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Gruppo di lavoro Bailador

Sezione: Primo Piano

bailador

GRUPPO DI LAVORO
BAILADOR

Bailador mitico toro che incornò e uccise
Joselito Gomez, il 16.05.1920 a Talavera de la Reina,
simbolo della resistenza dell'oppresso
che sconfigge l'oppressore.

BAILADOR è un gruppo di lavoro
un “thinktank” , un pensatoio ,
non è un’associazione, non è un ONLUS
non è niente di tutto questo; è solo
un gruppo di lavoro composto da persone che tentano
di trasmettere idee nuove per come cambiare radicalmente
la lotta in difesa del non umano.
BAILADOR è un gruppo fluido, senza capi, guru o profeti
(che solo a sentirli nominare fanno sentire male)
Un aggregato di persone che agisce a livello nazionale e internazionale
Un gruppo di lavoro finanziariamente autosufficiente
che non richiede fedeltà o legami particolari.
In BAILADOR ognuno fa quel che può
e se uno appartiene ad altre associazioni è libero di farlo.
Non ha la minima importanza.
Massima democrazia e totale trasversalità politica.
Importante è dividersi i compiti secondo il proprio tempo e le proprie necessità e
assorbire persone che vogliono prendere parte a quello che facciamo.
Ma senza grandi campagne di proselitismo.
Preferiamo un numero limitato.
Importante e non finire come le sette “animaliste”
con le loro verità assolute, le loro
liste di proscrizione
e la loro devastante e continua litigiosità

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5 Commenti a “Gruppo di lavoro Bailador”

  1. Anto ha scritto:

    Proviamoci! Bisogna superare gli egoismi, le lotte tra associazioni, gruppi etc. Per aiutare gli animali, occorre avere tanto amore x queste creature, essere pronti a lottare perchè le cose cambino, sapersi confrontare con gli altri, accettare anche le altrui idee.

  2. Giuseppe Pepe ha scritto:

    Tutto è relativo, anche la vita come valore.
    Ma in un certo contesto, anche piuttosto allargato, possiamo ragionevolmente considerarla un valore assoluto.
    E allora, è dal suo rispetto che passa la discriminante; non dalla differenza uomo/animali (o Americani/resto del mondo: un paio d’anni fa Rumsfeld ebbe a dire: “Ci vogliono più e migliori armi, PER SALVARE VITE”. Non “vite americane”. Vite. Tutte le mie rimostranze sono rimaste inascoltate. Nessuno ha capito l’origine della mia indignazione).
    E’ su questo piano, secondo me, che va combattuta la battaglia.

  3. andry ha scritto:

    Molto nobile questo pensiero, condivido pienamente!

    io apprezzo molto molto questa idea della cooperazione, vista come dialogo e mutua collaborazione tra le persone, perche è da qui che io vedo un futuro.
    è da tali confronti, creati dal basso, più vicini alle persone, che deve avvenire una rinascita, un nuovo di modo di concepire e affrontare i problemi!

  4. sandra ha scritto:

    Sto leggendo il libro “Ecopsicologia” di Marcella Danon, ed Urra. Mi sembra illuminante!

  5. roberta ratti ha scritto:

    Non solo combattere insieme senza fare le prime donne di cui ne abbiamo già in quantità, ma pensare anche ad un coordinamento in casi particolarmente complessi o emergenze.

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