanno o saranno contrari, ma sono sicuro che la maggioranza potrebbe aderire.
giugno 28th, 2010 alle 13:23
il motivo delle poche firme sta nel fatto che gli animalisti -a differenza dei cacciatori – si fanno la guerra e pensano solo al proprio orticello
TUTTO QUA
giugno 28th, 2010 alle 13:30
mi dimenticavo di dire che per risolvere tutto questo c’è una sola parola
STERILIZZAZIONE DI TUTTI I CANI DI RAZZA O MENO.
POCHI NE PARLANO
CHISSA’ PERCHE’?
giugno 28th, 2010 alle 13:41
Cara Betty, ti darei un bacio. Sono tedesca e in effetti faccio parte di quelli che “non ne possono più” Non c’è nulla da aggiungere a quanto ha scritto Betty. grazie.
giugno 29th, 2010 alle 19:13
bè è vero che gli animalisti si fanno la guerra ed è altrettanto vero che di gran cervelli ce ne sono pochi nell’animalismo. Bisogna uscire dal proprio orticello, mettere da parte l’orgoglio e con semplicità iniziare a contattare le altre associazioni e cercare di fare un bel gruppo che porti avanti e diffonda una petizione sulla sterilizzazione………….e successivamente contattare i politici. E cosa importante bisogna avere la capacità di parlare adeguatamente con i politici di destra e di sinistra indifferentemente………..cosa rara tra gli animalisti.
giugno 30th, 2010 alle 14:50
cara cornelia non vorrei deluderti, la mia non è una difesa a spada tratta dei tedeschi e delle adozioni estere, alle quali IN LINEA GENERALE sarei contraria, se le cose in italia FUNZIONASSERO… ma mi rendo conto che non si fa altro che peggiorare, che i lager sono sempre più numerosi, sempre più pieni e sempre più protetti, quindi ben vengano adozioni in paesi dove il grado di civiltà (leggi: concetto della sterilizzazione, per esempio) è più evoluto. io cerco di difendere quelle che secondo la mia modesta opinione sono BUONE adozioni, ovunque esse avvengano, e per fare questo non si può generalizzare: bisogna prendere in considerazione ogni singola persona (o associazione) e ogni singolo cane. la nazionalità è davvero un particolare secondario…
molte delle nostre leggi regionali sui canili si basano ancora su standard allucinanti: 1, 2 mq a cane di spazio vitale… tutto secondo norma!!! è davvero in queste condizioni che i “nostri” animalisti vogliono tenere i cani a vita??? sembra proprio di sì… beh, io non ci sto.
io sono troppo “piccola” per farmi sentire, mi rendo conto che le esigenze o le opinioni sono troppo diverse, non ho il tempo materiale nè la forza di intavolare discussioni. io faccio quello che posso, nel mio piccolo: cercare libertà per quei detenuti e cercare di impedire che ne nascano di nuovi. punto.
poi il discorso sarebbe davvero tanto più ampio… mi scusino gli “enpa” DAVVERO animalisti se prendo sempre l’enpa come esempio, ma in questo momento sembrano loro i più accaniti e la sigla di cui si pregiano ha un significato che dovrebbe rispecchiare il loro essere: ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI. che credibilità può avere un enpa che patrocina una cena benefit per un canile con affettati e pizza al prosciutto nel menù?!? cibarti di esseri che dovresti proteggere non è forse pari a vivisezionarli? non è un delitto solo perchè la nostra società è carnivora? eppure di credibilità ne hanno avuta molta se si sono potuti permettere di smuovere infinite forze dell’ordine per “la destinazione ignota di 40 cani in germania” prelevati da un canile a 5 km da casa loro in cui non hanno mai messo piede e in cui ci sono cani che languono anche da 10 anni, in 3 o 4 anche di taglia grande in un box da cui non sono mai usciti. però se volontari che abitano in italia e per loro sfiga sono di nazionalità del nord-europa si sono fatti 100 km per andare a conoscere questi cani e cercargli casa si grida allo scandalo. che vergogna e che nausea. è con queste persone, francesco, che si dovrebbe tentare di fare gruppo??? oppure con quelli che ti lanciano un appello disperato “aiuto aiuto cagna incinta cerca posto sicuro dove partorire serenamente!!!”? io so solo che i cani (e gli animali in genere) li voglio FUORI dalle gabbie, non DENTRO. e che non voglio essere complice di CARCERIERI, imprenditori o pseudo-animalisti che siano. e che non voglio più vedere un cucciolo morire in gabbia svuotato dalla gastroenterite o dai coccidi, o peggio ancora crescere e invecchiare in gabbia perchè non ha neanche la fortuna di morire. nè voglio vedere cani a catena o lasciati a sè stessi a fare la guardia a una ditta perchè “meglio così che in canile”. o cani in serragli di cacciatori perchè “ci sono anche cacciatori che i cani li tengono bene”… frasi magari buttate là gustando un panino con la mortadella… IO CON CHI LA PENSA COSì NON HO NIENTE DA SPARTIRE e tu sai, e se non lo sai te lo dico io, che molti, troppi “volontari” la pensano così.
giugno 30th, 2010 alle 15:15
questo è il link della petizione di cui parlavo, l’ho ritrovata:
http://www.thepetitionsite.com/2/sterilizzazione-obbligatoria-e-gratuita-dei-randagi
sono arrivati a 5mila firme ma, come ripeto, non so se è stata presentata o meno al ministero… le firme sono ferme a dicembre…
luglio 1st, 2010 alle 18:24
cara Betty capisco il tuo sfogo: sicuramente nell’ambito dell’animalismo ci sono persone che è davvero meglio perderle che trovarle, ma ci sono anche persone valide che hanno a cuore gli animali senza altri secondi fini.
Il link l’ho visto e capisco il motivo per cui non ha avuto successo : una petizione simile deve essere messa sui siti delle associazioni stesse che la fanno girare, oltre sui vari network e portata avanti.
Una sterilizzazione obbligatoria risolverebbe tanti problemi e svuoterebbe i canili……….se solo fosse messa in campo da associazioni in grado di formare un gruppo forte e unito !
luglio 2nd, 2010 alle 13:54
Cara Betty, neanche io difendo i tedeschi in toto a spada tratta. Ci sono i seri e i non seri dappertutto. Quello che intendo dire è la stessa cosa che dici tu. Tu hai conosciuto associazioni serie, io ho conosciuto associazioni serie, poi ci sono io stessa… Possiamo dimostrare tutto, non c’è nulla di strano. Abbiamo anche sentito diverse delle più grandi associazioni tedesche, tutte sono concorde che un uso nei laboratorio di vivisezione è assolutamente escluso in quanto non permetterebbe test seri (sappiamo che non hanno valore lo stesso se non per la specie di animale “testato”, ma parliamo di “serietà” nella loro inaffidabilità), che vanno effettuati su una serie di animali della stessa razza, sani, di eguale età e così via. Che poi ci potrebbe essere qualcuno non serio con destinazione sconosciuta di alcuni animali non possiamo escluderlo. Come si potrebbe in questo mondo schifoso? Ma le accuse sommarie mosse contro le associazioni tedesche e gli italiani che collaborano con loro sono fuori da ogni ragionevolezza e mi hanno ormai fatto pensare che siano una specie di “deviazione” da mali interni. Tutto sto castello montato a dismisura sulle malefatte di tedeschi, svizzeri e austriaci per me non è serio e non aiuta a trovare veri delinquenti, che sicuramente ci sono, anche se probabilmente in misura molto esigua e non riguarderanno la vivisezione.
luglio 12th, 2010 alle 22:57
Molti anni fa un gruppo di gattare si tassarono, dieci milioni di lire, per seguire i camion che da un famoso rifugio chiacchieratissimo partivano la notte verso Frosinone (oggi ho saputo che a Venafro la mia nipotina fa gli esperimenti su cavie). Ci andò anni dopo il Presidente di una grande associazione ma tutto era a posto, le mattonelle c’erano,tutto il resto pure. Controlli da Tom Ponzi niente, eppure loro i soldini li hanno. Peccaro che i cani sono sempre 300 anche se li vanno a prendere dappertutto, non si dice mai no, anzi adesso forse si comincia a dire qualche no. Sarei comunque la prima a non poter testimoniare nulla visto che ho fotografato cani grassi e anziani, in piccoli box magari. Secondo. Proprio mentre si raccoglievano le firme contro le deportazioni non si è trovato nessuno, nessuno, volontario che, spesato, andasse a fare controlli in missione in Germania con un gruppo di veterinari e volontari. A parlare siamo tutti bravi ma a fare fatti un po’ di meno. A me è stato chiesto ma le catene animalesche non mi permettono spostamenti estivi. In compenso nessuna delle associazioni con moltissimi volontari ha risposto all’invito. Terzo. Se l’operazione di ortopedia che ho subito l’hanno provata su modello animale, cane presumibilmente, non hanno fatto caso alla sua sofferenza e alla rigidità che lo strumento lasciava. Sono un piccolo esempio di come la vivisezione sia inutile e dannosa. Una medicina siffatta non va lontano se non negli orrori.
luglio 14th, 2010 alle 10:42
Ecco… e allora che si fa? Io ho cominciato a farmi venire qualche anti-dubbio (cioè a pensare che forse Germania non è per forza uguale a vivisezione) proprio perchè da una parte c’erano miriadi di al lupo al lupo e scompensi cardiaci ma sempre generici: “furgoni”, “Germania”, “laboratori”, ecc. Dall’altra parte testimonianze precise di persone (volontari) di cui mi fido ciecamente che sono andate là di persona a portare cani in adozione, che hanno “ispezionato” casa per casa e rifugio per rifugio ogni posto in cui andava a finire un “loro” cane, che ci tornano ciclicamente sia a portare altri cani in adozione o stallo sia a controllare come stanno quelli portati precedentemente.
Forse vogliamo dubitare anche di loro, a prescindere, solo perchè fanno adozioni all’estero pur essendo persone conosciute un po’ da tutti per la loro professionalità?
Quindi? Lancio una proposta un po’ provocatoria… visto che è un enorme pentolone e ormai abbiamo capito chiaramente che è difficile fare distinzione tra animalisti “puri” e animalisti “interessati” (non so se parliamo della stessa cosa, ma per esempio “si sa” che arrivano regolarmente furgoni carichi in un noto “rifugio”, cani portati da “animalisti” che tolgono cani dalle strade per non farli “soffrire” di stenti e pensano che riempire quel posto sia il male minore, salvo poi chiudere gli occhi e tapparsi il naso pur sapendo a quale destino li hanno condannati…), cominciamo a “scremare” i “certamente buoni”. Cioè cominciamo a dire: ok, pinco pallo fa le adozioni all’estero pretendendo castrazione/sterilizzazione, vaccini, microchip, passaporti e tutto il resto, fornisce gli indirizzi agli organi istituzionali in modo che chiunque possa andare a verificare la veridicità dell’adozione, di ogni cane fatto adottare c’è tracciabilità, invita chiunque ad andare con lui/lei in viaggio per poter verificare di persona, ecc ecc. BUONO. Tal dei tali invece ha un comportamento un po’ strano perchè và in giro con cani non identificati, si rifiuta di fornire dati sulla destinazione, sparisce o insulta se qualcuno insinua dubbi salvo poi riapparire da qualche altra parte… NOBBUONO. Ma non solo all’estero! Ogni giorno si legge su internet di cani magari affidati o scappati o spariti che, toh, non avevano ancora il microchip e adesso come facciamo a ritrovarli?!?
E poi… io non sono credente ma il detto “scagli la prima pietra chi è senza peccato” (o qualcosa di simile) calza a fagiolo… non credo di essere l’unica a sapere di adozioni discutibili (almeno per me) fatte in modo sistematico anche da rappresentanti di grandi associazioni. Per sistematico intendo la ricerca abitudinaria di cani da guardia per ditte o per cacciatori “amici” (che già un cacciatore amico di un animalista mi sa un po’ di contraddizione in termini). Un conto è l’errore umano (imperdonabile, per carità, ma la perfezione purtroppo è obiettivo utopico) di chi in buona fede, nonostante controlli, raccomandazioni, ecc cade nelle mani di squilibrati che si dimostrano grandi attori e capaci di fregare chiunque, un conto è l’intenzione, la consapevolezza di mettere un cane in mano a chi, nella meno peggio delle ipotesi, se ne vuole “servire” come strumento.
Sto divagando… c’è una cosa che mi lascia perplessa… Roberta, se anche si fosse trovato un volontario disponibile ad andare a verificare in Germania, e se per caso avesse trovato tutto a posto, sei proprio sicura che una volta tornato qui e relazionato su quanto accertato, sarebbe stato creduto??? Chi può essere la persona che può godere della stima e della fiducia di chiunque, sopra le parti in assoluto, disposta a dire solo e soltanto la verità di quanto ha visto (nel bene e nel male)? No, perchè come ho scritto in precedenza, nel giro di mie “indagini” personali, ho scoperto che due asl toscane ci sono andate eccome in Germania a controllare, che i “denuncianti” hanno snobbato l’invito, che le due asl sono rimaste esterrefatte di ciò che hanno trovato e che… nessuno e dico nessuno ha divulgato la loro relazione. Da una parte, forse, a ragione… Sicuramente si sarebbe detto che entrambe le asl erano colluse e chissà che mazzette avevano preso dai laboratori di vivisezione per raccontare tutte quelle fandonie…
Allora, che si fa?!?
gennaio 21st, 2011 alle 14:36
buon giorno a tutti mi chiamo paola e ho condiviso su facebook una nota in cui si diceva che il canile di rieti vende cani alla germania.ci tengo a precisare che la nota non l’ho creata io ma mi ha molto allarmato tutto l’articolo e il fatto che vicino ad ogni cane ci fosse il prezzo dello stesso.vi condiviso la nota http://trafficidianimali.blogspot.com/2011/01/grazie-alle-associazioni-animaliste-i.html?spref=fb
voglio credere nell’onestà e nella buona fede di betty ma allora perchè queste foto?perchè questi prezzi?ho mandato una mail anche al gruppo su face senza avere risposta!!!!a me non interessa la caccia alle streghe non ne ricaverei nulla l’unica cosa che mi sta a cuore e il bene dei cani!!!!spero possiate rispondermi.nel frattempo ringrazio tutti